Ziganoi con «Luce di Palermo» porta l’arte contemporanea nella chiesa dei Santi Crispino e Crispiniano. Dal 24 ottobre all’8 novembre, un percorso immersivo tra opere su tessuto, architettura e identità della città. Inaugurazione sabato alle 18.30.
La luce come chiave di lettura di Palermo, della sua storia e della capacità di trovare bellezza anche nelle ferite del tempo. È il filo conduttore di «Luce di Palermo», la mostra di Ziganoi, curata da Fabio Lo Bono, che sarà inaugurata sabato 24 ottobre alle 18.30 nella chiesa dei Santi Crispino e Crispiniano, in vicolo San Michele Arcangelo. L’esposizione, patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo, resterà aperta fino all’8 novembre.
Protagoniste sono grandi opere dipinte su tessuto e sospese nello spazio, pensate per instaurare un dialogo con l’architettura storica della chiesa. Le installazioni invitano il pubblico a muoversi tra le superfici, osservandole da prospettive diverse: ogni lato rivela immagini differenti e suggerisce nuove possibilità di interpretazione. Il tessuto diventa così una soglia tra ciò che appare e ciò che resta nascosto, un elemento che separa e unisce, traducendo in forma visiva il rapporto tra individualità e condivisione.
«La luce è una possibilità di trasformazione – spiega Ziganoi –. Illumina non solo gli spazi, ma anche la dimensione interiore dell’essere umano. In una città come Palermo, segnata da stratificazioni storiche e contrasti, diventa il simbolo della capacità di ritrovare bellezza e speranza proprio a partire dalle proprie ferite. La luce non cancella le ombre, ma le attraversa e le trasforma in una possibilità di rinascita».
L’allestimento accompagna il visitatore dall’ombra alla luce, attraverso una ricerca che intreccia materia, percezione e dimensione interiore. Palermo, con le sue stratificazioni culturali, i contrasti e le tracce lasciate dal tempo, costituisce il riferimento centrale del progetto. Non una rappresentazione convenzionale della città, ma uno sguardo sulla sua identità più profonda, capace di riconoscere nella complessità una possibilità di rinnovamento.
Nell’incontro tra le opere e lo spazio monumentale, restituito alla fruizione culturale, la ricerca materica dell’artista trova una nuova dimensione espressiva. La chiesa diventa parte integrante dell’esperienza espositiva, mentre il linguaggio contemporaneo offre una diversa modalità di lettura del patrimonio storico e artistico cittadino.
Info Ziganoi
Ziganoi è uno pseudonimo. L’artista, classe ’59, nasce sulle sponde del Mediterraneo e vive a Palermo. Per diversi anni ha lavorato nel mondo della ricerca presso l’Università di Palermo. La pittura è la sua “ricreazione”, la pausa dal quotidiano. Un gioco che nasce in un garage senza spazi ispirativi ma con occhi colmi di immagini. E così un chiuso sotterraneo diventa l’accesso all’infinito e luminoso mondo della creatività. L’esperienza dell’artista Ziganoi si è sviluppata, nel corso di tre decenni, in ambiti diversi, definendo un profilo certamente eclettico, in grado di misurarsi con “possibilità” abitualmente viste come differenti, ma da lui vissute come equivalenti. L’Arte di Ziganoi è Ziganoi, un continuum tra essere e arte, un logos ossimoro nel quale l’identità dell’uomo convive con l’umanesimo dell’artista in una pluralità di punti di vista. Se i suoi esordi di pittore si collocavano in un sapiente erotismo raffigurativo, in cui le figure femminili e la natura predominano, dense di emotività, ora la sua produzione si muove nell’ottica del recupero di una dimensione più essenziale in cui il protagonista è il colore.







