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La biblioteca semiotica più grande d’Europa? È all’Albergheria. Si inaugurerà giovedì 30 giugno alle 11 a Palazzo Tarallo e prenderà il nome del semiologo Paolo Fabbri

Si inaugurerà giovedì 30 giugno alle 11 a Palazzo Tarallo e prenderà il nome del semiologo Paolo Fabbri, che a Palermo ha donato i suoi scritti. Nasce dopo due anni di lavoro, con il sostegno del Museo delle Marionette

La biblioteca di semiotica più grande di Europa sorgerà a Palazzo Tarallo, nello storico quartiere palermitano dell’Albergheria. E avrà il nome di Paolo Fabbri, insigne strutturalista italiano del Novecento, che la lasciato in dote i suoi preziosi volumi e documenti al Circolo Semiologico Siciliano, presieduto da Gianfranco Marrone, allievo brillante e sodale.

Un sogno che si realizza dopo due anni di lavori – grazie al sostegno del Museo internazionale delle Marionette e di Simonetta Franci Fabbri, moglie dello studioso – e che aprirà finalmente le porte al pubblico giovedì 30 giugno alle 11.

Alla cerimonia di inaugurazione della Biblioteca Paolo Fabbria Palazzo Tarallo (via delle Pergole 74, Palermo) interverranno Michele Cometa (direttore Dipartimento Culture e società, Università degli studi di Palermo), Jacques Fontanille (Université de Limoges), Gianfranco Marrone (presidente del Circolo Semiologico Siciliano), Rosario Perricone (direttore del Museo internazionale delle marionette “Antonio Pasqualino”), Isabella Pezzini (Università di Roma – La Sapienza). Sarà presente Simonetta Franci Fabbri, moglie dello studioso.

La biblioteca comprende più di 12.000 volumi e centinaia di faldoni d’archivio personale di Fabbri, custoditi in uno scrigno, Palazzo Tarallo che ospita già alcune importanti biblioteche (Pitrè, Buttitta). Una seconda casa per i documenti dello studioso riminese, un ambiente che cerca di riprodurne le atmosfere con arredi, disegni e ritratti che si trovavano nella sua abitazione privata insieme ai volumi e alle carte, di cui è stato mantenuto il criterio di catalogazione originale. 

Accanto alla biblioteca, sarà possibile consultare un imponente archivio, composto da più di 200 faldoni, costituito da appunti manoscritti e dattiloscritti, corrispondenze, programmi di convegni, bibliografie, estratti e fotocopie, appunti di corsi universitari, interventi a convegni, articoli di giornale.


“Attendiamo ricercatori di semiotica, linguistica e scienze umane da tutto il mondo – dichiara Gianfranco Marrone, presidente del Circolo Semiologico Siciliano – che sapranno usare e valorizzare al meglio questo lascito importante, commovente, fortemente progettuale. Ricercatori d’ogni generazione, soprattutto di quelle più giovani. Come i numerosi ragazzi che con grande entusiasmo e curiosità hanno passato un paio d’anni per portare avanti il complesso lavoro di schedatura della biblioteca e di catalogazione dell’archivio. Che sentitamente ringrazio”.

“Siamo molto felici di avere contribuito a portare avanti un progetto – afferma Rosario Perricone, direttore del Museo delle Marionette – che arricchisce la nostra biblioteca Giuseppe Leggio e che testimonia la grande generosità di uno studioso come Paolo Fabbri, che con il suo prezioso lascito ha rinnovato l’antico e primigenio legame con Antonio Pasqualino, insieme a cui ha dato vita, con altri straordinari studiosi come Umberto Eco e Antonino Buttitta, agli studi semiologici in Sicilia”.

Tra i padri fondatori della semiotica mondiale, intellettuale critico fra i più avveduti a cavallo fra Novecento e Terzo millennio, Paolo Fabbri ha insegnato in prestigiose università italiane, a cominciare da Urbino, dove ha fondato il Centro internazionale di scienze semiotiche, poi Bologna, Palermo, Venezia IUAV, Roma LUISS, Milano ILUM. Tra gli insegnamenti tenuti all’estero: Parigi, UCLA, Bogotà, Tokyo, Toronto e altri. Ha inoltre diretto l’Istituto Italiano di Cultura a Parigi, la Fondazione Federico Fellini di Rimini, il Festival di Cinema del Giallo e del Mistero di Cattolica. È stato consigliere scientifico del Prix Italia della RAI, Presidente del Festival dei Popoli di Firenze e dell’Institut de la Pensée Contemporaine dell’Université de Paris “Denis Diderot”. Ha pubblicato più di 800 titoli tra libri, saggi, articoli, introduzioni, postfazioni, curatele, interviste e traduzioni. Per ricordare la sua grande apertura, la sua profonda curiosità verso il mondo, la sua attitudine al rigore scientifico e il suo incoraggiamento verso nuovi percorsi di ricerca, non poteva esserci migliore collocazione del suo lascito che la città di Palermo, dove la ricerca semiotica, apprezzata in ogni centro studi del pianeta, è assai viva e prolifica.

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