Ci ho pensato.
Non era l’acqua
della lavatrice a
vorticare sulle
piastrelle del
pavimento.
Ore 3 e 38 di notte.
Si sono rotte le
acque come alle
gravide.
Nessun preavviso.
La mucosa
dell’anima è
prolassata.
Traforata dalle
angherie e sevizie
premurose.
Grondava.
Annegavo tra fiotti e
ingorghi di colpe.
Non ho partorito
alcuna meraviglia.
Il corpo tumefatto
della nuda verità
vagiva affamata.
Il manicotto del
cuore è scotto.
La memoria un
colabrodo.
L’amore un
diversivo.
Il tecnico sbieco
ha detto: “tutto
ha un prezzo” .
Stimi lei il mio lavoro.
Non sa che sono
un poeta.
Crede sia lo
scarico difettoso.
Il tubo rotto.
Il filtro otturato.
Ha un’anima
davanti e vede
una lavatrice
guasta.
Così è
il mondo.
Rompe le persone
e aggiusta le cose.








