“Penelope – L’Odissea è Fimmina” di Luana Rondinelli torna a Catania, poi a Siracusa. Ester Pantano: “testo magistrale in cui c’è tanta vita reale”
“Penelope – L’Odissea è Fimmina”, lo spettacolo scritto e diretto da Luana Rondinelli, che vede protagonista l’attrice catanese Ester Pantano, affiancata in scena da Giovanni Currò, Mauro Failla, Laura Giordani, Giovanna Mangiù e dalla stessa regista, arriva a Catania, da mercoledì 7 a domenica 11 gennaio al Teatro Vitaliano Brancati, e prosegue al Teatro Massimo di Siracusa dal 15 al 17 gennaio.
Al centro della messinscena c’è la strada tortuosa che una donna percorre per arrivare alla consapevolezza di sé e della propria forza. Una Penelope inedita, lontana dall’immagine passiva della sposa che attende: qui è una donna che vive, soffre, cambia, prende coscienza del proprio desiderio e del proprio diritto alla libertà.
Il mito omerico viene ribaltato in una prospettiva tutta al femminile, in cui Itaca diventa metafora della Sicilia, terra aspra e bellissima, luogo di radici e rinascita. A introdurre la vicenda sono tre misteriose figure, le “Parche siciliane”, mentre attorno a Penelope ruotano donne forti e contraddittorie: Clitennestra, Elena, la maga La Magnifica, Euriclea. Tutte partecipano, nel bene e nel male, alla costruzione dell’identità dell’eroina.
Voci, musiche e visioni
La voce fuori campo di Ulisse è affidata a Luca Ward, mentre scene e costumi portano la firma di Vincenzo La Mendola. Le musiche originali sono di Francesca Incudine, contribuendo a creare un impianto emotivo intenso e contemporaneo.
Lo spettacolo è prodotto dall’Associazione Città Teatro e ha già ottenuto un importante riconoscimento: il Premio “Anima Mundi” alla drammaturgia femminile italiana, assegnato dal Piccolo Teatro di Milano a Luana Rondinelli.
Ester Pantano su questa Penelope, e sulla figura della donna contemporanea, dice: “Sembra che le donne relegate al ruolo di chi deve restare in perenne attesa appartengano a un mondo del passato, a un mondo epico, ma invece il rapporto di potere e schiavitù che contraddistingue certe dinamiche uomo/donna, è vivo e ben presente, solo meglio mascherato nella nostra società. Dico che è necessario vedere questo spettacolo che scardina le dinamiche ordinarie con una reazione forte a questo tipo di descrizione della donna che ‘deve’ sempre essere mansueta e rassicurante, e con l’obbligo anche di essere madre. Mi sono resa conto di quanta vita reale si trovi in questo testo che Luana ha scritto in modo magistrale”.







