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Teatro

Il 2022 del Museo Pasqualino: sono oltre 385mila le presenze – tra reali e virtuali- di una community in costante crescita

Un 2022 che, per il Museo delle Marionette – istituto di cultura ed ente di ricerca riconosciuto dal Ministero della cultura e dal MiUR, accreditato presso il Comitato intergovernativo per il patrimonio immateriale dell’Unesco  ha segnato il ritorno alle attività in presenza e a quelle parole che sono sempre state il traino di ogni iniziativa: condivisione della cultura, in tutte le sue declinazioni.

E se la pandemia ha segnato una fase di stallo nel contatto interpersonale, per il Museo è stata anche un’opportunità per accrescere la comunità virtuale.

Ma ad aumentare è in generale il numero di utenti che quest’anno hanno frequentato il Pasqualino: 385.725 fra presenze reali (35.725) contatti virtuali (350.000). Scendendo nel dettaglio, sono 23.938 le presenze reali tra visitatori e partecipanti alle varie iniziative, mentre i fruitori degli spettacoli prodotti dal Museo e di quelli programmati nell’ambito di festival e rassegne sono stati 11.787.

Molto bene anche web e social: sono state raggiunte circa 98.500 visualizzazioni sui siti gestiti dal Pasqualino; circa 190.000 i contatti di copertura della pagina Facebook 38.553 del profilo Instagram, 10.850 di Twitter; 25.000 le visualizzazioni su Youtube.

“Più ancora di questi numeri sorprendenti – commenta il direttore del Museo delle Marionette, Rosario Perricone – a entusiasmarci è il feedback del pubblico: dai bambini che scoprono il piacere del teatro e delle attività agli studiosi con le loro ricerche, agli adulti che si ritrovano a convegni, presentazioni o mostre. Il Museo Pasqualino è un percorso costante e comune, a più voci, frutto del lavoro di una squadra che crede profondamente nella condivisione e nella divulgazione della cultura in ogni suo aspetto”.

La salvaguardia del patrimonio immateriale
e lo European Heritage Award 2022

Un calendario fittissimo che ha coperto tutto il 2022, quello del Museo delle Marionette, tra iniziative di studio, editoriali, formative, attività teatrali, festival e rassegne. Tutti eventi molto partecipati che, se da un lato testimoniano il fascino che riscuote il patrimonio museografico e biblio-documentario custodito dal Museo su un pubblico di tutto il mondo, dall’altro evidenziano una partecipazione attiva e l’engagement di una comunità.

Tra le prerogative del Museo spicca infatti la salvaguardia instancabile del patrimonio immateriale. Un impegno che quest’anno è stato premiato con l’assegnazionedel prestigioso European Heritage Award / Europa Nostra Award 2022, il più importante riconoscimento europeo in ambito culturale. Il premio è stato assegnato dal Consiglio d’Europa per la sezione Ricerca al progetto del Piano delle misure di salvaguardia dell’opera dei pupi siciliani.

Attività teatrali

Sono in tutto 14 i festival e le rassegne (7 culturali e 6 teatrali) a cui il Museo ha preso parte nel corso dell’anno, attraverso la presentazione di prodotti editoriali ma anche realizzando spettacoli e attività didattiche.
Bambini e famiglie, alunni e studenti, creativi e appassionati sono stati coinvolti in ben 42 attività didattico-formative: tra queste corsi permanenti, programmi per le scolaresche, corsi e i laboratori di drammaturgia sul teatro di figura e progetti pensati per favorire l’inclusione sociale.

Sono stati ben 350 gli spettacoli messi in scena nel 2022, anche nell’ambito dei festival e delle rassegne organizzate. Tra questi, 310 gli spettacoli di opera dei pupi e di teatro di figura, 40 quelli di narrazione prodotti, ospitati al Museo o in circuitazione nei comuni di 4 province siciliane.
Cruciale, anche dal punto di vista della salvaguardia dell’arte dell’Opera dei pupi, è stato l’impegno per garantire la programmazione quotidiana degli spettacoli, che da gennaio a dicembre hanno animato la sala teatrale del Museo.

