‘Lo Stupore del Quotidiano’, Quattro incontri con Wislawa Szymborska, di Fabio Gabrielli e Bia Cusumano
Sarà a breve in libreria il libro scritto a quattro mani da Bia Cusumano e Fabio Gabrielli. Si tratta del secondo lavoro realizzato insieme dal filosofo e dalla poetessa e scrittrice. Si tratta di una delicata e profonda indagine sulla letteratura poetica e sulla vita stessa tracciata dagli Autori traendo ispirazione
dalla poesia di Wislawa Szymborska, poetessa polacca e Nobel per la letteratura nel 1996. Quattro incontri virtuali con la scrittura e il pensiero della Szymborska che saranno, di pagina in pagina, da incontro a incontro, una continua ricerca dell’essere tra citazioni letterarie, informazioni, voci, stimoli ma anche sensazioni, esperienze, verità e vita.
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Ascoltare la parola poetica, custodire, riorientare la parola poetica, come ogni altra
parola, segno, linguaggio, significa non farne una proprietà, semmai restituirla come
un nuovo seme. Piantare un seme è cosa seria, occorre “occuparsene seriamente” , esso
non deve farsi parola trattenuta ma esperienza, cioè uscire dal campo protetto del nostro io per
farsi contaminazione, disseminazione, mondo. È così che il seme piantato dalla parola poetica
di Szymborska, e il seme piantato dal lettore nell’accogliere quella parola e ridirla, non hanno
mai una destinazione determinata, conclusa, compiuta, semmai continui riorientamenti, rotte
impensate, circonvoluzioni, perdite e nuove possibilità. Nei quattro incontri con la poetessa polacca intendiamo così ospitare i suoi versi alla luce della nostra radicale alterità, che è distanza
innumerabile dalla sua alterità ma anche prossimità nel segno dell’unicità di ogni altro.
Dall’ “Apertura”.

La copertina è stata realizza a dall’artista marsalese Aurelio Sarzana.
Fabio Gabrielli, già Preside
della Facoltà di Scienze Umane e Professore Ordinario di
Antropologia filosofica presso
la Ludes University di Lugano,
attualmente insegna Filosofia
della relazione presso la School of Management dell’Università LUM, campus di Milano.
È anche Visiting Professor di Introduzione alla
filosofia presso l’Università di Jaroslaw, in Polonia. È autore di numerosi saggi e articoli scientifici nel campo dell’antropologia filosofica e
della filosofia applicata alla medicina (in particolare alla psichiatria) e alla biologia. È membro, tra gli altri, del Quantum Paradigm Psychopathology Group (QPP), gruppo internazionale di
ricerche e studi sulle psicopatologie dell’umore,
e del comitato scientifico della collana di “Antropologia Neo-esistenziale” della casa editrice Aracne di Roma. È Direttore scientifico di
Thauma – Collana di Scienze Umane della casa
editrice Led-Edizioni Universitarie di Milano.
Ha dedicato ampio spazio allo studio dei modelli di coscienza e alle psicopatologie dell’umore (depressione maggiore, disturbo bipolare).
Ha condotto anche studi e ricerche nel campo
della fenomenologia, con contributi di carattere
storico e teoretico. L’attenzione ai contesti antropologici, alle dinamiche esistenziali e relazionali ha sempre costituito un punto ineludibile
del suo percorso culturale e professionale.
In copertina: Wislawa Szymborska, dipinto di Aurelio Sarzana.
Fabiana Cusumano, è nata e
vive a Castelvetrano (TP) dove
insegna Letteratura italiana e
latina alla scuola superiore. È
ideatrice e direttore culturale
del “PalmosaFest”, primo
Festival di Arte e Letteratura della città di
Castelvetrano. Ha scritto due sillogi poetiche,
De sideribus (2010) e Come la voce al canto (2021),
esordendo nella narrativa con un libro scritto
a quattro mani con il filosofo Fabio Gabrielli,
Sulla soglia del filo spinato. Storia di una bambina
trasparente e di un bambino con un nome (2023).
Nel 2022 ha vinto il “Premio Donna Siciliana”
e fa parte dell’Accademia di Sicilia per meriti
letterari. Pubblica recensioni e articoli di
letteratura su diverse testate giornalistiche e
attualmente ha una rubrica letteraria, “Faro
di Posizione” su un quotidiano della sua città.
Con Trame Tradite (2023) e con Lo stupore del
quotidiano prosegue sulla via della prosa senza
smettere di comporre versi.







