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Folklore e Profitto ed Etnografie ad Arte: doppio appuntamento con le Edizioni Museo Pasqualino al Festival Una marina di libri

Se un classico, come diceva Calvino, è un libro che non ha mai finito di dire quello che aveva da dire, di questa categoria fa indubbiamente parte anche Folklore e profitto – tecniche di distruzione di una cultura, che Luigi Lombardi Satriani, scomparso nei giorni scorsi,pubblicò nel 1973 e che viene ripubblicato dalle Edizioni Museo Pasqualino (Studi e materiali per la storia della cultura popolare – nuova serie, 168 pagine, 19 euro), ideate e dirette da Rosario Perricone.

Il volume, che di fatto continua a essere oggetto e spunto di riflessione, verrà presentato al festival Una marina di libri (Villa Filippina, Palermo) domani, venerdì 10 giugno alle 19 allo Spazio Libeccio da Antonino Blando e Antonio Vesco. Modererà Ignazio Buttitta.

Apparso per la prima volta nel 1973Folklore e profitto ripensa in modo critico e fine le dicotomie gramsciane di “popolare”, “subalterno” ed “egemone”, ma soprattutto, con uno scatto di grande modernità e libertà dagli schemi disciplinari e ideologici del tempo, osserva il cortocircuito di queste categorie nello spazio mediatico nazionale del periodo

Racconta un’Italia che assume e manipola le proprie culture e tradizioni locali a fini commerciali, trasformandole in oggetti di un marketing che sigla la progressiva rimozione delle culture contadine e popolari, la loro riplasmazione nelle forme del folklorismo e dell’attrazione turistica. In realtà tale processo affonda le proprie radici nella propaganda del regime fascista orientata alla ri-ruralizzazione del Paese. 

Il testo contamina, così, per la prima volta i linguaggi delle discipline demoantropologiche e del “folklore” con quelle della sociologia delle comunicazioni e della semiotica, sovverte le facili categorizzazioni binarie in favore di reticolati di senso più complessi, riflette sulla distanza culturale e sociale, sulla costruzione di una relazione al passato che diventa performativa.

A quasi cinquant’anni di distanza, Folklore e profitto rimane un testo prezioso, in anticipo sui suoi e, per certi versi, sui nostri tempi. Utile ancora oggi per riflettere sul valore delle storie locali, delle narrazioni di tradizione e stimolante per ragionare sul più recente e controverso tema dei processi di patrimonializzazione dell’immateriale e sull’ancora attuale rischio che una plasmazione merceologica delle tradizioni culturali venga considerata da alcuni come forma di conservazione, ancorché snaturante, di ciò che altrimenti e irrimediabilmente destinato a cambiare.

In allegato copertina e scheda del volume

Luigi M. Lombardi Satriani

È professore ordinario di Etnologia nell’Università “La Sapienza” di Roma; è stato preside della Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università della Calabria e prorettore per le attività culturali della stessa Università, senatore della Repubblica nella XIII Legislatura e presidente dell’Associazione per le Scienze Etnoantropologiche (AISEA). Ha pubblicato molte opere di interesse antropologico ed etnografico, tra cui le più recenti: Scritti demologici, vol. 1 (con V. Padula, 2019); Natuzza Evolo. Il dolore e la parola (con M. Boggio, 2018);Tra passato e futuro. Il Meridione rurale in Carlo Levi, Rocco Scotellaro e Vittorio De Seta (2018); Antropologia e vita moderna (con F. Boas e F. Maiello, 2015) e San Gennaro. Viaggio nell’identità napoletana (con M. Boggio, 2015); Potere, verità, violenza, voll. 1 e 2 (2014, 2016).

Il secondo appuntamento con le Edizioni Museo Pasqualino alla Marina di libri è con la nuova pubblicazione Etnografie ad Arte – Agency, mimesis, creatività e pratica degli artworks, a cura di Rosario Perricone (Edizioni Museo Pasqualino, collana Testi e atti, 420 pagine, 29 euro).

Una raccolta di saggi che diventa wunderkammer, una mappa per orientarsi tra concetti, nozioni e oggetti che intersecano discipline in continuo dialogo tra loro: antropologia, storia dell’arte, semiotica, studi culturali, visual culture.

Il volume verrà presentato domenica 12 giugno alle 17 all’Area Moak da Michele Cometa Francesco Faeta. Modera Umberto De Paola, sarà presente il curatore, Rosario Perricone. Etnografie ad Arte è molto più che una guida ai fenomeni di ibridazione delle pratiche artistiche ed etnografiche: raccoglie alcune delle relazioni del ciclo di seminari Antropologia dell’arte, organizzato nel 2019 dall’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Palermo e curato da Rosario Perricone. Ai contributi del seminario se ne aggiungono anche altri, per riflettere e orientarsi sul concetto di ibridazione e dialogo tra le forme d’arte.

Attraverso i saggi contenuti (scritti da Ivan Bargna, Ignazio E. Buttitta, Michele Cometa, Gabriella D’agostino, Elisabetta Di Stefani, Marcello Faletra, Paolo Fabbri, Francesco Faeta, Dario Mangano, Francesco Marano, Gianfranco Marrone, Tiziana Migliore, Vincenzo Padiglione, Caterina Pasqualino, Giovanna Santanera, Arnd Schneider, Carlo Severi, Alessandro Simonicca), trovano spazio l’arte preistorica, la rappresentazione del dolore attraverso la voce, l’estetica della politica attraverso la condivisione dello spazio pubblico e la gratuità del dono. Ma anche la fotografia e il suo nuovo ordine visuale, marcato da alcuni fattori come l’immaterialità e la trasmissibilità delle immagini, la loro moltiplicazione e disponibilità̀ o il mondo delle collezioni e le sue pratiche culturali.

In allegato copertina e scheda del volume

Rosario Perricone
Docente di Antropologia culturale all’Università degli Studi di Palermo, dove insegna anche Ricerca sul campo, e all’Accademia di Belle Arti di Palermo, con la cattedra di Museologia e gestione dei sistemi espositivi. È presidente e coordinatore scientifico dell’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari, direttore del Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, della Fondazione Ignazio Buttitta e delle Edizioni Museo Pasqualino.
È membro del comitato scientifico del progetto “PuppetPlays” – Horizon 2020, P.I. Dider Plassard – Université Paul Valéry – Montpellier 3 (Francia). Ha scritto tra l’altro: Il volto del tempo. La ritrattistica nelle culture popolari (2000), I ricordi figurati: «foto di famiglia» in Sicilia (2006), Death and Rebirth: Images of Death in Sicily (2016), Le vie dei santi. Immagini di feste in Sicilia (2018), L’Archivio Etnomusicale Siciliano (2018), Oralità dell’immagine. Etnografia visiva nelle comunità rurali siciliane (2018).

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