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Il ritorno a casa di Sol Polito, il palermitano che illuminò la Hollywood classica

Ci sono storie che sembrano destinate a rimanere lontane dalla terra in cui sono nate. E altre che, a distanza di oltre un secolo, trovano finalmente la strada del ritorno. È il caso di Sol Polito, nato a Palermo nel 1892 come Salvatore Polito e diventato uno dei più importanti direttori della fotografia della Hollywood classica.

Dopo oltre cent’anni trascorsi negli Stati Uniti, una parte significativa della sua memoria torna oggi nella città dove tutto ebbe inizio. L’Archivio Siciliano del Cinema ha infatti acquisito il fondo archivistico appartenuto al cineasta, grazie alla donazione della famiglia, riportando idealmente a Palermo uno dei protagonisti meno conosciuti – ma non meno importanti – della grande stagione del cinema americano.

L’acquisizione è stata formalizzata nei mesi scorsi attraverso uno scambio epistolare tra la famiglia Polito e l’Archivio Siciliano del Cinema. A compiere il gesto è stato Greg Polito, nipote del direttore della fotografia e figlio di Emmanuel Eugene “Gene” Polito, anch’egli affermato direttore della fotografia a Hollywood, che ha scelto di affidare all’istituzione palermitana una parte preziosa della storia della propria famiglia.

Emigrato negli Stati Uniti nel 1905, quando aveva appena quindici anni, Sol Polito iniziò la sua carriera come fotografo prima di approdare al cinema. Negli anni Trenta e Quaranta divenne uno dei principali direttori della fotografia della Warner Bros., contribuendo a definire l’identità visiva dello studio durante quella che viene ricordata come l’età d’oro di Hollywood. La sua fotografia, caratterizzata da un raffinato uso della luce e del chiaroscuro, accompagnò alcuni dei più grandi registi del tempo e contribuì a creare immagini rimaste nella storia del cinema.

Lavorò con registi come Michael Curtiz, Howard Hawks, Frank Capra, Lloyd Bacon, Mervyn LeRoy e Fritz Lang, firmando la fotografia di film entrati nell’immaginario collettivo come Quarantaduesima strada (1933), La foresta pietrificata (1936), Le avventure di Robin Hood (1938), Il conte di Essex (1939), Il sergente York (1941), Arsenico e vecchi merletti (1944) e Maschere e pugnali (1946). Nel corso della sua carriera ottenne tre candidature al Premio Oscar, confermandosi tra i maggiori interpreti della fotografia cinematografica americana.

Il fondo che entrerà a far parte del patrimonio dell’Archivio Siciliano del Cinema comprende fotografie originali di scena e di set, immagini familiari, ritratti con dediche autografe di attori e protagonisti della Hollywood classica, manifesti cinematografici, documenti personali e professionali, materiali iconografici e numerosi altri cimeli che raccontano oltre trent’anni di attività di Sol Polito e permettono di ricostruire il suo percorso umano e artistico.

La scelta della famiglia non rappresenta soltanto una donazione archivistica. È anche un ritorno simbolico alle origini. Greg Polito ha infatti deciso di ricondurre nella città natale del nonno una parte significativa della sua memoria storica, affinché la documentazione conservata negli Stati Uniti possa dialogare con quella relativa alle sue radici siciliane. Parallelamente, l’Archivio Siciliano del Cinema ha già avviato un lavoro di integrazione del fondo attraverso cineromanzi, cineracconti e altre testimonianze italiane dedicate ai film fotografati da Sol Polito, contribuendo alla ricostruzione di un patrimonio documentario ancora più ricco e completo.

«L’acquisizione del fondo Sol Polito rappresenta un momento di straordinaria importanza per l’Archivio Siciliano del Cinema e, più in generale, per la memoria culturale della Sicilia», afferma Antonio La Torre Giordano, direttore dell’Archivio Siciliano del Cinema. «Riportare nella sua città natale la documentazione di uno dei protagonisti della fotografia della Hollywood classica significa restituire visibilità a una figura che ha contribuito in modo determinante alla costruzione dell’immaginario cinematografico del Novecento. Questo fondo non è soltanto una raccolta di documenti: è una testimonianza preziosa delle relazioni tra la Sicilia e il grande cinema internazionale e costituirà una nuova fonte di studio per ricercatori, storici e appassionati.»

L’acquisizione si inserisce nell’ambito di Archeologia del Cinema 2026, iniziativa promossa dal Ministero della Cultura e giunta alla sesta edizione. Dopo le operazioni di inventariazione e catalogazione, il fondo sarà oggetto di studio e valorizzazione e diventerà consultabile da studiosi e ricercatori, offrendo nuove prospettive di ricerca su una figura ancora poco conosciuta in Italia ma fondamentale nella storia della fotografia cinematografica.

La vicenda di Sol Polito racconta una delle tante storie dell’emigrazione siciliana che hanno lasciato un segno profondo ben oltre i confini dell’isola. Partito da Palermo da adolescente in cerca di un futuro, riuscì a conquistare un posto tra i grandi artefici del cinema americano. Oggi, grazie a questo gesto della sua famiglia, una parte di quella storia torna finalmente a casa, dove potrà essere custodita, studiata e restituita al pubblico come patrimonio condiviso della cultura cinematografica siciliana e internazionale.

Fabio Bagnasco

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