Hai disfatto la valigia.
Piccole mani di cera.
Ti guardavo sfilare gli
abiti senza fiatare.
Nei cassetti bianchi
profumo di basilico e
gelsomino.
Hai divelto le catene.
Il cuore ha ripreso
a battere dopo anni
d’ apnea. Ti guardo
e non so quale sia
il tuo segreto.
“Sono tua figlia”, dici.
Sono bimba dentro
la tua voce-origine.
Mammì, ripeti.
Ogni giorno ti
guardo stupita.
Avevano trucidato
il mio destino di madre.
Cuori-bucati
avevano bollato
la nostra fine nell’inganno.
Rinasco nei tuoi occhi.
Nelle tue mani di cera.
Nella tua voce che ora
è muta preghiera.
Mammì, ripeti,
l’amore ci ha salvato.







