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Arte

Trapani, l’ICIT celebra le donne forti: quattro appuntamenti tra arte, cinema, memoria e musica

Quattro appuntamenti per raccontare la forza delle donne attraverso linguaggi artistici differenti, intrecciando memoria, storia, emancipazione e creatività. È questo il filo conduttore di “Donne forti”, l’iniziativa promossa dall’ICIT di Trapani, in collaborazione con il Goethe-Institut Italien, il Museo “San Rocco” e l’associazione “Amici del Museo San Rocco”.

Dal 26 ottobre al 10 dicembre, il Museo d’Arte Contemporanea San Rocco, in via Turretta 12 a Trapani, ospiterà una serie di eventi dedicati a figure femminili che, in epoche e contesti diversi, hanno saputo affrontare le difficoltà della vita, affermare la propria identità e lasciare un segno nella storia e nella cultura.

Ad aprire la rassegna sarà, lunedì 26 ottobre alle ore 18.30, l’inaugurazione della mostra “Disegnare le vite” di Barbara Yelin, una delle voci significative del fumetto contemporaneo tedesco. L’iniziativa del Goethe-Institut, a cura di Hamelin, propone quattro graphic novel che raccontano altrettante esistenze segnate dalle grandi vicende della storia, dalla persecuzione, dalla violenza, dalla migrazione e dalla capacità di resistere.

Attraverso il disegno, Barbara Yelin affronta una domanda fondamentale: come si può raccontare una vita, ricostruendone i ricordi, le ferite e le esperienze, senza perdere la complessità della memoria? Le sue opere dimostrano come il fumetto possa diventare uno straordinario strumento di narrazione e testimonianza. Il dialogo tra immagini e parole, tra ciò che viene raccontato e ciò che rimane sottinteso, invita il lettore a ricomporre i frammenti di esistenze individuali che si intrecciano con la grande Storia.

In un’intervista dedicata al suo percorso artistico, Yelin spiega che il disegno non serve tanto a fissare definitivamente i ricordi, quanto a seguirne le tracce, renderle visibili e provare a ricostruirle. «La memoria è multisensoriale: può essere fatta di parole, odori, melodie… o di immagini», osserva l’autrice. Il fumetto, con la sua successione di vignette e i suoi spazi bianchi, le permette di dare forma anche a ciò che resta incompleto: silenzi, assenze, ricordi traumatici e parole che non si riescono a pronunciare.

Anche il suo stile cambia a seconda della storia: dal tratto dettagliato e dalla costruzione quasi cinematografica di “Irmina” passa ai colori stratificati e ai contorni sfumati di “Emmie Arbel. Il colore della memoria”, fino alla maggiore libertà espressiva di “Die Giehse”, dedicato all’attrice Therese Giehse. Nel racconto di Kidane sceglie, invece, un segno essenziale, capace di tutelare l’anonimato del protagonista. Per Yelin, dunque, disegnare significa anche fare ricerca:

confrontarsi con documenti, fotografie, esperti e testimoni, scoprendo nei dettagli nuove domande e nuovi punti di vista.

La mostra, visitabile fino al 10 dicembre prossimo, racconta le vicende di Emmie Arbel, sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti e poi vittima di abusi nella famiglia olandese che l’aveva adottata; Irmina, personaggio ispirato alla nonna dell’autrice, una donna tedesca che visse il proprio percorso personale nel contesto del nazismo; Therese Giehse, celebre attrice ebrea tedesca, protagonista della scena teatrale del Novecento; e Kidane, giovane rifugiato eritreo nella Svizzera contemporanea.

Quattro storie profondamente diverse, accomunate dalla necessità di interrogare il passato e di restituire voce a esperienze umane che meritano di essere ricordate. Un percorso espositivo che invita a riflettere sulla dignità della persona, sulla fragilità della memoria e sulla responsabilità collettiva di non dimenticare.

La rassegna proseguirà giovedì 19 novembre alle ore 20.30 con “Solo Sunny”, film del 1980 diretto da Konrad Wolf, uno dei maggiori registi della Germania dell’Est. La pellicola, ambientata e girata nella Germania dell’Est, racconta la storia di Sunny, giovane cantante determinata a inseguire la propria carriera artistica e a difendere la propria indipendenza, sfidando convenzioni sociali e aspettative altrui. Un ritratto femminile intenso, che mette al centro il desiderio di libertà e il diritto di scegliere il proprio destino.

Giovedì 3 dicembre alle ore 20.30 sarà invece la volta di “L’angelo azzurro”, capolavoro cinematografico del 1930 diretto da Josef von Sternberg, con l’indimenticabile Marlene Dietrich. A 125 anni dalla nascita dell’attrice, la proiezione rappresenterà un’occasione per ricordare una delle grandi icone del cinema internazionale, simbolo di fascino, anticonformismo e indipendenza artistica.

A chiudere il programma, domenica 6 dicembre alle ore 18.30, sarà il concerto “Inner Circuits” di Jennifer Nicolay con Nino Errera, un progetto multisensoriale che unisce strumenti primordiali, tecnologia e intelligenza artificiale. Un’esperienza innovativa ed evocativa nella quale tradizione e sperimentazione dialogano, esplorando nuove possibilità espressive attraverso il suono. L’appuntamento è realizzato in collaborazione con MEMA, Mediterranean Music Association di Trapani.

Con “Donne forti”, l’ICIT di Trapani propone, dunque, un itinerario culturale che attraversa epoche, generazioni e discipline artistiche, mettendo al centro il contributo delle donne alla costruzione della memoria e alla trasformazione della società.

Dalle testimonianze delle sopravvissute alla violenza della storia alle protagoniste del cinema, fino alle nuove frontiere della sperimentazione musicale, la rassegna invita il pubblico a riconoscere nella forza femminile non soltanto la capacità di affrontare le avversità, ma anche quella di creare, scegliere, ricordare e immaginare il futuro.

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