Un luogo magico e spirituale, al quale accedono 60 mila visitatori all’anno, di cui il quaranta per cento è rappresentato da turisti stranieri, principalmente europei o extraeuropei – nella fattispecie americani – e un sesto da studenti di ogni ordine e grado, in linea con gli scopi primari del FAI – cui è affidata la gestione – che sono l’educazione e la sensibilizzazione delle nuove generazioni alla tutela dell’ambiente e ai suoi aspetti storici e naturalistici. Il Giardino della Kolymbetra, sintesi perfetta tra archeologia e paesaggio, apre le sue porte durante tutto l’anno, ma principalmente nel periodo primaverile, a nuclei familiari con bambini, viaggiatori in coppia, in famiglia, a scuole e gruppi organizzati: il target è variegato, e la differenza rispetto ad altri luoghi di cultura, essendo un parco con una componente verde molto importante, è che i suoi fruitori non sono solo appassionati di archeologia o storia, ma amano principalmente le passeggiate nel verde. La giovane direttrice, Federica Salvo, evidenzia che il calendario di eventi organizzato al Giardino è stato recepito dal progetto “Agrigento Capitale della Cultura”: “Abbiamo cercato di riempire di contenuto questo spazio, che è una chicca all’interno della Valle dei Templi, che merita tutela, anche nelle ore diverse da quelle diurne, con gli eventi più disparati che spaziano dalla sensibilizzazione ai temi dell’ambiente, alle camminate nella biodiversità, all’iniziativa denominata “Un paesaggio da mangiare”, che ha come focus le eccellenze enogastronomiche siciliane puntando sempre sul racconto della materia prima, quale pistacchio, mandorlo o miele. Quest’anno ci siamo aperti al giardinaggio, con un’iniziativa che vuole essere qualcosa a cavallo tra un evento e un workshop formativo, con un target under 40, per insegnare lavori di giardinaggio e far capire come si coltivano gli orti e si effettuano le potature. Saranno tre appuntamenti. Il nostro fiore all’occhiello, che conterà ben 52 serate in un mese e mezzo, raggruppate all’interno di mini rassegne, saranno però le “Sere FAI, fuori cantina”, dedicate al vino, al calar del sole, in cui essere astronomi per una notte, e con gli aperitivi letterari”. Federica Salvo ha 37 anni, ma ne aveva 33 quando è diventata direttrice del Giardino della Kolymbetra. “Ho abbassato il target di fruizione, e questa è la mia più grande conquista – aggiunge – per costruire una narrazione di un bene culturale che sia più fresca e giovane, dando vita a uno spazio aperto anche per l’intrattenimento e la leggerezza”. Questi, nel dettaglio, i tanti nuovi appuntamenti culturali che si potranno vivere all’interno del Giardino della Kolymbetra: “Un paesaggio da mangiare”, ogni prima domenica del mese, con degustazioni e vendita di prodotti locali, visite a tema, incontri e laboratori. Giornate in cui si potranno trascorrere momenti all’insegna della bontà e del benessere e attraverso i prodotti di eccellenza del territorio, scoprire la storia sotto una nuova veste; “Una passeggiata nella Valle dei Templi di Agrigento con scampagnata finale al Giardino della Kolymbethra”, in occasione della Pasquetta, quando si potrà partecipare alle speciali visite didattiche nell’antico agrumeto in piena fioritura e alle escursioni nell’Ipogeo Kolymbethra-Porta V, condotte da esperti speleologi. Si potrà prenotare un cestino picnic oppure portare il pranzo a sacco da consumare nell’area attrezzata all’ombra di un alloro secolare. Tra le altre iniziative c’è anche “Aperti per Giardinaggio – L’Orto estivo”: per chi ha la passione per il giardinaggio ma non hai mai avuto modo di conoscerne tecniche e segreti l’evento dà la possibilità di coltivare l’orto estivo di ortaggi del Giardino. Accompagnati da esperti agronomi e dai giardinieri che lo custodiscono, si potrà trascorrere una mattinata all’insegna della cura del verde. E ancora un “Picnic”, in programma il 25 aprile, per scoprire un angolo di paradiso percorrendo il sentiero che discende dal Tempio dei Dioscuri, raggiungendo l’antico agrumeto di Kolymbethra e inebriarsi del profumo della zagara. Sarà possibile visitare le antiche sorgenti di Akragas e scoprire l’Ipogeo Kolymbethra-Porta V. Poco oltre il giardino si potrà raggiungere il vicino Tempio di Vulcano, da cui si gode di una veduta straordinaria sull’intera Collina dei Templi. A pranzo sarà possibile prenotare un cestino da picnic, oppure usufruire di una piccola area attrezzata tra gli aranci, dove ritrovarsi con le persone care per consumare i cibi preparati in casa, e stessa cosa è in programma il 1° maggio. Tra le varie proposte ci saranno anche delle “Camminate nella biodiversità e Risveglio alla Kolymbethra”: accompagnati da esperti istruttori si potranno riscoprire le antiche pratiche legate allo yoga, alla meditazione e al