Fino al 3 giugno le opere del Museo delle Trame mediterranee della Fondazione Orestiadi arrivano all’Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina
Nell’anno che vede Gibellina Capitale italiana dell’Arte Contemporanea, la Fondazione Orestiadi presenta all’Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina la mostra Trame mediterranee che raccoglie una selezione di oggetti e opere provenienti dalla collezione del suo Museo delle Trame Mediterranee diretto da Enzo Fiammetta. La mostra sarà inaugurata il 30 aprile alle ore 16.30 e sarà visitabile fino al 3 giugno.
In questo momento complesso per la comunità internazionale, il progetto vuole ricordare la possibilità di una pacifica e fruttuosa convivenza tra popoli differenti, che bagnati dallo stesso mare hanno percorso nel tempo itinerari culturali comuni. Analizzare gli elementi comuni, in un momento storico in cui sembra che l’Occidente intenda chiudersi all’apporto delle culture mediorientali e nordafricane, è un contributo della Fondazione Orestiadi alla comprensione delle culture a noi limitrofe. Scriveva Ludovico Corrao, nume tutelare del progetto di ricostruzione della città di Gibellina, dopo il terremoto e ispiratore del Museo delle Trame: La Sicilia non può essere compresa che nella vita del Mediterraneo ed il Mediterraneo non può leggersi senza la Sicilia. Gli esodi antichi e attuali, le migrazioni dovute alle catastrofi naturali o economiche, gli insediamenti successivi ai conflitti, svelano la trama della comune matrice culturale.
Gli oggetti e le opere in mostra testimoniano i legami esistenti tra i gruppi di civiltà pastorali in possesso di tecnologie e conoscenze scientifiche, e le migrazioni provenienti dall’Africa e dall’Oriente. L’attuale situazione dà alla nostra terra, un nuovo ruolo di centralità politica e culturale, che la Sicilia storicamente ha sempre avuto e ne ha fatto luogo di accoglienza e integrazione.
Nel percorso espositivo si trovano opere di artisti affermati che hanno affrontato attraverso le loro opere i temi sociali, politici e antropologici del nostro tempo. Filo conduttore dei lavori è il tema del superamento del confine e del limite, dell’attraversamento fisico o geografico: un invito a superare le barriere e a rompere i pregiudizi sulle differenze tra le culture e i popoli.
Sono in mostra, tra le altre opere: Il Tappeto mediterraneo dell’artista albanese Jonida Xherri, realizzato insieme ai ragazzi migranti dei centri di prima accoglienza della Sicilia, Il monumento alla città planetaria di Stalker, le opere degli artisti tunisini Mohammed Messaoudi e Nja Madaoui, degli algerini Amar Briki e Hakim Abbaci e dell’artista irachena Hadeel Azeez; un opera video della statunitense Susan Kleiberg sul tema del confine con il Messico, ed inoltre le opere degli artisti italiani Alfredo Romano, Innocente, Alfonso Leto, Rossana Taormina, Vito Bongiorno.
La mostra “Trame mediterranee” a cura della Fondazione Orestiadi di Gibellina è proposta nell’ambito del progetto “Terra di Cieli, Acqua e Pietre” finanziato dal PNRR, Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, Componente 3 – Cultura 4.0 (M1C3). Misura 2 “Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale”, Investimento 2.1: “Attrattività dei borghi storici”, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU.






