Verrò a chiuderti le palpebre.
Avrò cura che mai più tu
possa inabissare d’orrore
la mia vita e il mondo intero.
Un gesto che visto dalle spalle,
sarà carezza per gli sconosciuti,
per noi due sarà l’ addio ultimo
atteso e concesso dal cielo.
Solo allora avrò vita, quando tu
madre, sarai morte,
morte definitiva.
Sei mite nell’ovile delle madri
che divorano i figli, con ferocia.
Categoria umana senza spiegazione.
Follia necessaria al creato per salvarsi.
Da morta sarà più semplice,
dedicarti pensieri delicati.
Come fresie gialle scomposte.
Ai vivi odiati la morte concede
pietà. Almeno questa tu l’avrai.
Mantengo sempre le promesse.
Io.








