Il professor Marco Antonio Pani, regista e sceneggiatore, docente dell’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” di Sassari – diretta dal professor Daniele Dore e presieduta dal professor Giorgio Auneddu Mossa – dove insegna al biennio di specializzazione in Cinema documentario, Regia e tecniche di documentazione audiovisiva, e poi Cinematografia al terzo anno del triennio, è l’autore di ‘Némos andando per mare”, il suo primo lungometraggio di finzione, interamente girato in Sardegna in diverse località e in buona parte nella zona delle coste di Sassari, Alghero e Orosei, e ultimato nel mese di marzo del 2025.
Pani, nativo di Sassari, collabora con l’Accademia dal 2020, tenendo per la prima volta le sue prime lezioni a distanza nel periodo della pandemia da Covid-19.
“Per me l’Accademia è un po’ di sogno che si avvera – dice -. Quando ho finito il Liceo ho seguito l’Accademia a Roma in pittura, non terminandola. Ho proseguito nel settore dell’audiovisivo e del cinema, ma il pallino è sempre rimasto l’insegnamento e quindi adesso quest’esperienza è l’appagamento di un sogno che ho realizzato. Essere in contatto quotidiano con ragazzi e ragazze molto giovani che hanno questa possibilità mi mette in una condizione di responsabilità, per far bene comprendere loro che hanno un’occasione importante che non devono perdere”.
Pani aveva insegnato prima per 12 anni a Barcellona, in Spagna, all’Università de La Salle Campus, e poi in Catalogna, materie relative al cinema. Ha, quindi, una lunga esperienza di insegnamento e la sua mission resta quella di aiutare gli studenti a trovare la loro strada.
“Per me l’esperienza di Sassari è molto stimolante – aggiunge – e anche condividere il percorso con tanti colleghi in specializzazioni diverse che nutrono la stessa passione per il cinema. Ci si confronta, ed è molto utile e interessante”.
Sul suo film, dice ancora: “Io ho un forte legame con il tessuto sociale e culturale della Sardegna delle campagne, ma ho anche fatto studi classici e sapevo che Ulisse prima di essere un eroe era un allevatore di maiali (ne aveva mille) che è partito in guerra con tante persone che facevano parte della sua categoria. Questa è cosa curiosa che secondo me era degna di essere raccontata. Riprendere in mano la tradizione della comunicazione orale del sapere che è ancora propria della Sardegna, che è terra di poeti improvvisatori in lingua sarda, ed è considerata molto nobile, per me è stato molto importante. Siamo la terra della poesia di improvvisazione, e questo lavoro mi ha permesso di raccontare tutti i contenuti di tradizione orale della Sardegna. Attraverso la parole ho analizzato il bagaglio etnoantropologico dell’isola”.
Tanti gli interpreti del film che hanno avuto una parte di rilievo, oltre 64, più figuranti, gruppi di ballo, cantori, gruppi di maschere, assieme ai quali due ragazze dell’Accademia hanno fatto un tirocinio: una come assistente al montaggio e l’altra come video assist”.
In realtà il suo primo lungometraggio è stato un documentario uscito nel 2013, ma questo, dopo 30 anni di professione, è, appunto, il suo primo lungometraggio di finzione.
Sul film si è espresso anche Massimo Bonura, docente di Teoria e metodo dei mass media all’Accademia “Sironi” di Sassari: “Si tratta di un lavoro molto interessante che si inserisce in un filone di cinema sardo in modo molto intelligente tramite una lettura contemporanea e allo stesso modo locale del mito dell’odissea di Omero. Molto interessante dal punto di vista tecnico – aggiunge – oltre alla fotografia, è anche questo alternarsi tra racconto contemporaneo dei pescatori con l’ambientazione e l’inserimento narrativo del personaggio all’interno di questa Odissea rivisitata. Il cinema sardo si sta rivitalizzando tantissimo ed è pieno di sorprese anche grazie a quest’opera di Pani e a quella altrettanto molto interessante di Sergio Scavio, altro docente dell’Accademia “Sironi”. Sono due opere che si pongono come una sorta di nuovo progetto continuo del cinema sardo che rivitalizza questa esperienza un po’ isolana, e di certo importante. Pani e Scavio stanno realizzando un progetto di cinematografia sarda davvero meritevole”.










