Turismo in provincia di Trapani: l’Istituto Florio al centro del confronto tra scuola e imprese
A Erice il Tavolo Territoriale Provinciale sull’Istruzione Turistica. L’Istituto Florio, delegato dalla Re.Na.I.A. nazionale, ha rappresentato le istanze degli istituti professionali del territorio. Occupazione elevata per i diplomati, ma resta aperta la questione della qualità contrattuale e della fuga delle competenze.
Il turismo in provincia di Trapani continua a crescere, ma la vera sfida non è soltanto aumentare i flussi e le presenze: è riuscire a trasformare le opportunità offerte dal settore in occupazione stabile e qualificata, valorizzando le competenze dei giovani e creando le condizioni affinché possano costruire il proprio futuro professionale nel territorio in cui si sono formati.
È stato questo il tema centrale del Tavolo Territoriale Provinciale sull’Istruzione Turistica, dal titolo «Modello di raccordo tra formazione e impresa», svoltosi ieri, 29 ottobre, nell’aula Magna dell’Istituto di Istruzione Superiore «Ignazio e Vincenzo Florio» di Erice.
Un appuntamento di confronto e analisi che ha visto l’Istituto Florio protagonista in un ruolo di particolare rilievo: la scuola è stata delegata dalla Re.Na.I.A. – Rete Nazionale degli Istituti Alberghieri – a rappresentare, in ambito provinciale, le istanze, le esperienze e le considerazioni degli istituti professionali per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera del territorio. L’iniziativa si inserisce in una azione replicata e replicabile in tutte le regioni d’Italia al fine di costruire sinergie e confrontarsi sulle opportunità legate al settore del turismo, sullo sviluppo imprenditoriale del sistema Paese pe romuovere un reale e produttivo raccordo tra imprese e mondo della scuola.
Al tavolo hanno partecipato dirigenti scolastici, referenti per l’orientamento e la continuità, rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni di categoria e del mondo produttivo. Tra gli intervenuti, Davide Nugnes, dirigente dell’Ambito XI di Trapani; Pina Mandina, dirigente scolastica dell’I.S. «Ignazio e Vincenzo Florio»; Valeria Cavarretta, ITS Academy Archimede di Siracusa; Paolo Masella, Federalberghi Trapani; Vincenzo Lo Pinto, Camera di Commercio di Trapani; Giovanna Tranchida, presidente di Slow Food; e Rosalia D’Alì, presidente del Distretto Turistico Sicilia Occidentale.
I numeri descrivono un comparto dalle importanti potenzialità. La provincia di Trapani conta circa 300 strutture alberghiere e oltre 1.500 strutture extralberghiere dichiarate con una presenza di oltre tre milioni di visitatori. Una rete ricettiva articolata, che testimonia la crescente centralità del turismo nell’economia locale e dell’indotto e la necessità di figure professionali sempre più preparate, capaci di rispondere alle nuove esigenze dell’accoglienza, della ristorazione, dell’enogastronomia e della gestione dei servizi turistici.
Eppure, a fronte di un settore in espansione, gli istituti alberghieri registrano una progressiva perdita di appeal tra le nuove generazioni. Un paradosso sul quale il tavolo ha voluto aprire una riflessione a 360 gradi: perché un indirizzo di studi che offre concrete possibilità occupazionali fatica ad attrarre studenti? E perché tanti giovani qualificati e diplomati, dopo essersi formati nel territorio, scelgono di lavorare al Nord Italia o all’estero?
Tra le criticità emerse, un elemento è risultato particolarmente significativo: il mancato rispetto delle condizioni contrattuali, la stagionalità dei contratti, la difficoltà di trovare opportunità lavorative che garantiscano adeguato riconoscimento professionale ed economico. Molti giovani, pur continuando a lavorare nel settore turistico e della ristorazione, scelgono infatti di trasferirsi fuori dalla Sicilia, tornando eventualmente nel territorio d’origine soltanto per la stagione turistica.
Una fuga di competenze che rappresenta una perdita per l’intero sistema economico locale. Non basta formare professionisti di settore se poi il mercato del lavoro non riesce a offrire loro prospettive adeguate, stabilità, riconoscibilità sociale.
A evidenziare la concretezza dei percorsi formativi dell’Istituto Florio è stata la dirigente scolastica Pina Mandina, che ha richiamato i risultati occupazionali dei diplomati nonchè gli esiti dei risultati di apprendimento certificati da Invalsi come per esempio nell’ambito delle competenze linguistiche che hanno immediata spendibilità nell’ambito dell’accoglienza.
«In meno di 100 giorni dal conseguimento del diploma, i nostri ragazzi riescono a ottenere un regolare contratto di lavoro. Nel raggio di circa 20 chilometri dall’Istituto registriamo un livello di occupazione dei diplomati pressoché totale».
Un dato che conferma quanto l’istruzione professionale alberghiera rappresenti una risposta concreta alle esigenze delle imprese e quanto il collegamento tra scuola e mondo del lavoro possa produrre risultati tangibili.
La questione, dunque, non è l’assenza di opportunità occupazionali, ma la necessità di renderle sempre più attrattive, stabili e coerenti con le competenze acquisite dai giovani.
Nel corso dell’incontro si è discusso inoltre della necessità di rafforzare l’orientamento scolastico, della continuità tra diploma e specializzazione post-diploma e del rapporto strutturato con le imprese.
La formazione non può limitarsi a rispondere alle esigenze immediate del mercato, ma deve anticiparne le trasformazioni, accompagnando gli studenti verso professionalità sempre più qualificate, specializzate e innovative. In questo percorso assumono un ruolo fondamentale gli ITS Academy, le associazioni di categoria e le realtà imprenditoriali, chiamate a costruire insieme alla scuola opportunità di crescita e specializzazione.
L’obiettivo è superare la distanza tra domanda e offerta di lavoro, promuovere una cultura dell’accoglienza e della qualità dei servizi e restituire valore sociale e professionale alle professioni turistiche e della ristorazione.
L’iniziativa ha ribadito la necessità di considerare l’istruzione professionale non come un percorso di serie B, ma come un investimento strategico per lo sviluppo turistico ed economico della provincia.
L’Istituto Florio si conferma un interlocutore attivo nella costruzione di un sistema territoriale integrato, nel quale scuola, istituzioni, imprese e organismi di rappresentanza possano condividere obiettivi, competenze e responsabilità.
“Il futuro del turismo trapanese – ha dichiarato la Dirigente Scolastica, Pina Mandina – non dipende soltanto dalla capacità di attrarre visitatori, ma anche da quella di valorizzare chi ogni giorno contribuisce a rendere il territorio una destinazione di qualità. E soprattutto dalla capacità di offrire ai giovani una ragione concreta per restare, lavorare e investire nella propria terra”.











