Al Museo Lilibeo il restauro si apre al pubblico: riflettori su una rara edicola funeraria dipinta
Dopo l’Open Day dedicato ai restauri dei mosaici e delle tombe bizantine, il Parco archeologico di Lilibeo offre un’altra occasione per immergersi nel cuore del lavoro di conservazione del patrimonio.
Venerdì 31 luglio, dalle ore 10.00 alle 13.00, nella sala ‘Ettore Gabrici’ del Museo Lilibeo, si potranno seguire a cantiere aperto le attività di restauro per il recupero di un reperto di particolare pregio, una edicola funeraria ‘a tempietto’ con scena di banchetto funerario dipinta. La restauratrice Chiara Tuccio, dottore di ricerca in patrimonio culturale, collaboratrice della ditta “Siqilliya. Laboratori di restauro S.r.l.”, illustrerà dal vivo sia la metodologia e la tecnica, sia le fasi del lavoro che stanno consentendo di recuperare l’integrità del piccolo ma pregevole monumento, emblematico per la civiltà artistica lilibetana.
Rivenuto occasionalmente nel 2007 a Marsala in località Salinella, tra la costa dell’antico porto di Punta d’Alga e la necropoli monumentale di via del Fante, esso fa parte della serie delle edicole lilibetane che, nei tredici esemplari acquistati alla fine dell’Ottocento da Antonino Salinas, direttore del Museo di Palermo, assume la forma di un vero e proprio tempietto greco: due colonne sulla fronte sormontate da timpano triangolare inquadrano una nicchia con la raffigurazione di una coppia di defunti a banchetto. L’edicola della Salinella, di recente acquisizione, presenta un impianto architettonico più semplice, con paraste lisce che sorreggono un frontone quasi del tutto abraso, ma è caratterizzata da una scena figurata di particolare pregio pittorico. Le due figure di banchettanti, un uomo e una donna, riccamente abbigliate, sono delineate in rosso, con pennellate scure e chiare e lumeggiature che rendono la volumetria dei corpi e rendono particolarmente vivida la scena.
L’intervento di restauro, reso urgente dal progressivo distacco e parziale perdita della pellicola pittorica, è stato possibile grazie alla erogazione liberale “Art Bonus” del dott. Giuseppe Briuccia, membro particolarmente attivo dell’Associazione Amici del Parco archeologico di Marsala, appassionato di storia e archeologia che segue con interesse tutte le attività del parco lilibetano.
“Un esempio emblematico – afferma la direttrice Anna Occhipinti – di quanto sia preziosa per la salvaguardia del nostro patrimonio la collaborazione tra pubblico e privato. Donare per il futuro del patrimonio trasforma un semplice gesto in un capolavoro, come giustamente sottolinea la campagna Art Bonus. Chiunque effettui una donazione può beneficiare di un credito d’imposta del 65 per cento della somma donata, recuperabile in soli tre anni. Auspichiamo che i gesti di Paola Alagna, per il recupero della Sister Ship, e di Giuseppe Briuccia, per l’edicola dipinta, possano essere presto emulati”.







