A G. alla sua voce che amo
Dopo una vita,
odorarsi come cani.
Sentire la lingua come
seta, toccare pelle
come parete di casa.
Ritrovarsi tra angoli
di bocca, di strada.
Imboccare la via,
chiudere la porta,
accendere l’ ultima
sigaretta.
Di una notte
che compie il giro
di giorni infiniti.
Di un giorno
che piano dilaga
come sogno
ricomposto.
Dove sei stato
senza me,
la tua voce che ferma
il mio mondo,
quel pudore antico,
quel desiderio mai
smarrito.
Dentro. Dove nulla si perde
ma cambia solo posto.
Dentro. Nei miei occhi
che sono ancora i tuoi.
Dentro. Incuneato
nei mitocondri.








