Una frenesia sfolgorante
mi prende di divorare
tutto. Prendere a morsi
il mondo come fosse
il bolo del mio palato.
Una frenesia sfolgorante
di rinascere ancora dopo
la morte programmata e
sistematica di questi anni.
Di non piegare il capo,
di seguitare nel compito
di assolvere tutti e tutto.
Di benedire e ringraziare
perché dopo mezzo secolo
sono io.
Libera da pretese insulse
da ricatti minatori,
dalle aspettative
sfibranti, da amori insani
e giochi manipolatori.
Non so chi o cosa
mi abbiano salvato.
Ma sono io.
Mi vedi?
Una spora fluorescente.
Un microcosmo incandescente.
Una donna libera.
Di pensare, negare, rifiutare,
scrivere, dormire, costruire.
Guardarti. Con pacata e
ostinata indifferenza dire NO.
Mi sono salvata.
Una sfolgorante frenesia
mi prende di dire a tutti
che questo piccolo bruco
è diventato una farfalla di
carta, la più pregiata e rara.
Ha preso il volo dalla tua
collezione maniacale,
dal tuo controllo d’ uomo,
dal tuo potere balordo.
Io.
Il mondo comincia a 47 anni.








