Ti ho visto.
Tra i ciottoli del selciato
una margherita in mano.
Dondolavi un pupazzo
masticando cioccolato.
Avevi tre anni e all’ asilo
eri il mio uomo.
Ti ho visto.
Tra i banchi della classe.
Avevi un bugiardino di
istruzioni per la versione
di latino e il guizzo dei tuoi
occhi incollati ai miei.
Avevi 15 anni e al liceo
eri il mio uomo.
Mi hai visto.
Con mollette colorate
intrecciavo i capelli.
Nostalgie di fine corso
e scirocco dentro i sogni.
A cinque anni fui
il tuo ultimo amore.
Il mio sorriso scivola
nel disordine dei
tuoi giorni.
All’ Università ero
la tua donna.
Mi hai visto.
Nel lavoro matto
di questi anni adulti
rotoli tra risate
nude. In una sola notte
una intera vita.
Arresi all’ alba
dal gioco delle parole.
Eclissi di dolore.
Ebbrezza di seduzione.
Mi doni la margherita.
I post-it del liceo.
La tazzina del caffè.
Il panda e il cioccolato.
Torneremo bambini.
Saremo disarmati e arditi.
Perdutamente innamorati.
Chi ride è vicino a Dio.
Prendi fiato e nota.
Sei terra sismica.
Il miracolo di credere
ancora.








