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L’attore marsalese Giovanni Lamia, “Gio L. Scalia”, presenta a Marsala “Quid est veritas”

Perché “Gio L. Scalia” se mi chiamo Giovanni Lamia?
Ho sempre pensato che i miei due cognomi, quello paterno e quello materno, avessero, insieme, una musicalità particolare, quasi un’eco artistica. Così è nato il mio pseudonimo: Gio come abbreviazione affettuosa di Giovanni, L. come iniziale del mio cognome, proprio come usavano fare alcuni dei miei autori preferiti, e Scalia, il cognome materno, che porto con orgoglio tanti quanto quello paterno.
È un nome che mi rappresenta: un ponte tra le mie radici e la mia voce narrativa, tra ciò che sono e ciò che scelgo di raccontare.

“Quid est Veritas” nasce durante la preparazione della sacra rappresentazione del Giovedì Santo, in cui interpretavo il ruolo di Quintilio. Grazie a questo personaggio, oltre a studiarne la psicologia, ho avuto modo di confrontarmi con molti amici sacerdoti, ma soprattutto con il mio maestro Massimo Pastore, che interpretava Ponzio Pilato. Con lui abbiamo discusso a lungo sul tema della verità: quelle verità che spesso ci stanno davanti agli occhi, ma che nessuno riesce a vedere nemmeno noi stessi.
Da queste chiacchierate, da quelle serate inaspettate di filosofia nate con Massimo, è scaturita l’idea di intitolare il quarto romanzo della serie Le indagini del commissario Volterra proprio “Quid est Veritas”.
Guido Volterra nasce nel 2021, un anno segnato dal COVID e dalle distanze. Compare per la prima volta in un racconto breve intitolato Falce di luna. In quel momento non pensa ancora al Sud, ma è il Sud a chiamarlo, nel finale di Hesperia Ultima, con una motivazione forte: insegnare il suo metodo investigativo, che va oltre quanto appreso nei manuali.
È un giovane commissario, inviato nel profondo Nord, in un paese immaginario chiamato Monte Castellano — già noto alle cronache per un fatto increscioso di pedofilia. Monte Castellano non esiste: l’ho inventato per ambientarvi storie “nere”. Ma proprio alla fine dell’indagine, e dopo gli encomi ricevuti, a partire dal secondo libro Guido viene convocato al commissariato di Mazara del Vallo, per insegnare il suo metodo investigativo, tanto filosofico quanto razionale.
Guido Volterra non è un commissario come quelli che abbiamo visto finora. Ama il mare e vive in una casa affacciata sulla laguna dello Stagnone, ma non è Montalbano, né Schiavone, né Saverio Lamanna. Ha un amico fidato, Fabrizio, compagno di avventure, e una compagna, Chiara, studentessa di criminologia che trascorre l’estate in Sicilia per lavorare.
Ci sono molti altri personaggi da scoprire.
Per conoscere le storie precedenti a Quid est Veritas, basta andare su Amazon e scrivere Giò L. Scalia e compariranno i libri già pubblicati.

Ci vediamo il 18 gennaio alle 18:30 al Circolo Lilybeo di Marsala, in via Vaccari 1.

Qualche notizia in più:

“Il 2025 mi vede protagonista di nuove pubblicazioni in antologie edite da Rudis Edizioni e Historica Edizioni, entrambe selezionate per la prestigiosa Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria “Più libri più liberi”, ospitata come ogni anno alla Nuvola di Roma.

Essere presente in questo contesto, tra voci emergenti e autori affermati, è per me un onore e un’occasione di condivisione. Ogni racconto incluso in queste raccolte è un frammento di ricerca, memoria e visione narrativa, e sono felice di poterli offrire a un pubblico così attento e appassionato”.

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