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Al Forum per la Pace, a Piazza Armerina i cadetti di 18 Paesi studiano fake news e lotta agli haters, tra giochi di ruolo e workshop sulla manipolazione delle notizie

Le fake news condizionano la società contemporanea: ad ogni livello e ad ogni età, è difficile distinguere tra verità e “bufale”, realtà e manipolazione.  A Piazza Armerina (EN) i cadetti di 18 Paesi stanno studiando la “disinformazione” a partire da giochi di ruolo che ipotizzano situazioni di conflitto e una possibile soluzione di contrasto agli haters. Un esempio sul tavolo, la circuitazione di notizie false sui vaccini durante la pandemia. Lo spunto è dato dal Terzo forum internazionale per la Pace, la sicurezza e la prosperità in corso, organizzato dall’ente no-profit fondato dal canadese Steve Gregory nel 2019, dallo Stato Maggiore della Difesa attraverso il comandante militare dellEsercito in Sicilia, Generale di Divisione Maurizio Angelo Scardino, e dal Comune di Piazza Armerina, guidatodal sindaco Antonino Cammarata.  Ieri in mattinata la fanfara dei bersaglieri di Trapani è stata accolta dai bambini delle scuole materne ed elementari, nel pomeriggio i lavori del Forum. “Quest’anno il Forum è stato incentrato su “misinformation and disinformation”, i nostri cadetti si sono cimentati nel riconoscere la cattiva informazione e prendere delle precauzioni, verificando l’attendibilità delle fonti, ma anche cercando di incrociare i dati. E’ un modo per garantire il libero e corretto flusso di informazioni, ma anche la libertà di pensiero” interviene il Generale di Divisione Maurizio Angelo Scardino, intervenuto con Elizabeth Spehar, assistente del Segretario Generale per il sostegno alla costruzione della Pace presso il Dipartimento degli Affari politici e Peace building delle Nazioni Unite; e John Melkon II di West Point, che ha parlato dell’Operazione Husky che nel 1943, è stata uno dei primissimi esempi di fake news.

I giochi di ruolo sono stati messi a punto da Scott Dejong, ricercatore di Montreal, in Canada, convinto che “la disinformazione può essere un ostacolo nelle relazioni sociali”. Tra i cadetti di Accademie militari, Daniel Ghica (Land Forces Academy in Romania) è convinto che “le news non veritiere sono molto comuni, dobbiamo fermarne la diffusione, soprattutto per evitare che i giovani come me possano elaborare un’idea scorretta che li porti a pensare in modo sbagliato”. Per Ryan Should (Università di Glasgow in Scozia) “Le fake news rappresentano una grande minaccia nel mondo dei media, per la velocità con cui si diffondono e la facilità con cui condizionano la gente. Questo workshop può aiutare ad aumentare la consapevolezza, così da giudicare in modo critico e agire di conseguenza”; per Zoran Eckshmidt (Scuola Militare Kratochvil Ungheria) “il problema delle fake news sta nella capacità di influenzare le persone al punto da renderle scettiche nei confronti delle vere notizie”. Per il guardiamarina Umberto Fontana (Accademia Navale Italiana), “le fake news sono una minaccia ibrida che viene contrastata dall’Unione Europea. I giovani devono imparare a verificare le fonti”.

Al termine delle tre giornate di studio le istituzioni apriranno ufficialmente le manifestazioni dell’80° anniversario dello sbarco in Sicilia delle truppe alleate.

Oggi l’ultima giornata: si aprirà con la visita al campo dove si combatté la battaglia di Valguarnera che coinvolse le truppe alleate canadesi. Seguirà a Piazza Armerina, la cerimonia dell’alzabandiera e la deposizione delle corone alla memoria di tutti i caduti, in piazza Villari. Voleranno 4 aerei EFA di stanza a Birgi, ricordando così il centenario dell’Aeronautica Militare, nata il 28 marzo 1923. Dalle 14.30 il Forum tra il Teatro Garibaldi introdotto da Steve Gregory, fondatore dell’IFPSP. Su “Disinformazione – casi contemporanei” parlerà Dario Mangano dell’Università. Alle 17 premiazione dei lavori vincitori del concorso PSP, presieduto dal colonnello Carlo Uberto Massimo dell’Esercito Italiano. Chiuderà il Forum, l’assessore ai Beni culturali della Regione Siciliana Francesco Paolo Scarpinato. Concerto della banda della Brigata Aosta dell’Esercito Italiano

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