In questo gheriglio
di parole, vivo in
guscio.
Barricata nella mia
noce rugosa.

Chiuse le imposte
del corpo, da anni
non splende luce.
Come un gatto
avvezza al buio
mi muovo in stanze
gemelle, non vista.
Annuso la vita e sa
di buono a volte.
Ma gli odori forti
mi ripugnano.
Le urla, il chiasso
di sentimenti vuoti.
La frenesia dell’ amore
costruito sul nulla.
I baci non dati sono
come le botte non
prese.
Non ti lasciano nulla
se non l’ orgoglio
della furbizia.
Sono scampata
alla mano che
pretendeva imparassi.
Nulla ho appreso
da ciò che non
ho vissuto.
Sono stata poeta per
imperizia d’ anima,
difetto di cuore,
inganno di destino.
Vivo attaccata al poco,
al certo, al momento.
A ridosso di niente,
sopravvissuta a tutto.
Votata alle parole,
di spalle alla vita.







