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Teatro

Spettacolo all’alba al Salìber Fest. Alessandro Ienzi racconta la tragedia dei migranti

Come lo scorso anno, anche questa quarta edizione del Salìber Fest si chiude all’alba di un nuovo giorno.

Dal Mobbidicchi di Bonagiuso, all’Isola e il tempo di Lanteri, per finire con l’omaggio a Conrad e al suo “Tifone”, il mare è stato uno dei protagonisti del Festival perché, “pur ripiegati dalle e sulle nostre fragilità personali,” – si legge nell’editoriale – “non possiamo permetterci di chiudere gli occhi su ciò che si consuma nelle nostre acque”.

Nell’anno di “Io, Capitano” capolavoro di Matteo Garrone che ripercorre l’odissea dei migranti, anche il Salìber Fest volge uno sguardo a loro e al Mediterraneo ospitando all’alba di oggi, (ore 05.00) al Teatro del Carmine, il monologo “La porta della vita” scritto dal noto giornalista Francesco Viviano, diretto e interpretato da Alessandro Ienzi e prodotto da Raizes Teatro.

Una raccolta di quattro storie, quattro punti di vista differenti sul lungo viaggio dall’Africa all’Italia che in molti sono costretti ad affrontare per ottenere migliori condizioni di vita, dignità, lavoro o per sfuggire alle guerre.

Quattro personaggi si susseguono durante lo spettacolo, offrendo prospettive diverse e un’unica domanda: vivere o morire? Lo spettacolo è stato presentato a Lampedusa nel decennale del naufragio del 3 ottobre 2013, in cui hanno perso la vita 368 persone.

Alessandro Ienzi, giovane avvocato palermitano, è anche un drammaturgo che si ispira alla cronaca locale e internazionale, un regista e attore, il fondatore di Raizes Teatro, una compagnia che supporta talenti grezzi, che produce, mette in scena il teatro, in qualunque spazio urbano disponibile. Lavora da anni ormai a questo progetto che, tra spettacoli messi in scena in Italia, in Europa e nel mondo, ha ottenuto anche il prestigioso riconoscimento all’International Human Rights Art Festival di New York.

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