Fiore all’occhiello, il Festival di Morgana che, giunto alla sua 47° edizione, anche quest’anno ha incantato un pubblico di tutte le età con un programma di spettacoli e performance di tradizione e contemporanei, di compagnie dall’Italia e dall’estero, facendo registrare il sold-out di tutti gli spettacoliIl Festival è stato preceduto dalla sezione Off, che ha portato l’opera dei pupi in 2 quartieri periferici del capoluogo siciliano, in 7 comuni della costa e dell’entroterra della città metropolitana di Palermo e nell’area archeologica di Solunto.
Quello che sta per concludersi è stato anche l’anno del ritorno di un appuntamento molto amato da bambini e famiglie: la rassegna di teatro di immagine per i più piccoli Teatro al Museo.

Le mostre

L’attività teatrale si è intrecciata con quella espositiva con 11 tra mostre e installazioni realizzate in sede e fuori sede attraverso il prestito di opere significative della collezione museale: l’Opera dei pupi è stata presente alla prestigiosa esposizione Inferno. Una topografia del Male allestita alle Scuderie del Quirinale, ma è stata anche presentata in rapporto al carretto siciliano (I paladini del carretto sicilianoLe tavole di Emilio Murdolo) occupando in pieno la scena con l’esposizione del mestiere appartenuto a Nino Amico.
Altre espressioni della cultura tradizionale hanno trovato spazio sia al Museo (con la mostra sugli ex voto La Sicilia dei miracoli) che all’estero (Teatri di Sicilia, Dubai, Expo, Padiglione Italia), senza tralasciare l’arte contemporanea (Repertorio X di Nicola Console; Pli sur Pli – Piega su piega di Jean Pierre Gaudin).

Le Edizioni Museo Pasqualino

Un exploit che ha coinvolto anche le Edizioni Museo Pasqualino, dirette da Rosario Perricone.

Sono 17 i nuovi titoli pubblicati nelle diverse collane delle Edizioni, che quest’anno si sono arricchite di due nuove serie (Dialoghi I paladini di Francia), mentre numerosi sono gli studiosi che hanno contribuito ai nuovi numeri dei 7 periodici, annuali e semestrali.
Le recenti pubblicazioni sono state oggetto di un ricco programma di presentazioni e incontri (16 in tutto) realizzato dal Museo anche in occasione di fiere editoriali, parallelamente alle presentazioni dei volumi di diverse altre case editrici per promuovere il libro e la lettura.

Le attività interdisciplinari

Anche attraverso le attività interdisciplinari il Pasqualino ha confermato la propria vocazione dihub culturale, centro di promozione e armonizzazione di numerosi progetti e iniziative.
È stato infatti impegnato in 6 progetti di ricerca e promotore e sostenitore di 5 attività di formazione post-universitaria preordinata alla ricerca.

La condivisione dei lavori e lo scambio scientifico sono passati attraverso le 90 iniziative di studio realizzate nel corso dell’anno. Molti i seminari che hanno ampliato le riflessioni sulla ricerca. Tra questi, le narrazioni mediterranee di Derive di civiltà, ma anche il 50° Convegno dell’Associazione Italiana Studi Semiotici dedicato alla Semiotica elementare. E ancora ilconvegno Respicere, prospicere: per una morfologia del paesaggio nella Pharsalia di Lucano.

Un’ interdisciplinarità che ha caratterizzato i seminari residenziali di Arte e antropologia, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Palermo, e il prestigioso convegno internazionale  Imaginis Tempora Currunt, che ha visto la partecipazione di studiosi e specialisti impegnati nell’analisi delle diverse e complesse implicazioni della dimensione visuale in quella che si definisce “civiltà dell’immagine”.
E poi, in occasione del Festival di Morgana, ha avuto spazio il seminario internazionale Fārsi shirin ast. Il persiano è dolce, che si è soffermato su poesia, musica, narrazioni della tradizione persiana.
Hanno invece indagato la dimensione rituale, religiosa e performativa i convegni La sacra scena. Spettacolo e rito dal mondo antico alla contemporaneità folklorica, e La Montagna. Miti, simboli, storie, culture, entrambi in collaborazione con la Fondazione Ignazio Buttitta

Alla sua sesta edizione, poi, il seminario permanente dedicato alle Etnografie del contemporaneo, ideato e diretto da Rosario Perricone, quest’anno declinato in tre diverse tematiche: il rapporto tra Ambienti, culture e territori, che ha presentato le politiche e le pratiche di tutela in memoria di Sebastiano Tusa; la semiotica del patrimonio culturale (Ereditare) e le Trame ecologiche attraverso teorie, rappresentazioni, resistenze.

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