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E’ siciliano, di Alcamo, il presidente della Conferenza dei presidenti delle Accademie statali di Belle Arti. Tutti gli impegni di Leonardo Di Franco

Leonardo Di Franco, alcamese, avvocato, docente di diritto e Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, dal mese di gennaio 2025 è anche il presidente della Conferenza dei presidenti delle Accademie statali di Belle Arti, incluse nel sistema della formazione superiore dell’AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica). La Conferenza è l’organismo istituito nel 2013 con decreto del Ministro dell’Università che, insieme alla conferenza dei direttori, coordina e rappresenta le 25 accademie di belle arti italiane e l’accademia nazionale di arte drammatica, interloquendo stabilmente con il Ministero, con l’obiettivo, fra gli altri, di valorizzare e potenziare, anche all’estero, il modello italiano dell’alta formazione artistica salvaguardandone le specificità culturali e organizzative in linea con la sua grande tradizione storica. Il sistema delle Conferenze, cinque in tutto, comprende anche i Conservatori e gli ISIA, oltre a svolgere un ruolo politico di rappresentanza delle istituzioni AFAM verso l’esterno, ed è organo consultivo del Ministro dell’Università per le attività di programmazione o produzione normativa. La Conferenza, che si riunisce almeno quattro/cinque volte l’anno, serve, inoltre, da raccordo tra tutti i presidenti delle Accademie, e come ‘luogo’ per condividere le buone pratiche e le rispettive esperienze. Molto più spesso, con cadenza bisettimanale, si riunisce la Giunta, ovvero l’organo che coadiuva il presidente sia per stabilire le strategie e gli indirizzi di attività della Conferenza sia per istruire i problemi e le delibere da portare all’esame dell’Assemblea. La prossima riunione è programmata per fine ottobre, mentre l’ultima si è svolta a Bari nel mese di giugno ed è stata incentrata sul tema della Governance delle istituzioni AFAM con particolare riferimento alla introduzione della figura dei dirigenti di seconda fascia.
Di Franco è Presidente dell’Accademia di Palermo dal mese di dicembre 2022, ma lo era stato già in precedenza, dal 2013 al 2016.
“L’Accademia di Palermo, fa parte delle accademie storiche del nostro Paese. Essendo nata nel 1783 da due anni abbiamo celebrato i 240 anni. Abbiamo 28 corsi di I e di II livello – tra cui il corso abilitante di restauro a indirizzo pittorico – afferenti a 3 Dipartimenti (Arti Visive; Comunicazione e Didattica dell’Arte; Progettazione e Arti Applicate) e circa 1500 studenti provenienti da tutta la Sicilia, compresi degli stranieri che non sono solo studenti Erasmus. L’Offerta didattica inoltre comprende 2 dottorati di ricerca, istituiti lo scorso anno, e la scuola libera del nudo. L’Accademia è attualmente impegnata sul fronte del potenziamento delle infrastrutture – dice -. Abbiamo tre sedi che sono Palazzo Fernandez e Palazzo Santa Rosalia al Papireto, e poi 5 padiglioni ai Cantieri Culturali alla Zisa. Con riferimento alla Legge 338 in materia di edilizia universitaria, l’Accademia ha ottenuto due finanziamenti per complessivi 2 milioni e mezzo di euro circa, per l’ammodernamento di Palazzo Fernadenz e di Palazzo Santa Rosalia e siamo nella fase della progettazione esecutiva; se il cronoprogramma verrà rispettato finiremo il primo nel 2026 e l’altro nel 2027”.
Di recente, nel mese di maggio scorso, Leonardo Di Franco ha assunto un nuovo, prestigioso, incarico su segnalazione del sindaco di Calatafimi Segesta, Francesco Gruppuso, quale componente del Comitato Tecnico Scientifico del Parco Archeologico di Segesta, organo consultivo dell’Ente Parco, che è stato ratificato dall’assessore ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana, Francesco Paolo Scarpinato che, accogliendo la proposta del sindaco, lo ha nominato. In precedenza era stato vice presidente, con delega agli affari legali, della Fondazione Teatro Massimo, e vice presidente della Fondazione Manifesta 12, che ha organizzato nel 2018 a Palermo la celebre biennale europea nomade di arte contemporanea nell’anno di Palermo Capitale Italiana della Cultura.

Un grande lavoro quello portato avanti nell’ottica della sinergia tra Enti per valorizzare l’attività formativa svolta dalle Accademie, e in merito a questo, Di Franco traccia un collegamento ideale con l’Accademia di Belle Arti di Sassari, di cui è presidente il professor Giorgio Auneddu Mossa, relativamente alla condizione di insularità che caratterizza i due territori. “La nostra necessità è quella di avere un maggiore collegamento con l’Italia e l’Europa, e il tema dominante è quello della distanza dai principali centri decisionali di produzione, scambio e condivisione delle attività istituzionali in ambito di alta formazione artistica. E’ vero anche che noi superiamo questo gap con tanto lavoro e impegno, e lo dimostra non tanto e non solo il fatto che io sono Presidente della Conferenza dei Presidenti, pur stando a Palermo e non a Roma, ma il significativo tasso di internazionalizzazione delle nostre istituzioni, che ospitano studenti e docenti provenienti da tutto il mondo, con una offerta didattica e un produzione artistica di ampio respiro. D’altro canto la cultura e l’arte non conoscono confini o limitazioni territoriali.
Al Presidente Auneddu sono legato, oltre che dalla stima personale, anche dall’attività istituzionale, dal momento che entrambi facciamo parte della giunta della Conferenza dei Presidenti e il nostro rapporto è nato tre anni fa quando sono diventato Presidente dell’Accademia di Palermo. Nel corso di questi anni è stato uno dei Presidenti che ho sentito e frequentato più di tutti. Le Accademie di Palermo e di Sassari, inoltre, sono state anche consorziate nel lancio di uno dei primi dottorati di ricerca italiani in campo artistico. In definitiva un rapporto istituzionale in ambito didattico, ma anche personale”. Lo stesso presidente Auneddu, d’altro canto, ha voluto dare il proprio contributo per far conoscere le personalità dell’Alta Formazione con la valorizzazione e la migliore conoscenza dei Presidenti e dei Direttori delle Accademie e dei Conservatori come meritato riconoscimento, almeno a livello comunicativo, dei loro impegni e delle loro responsabilità giuridiche ed economiche, oltre che culturali ed etiche.
Leonardo Di Franco è impegnato in questo momento anche con la promozione di una sua pubblicazione dal titolo “Diritti umani. Il pane della civiltà. Dalla Dichiarazione Universale ONU alla Carta di Palermo”, che affronta temi imprescindibili quali la dignità dell’uomo e i diritti umani, fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo. Un testo che aiuta a riflettere su quanto sta accadendo nel mondo e su un pensiero inquietante che rischia di farsi strada di questi tempi: è possibile, ma soprattutto, è accettabile una pace che, passando dalla guerra e dalla lesione delle più elementari regole del diritto internazionale, sacrifichi la dignità dell’uomo e i suoi diritti inalienabili?

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