risveglio dolce dei sensi. Tra il cinguettio degli uccelli, il gracidare dei ranocchi e gli alberi in fiore, si potrà partecipare a una speciale lezione a porte chiuse. Un’altra bella esperienza è legata alle “Olimpiadi dei giochi dimenticati”: un salto nel passato per riscoprire il fascino dei giochi popolari di una volta, semplici ma divertenti, da fare da soli, in gruppo, con i proprio genitori e soprattutto a contatto con la natura, lasciando per una volta spenti cellulari e tablet. Immancabile, al termine dei giochi, una merenda genuina come quelle preparate un tempo. Possibile, ancora, vivere l’”Appuntamento in giardino”, la manifestazione pensata come un’autentica festa del giardino, che nasce in accordo con l’iniziativa “Rendez-vous aux jardins”, che si svolgerà in contemporanea in numerosi Paesi europei. Sarà previsto un programma ricco di visite guidate con taglio naturalistico e botanico, laboratori per bambini e storie legate ai giardini e ai paesaggi. Il tutto a cura del FAI e dall’APGI – Associazione Parchi e Giardini d’Italia. E, infine, le “Sere FAI d’estate – fuori cantina”: tutti i venerdì d’estate al Giardino della Kolymbethra si potrà intraprendere un viaggio enogastronomico, cui si aggiungono le rassegne al Calar del sole e gli Aperitivi letterari. Sempre a cura del Fondo per l’Ambiente italiano si potrà partecipare a “La via degli aromi”, percorsi di aromaterapia e laboratori su prenotazione per scoprire il potere terapeutico della natura, e al “Natale alla Kolymbethra”, che anche quest’anno farà rivivere la bellissima tradizione del presepe contadino realizzato secondo le consuetudini della Sicilia rurale. “Il Giardino – evidenzia Federica Salvo – è stato dato in concessione al Fai dalla Regione Siciliana per 25 anni a partire dal 1999; al Fai è stata rinnovata la fiducia agli inizi del 2025 per altri 25 anni attraverso un accordo di partenariato speciale pubblico privato con il Parco Valle dei Tempi, sempre per la sua gestione, valorizzazione e tutela. Sono particolarmente orgogliosa del risultato ottenuto: per noi lavorare a stretto contatto con il Parco, che è paesaggistico e archeologico, è molto importante. Si tratta di un fiore all’occhiello nell’ambito del panorama italiano; un vero esempio virtuoso di come andrebbe gestito il patrimonio paesaggistico del nostro Paese, e che ci consentirà di investire ulteriormente nella città di Agrigento. L’evento di punta del Giardino – conclude – sarà l’apertura delle Case Montana, ossia le case dei contadini abitati dagli ultimi mezzadri che lavoravano alla Kolymbetra. Si arricchirà, quindi, il suo racconto e si estenderà a tutto quello che è il periodo che va dal ‘700 in poi: la vita agricola della Kolymbetra che fu prima riserva idrica, poi ortofrutteto e poi campi coltivati. Le case si potranno vivere, perché non vi sarà alcuna musealizzazione dei luoghi, ma un restauro conservativo così come è solito fare il FAI. Un restauro e una riapertura con il recupero di un altro ettaro e mezzo di paesaggio”. Nel Giardino della Kolymbetra, nel 2018, è stato avviato un progetto di conversione all’agricoltura biologica, che ormai si è consolidato, per cui vengono prodotti frutti sani rispettando l’ambiente. “Godiamo della collaborazione del Servizio Fitosanitario della Regione Siciliana per il monitoraggio dei parassiti delle piante e della Biofabbrica ESA di Ramacca che fornisce gli insetti per la lotta biologica per la conservazione della biodiversità; dal 2023 nel nostro orto coltiviamo solamente specie e varietà rigorosamente locali, e nei piccoli campi a seminativi coltiviamo i grani antichi (come la Chiattulidda di Licata) coinvolgendo gli agricoltori custodi di questi semi antichi da salvare dalla scomparsa”, dice Giuseppe Lo Pilato, agronomo paesaggista del Giardino della Kolymbethra, ambientalista, e tra coloro che ad Agrigento si sono battuti contro l’abusivismo edilizio nel Parco della Valle dei Templi. Il Giardino della Kolymbetra è una testimonianza tangibile della lunga interazione tra storia e natura, che si manifesta nella sua vasta biodiversità, con i duecentottanta alberi di vecchie varietà, che rappresentano un’antica ricchezza genetica che il FAI ha salvato e valorizzato a partire dall’anno 2000 con il progetto di recupero agronomico e paesaggistico di questo antico agrumeto. Curiosi i nomi in elenco nella collezione varietale, che distinguono le arance a polpa pigmentata (Arancio Sanguinello, Arancio Sanguinello moscato, Arancio Sanguigno, Arancio Sanguigno doppio, Arancio Moro, Arancio Vaniglia sanguigno, Arancio sanguinello ‘Ncannalatri’) dalle arance a polpa bionda (Arancio Biondo comune ‘Portogallo’ – Arancio Ovale, Arancio Amaro, Arancio Belladonna, Arancio Vaniglia biondo Arancio gruppo Navel ‘Brasiliano’) e comprende anche il mandarino comune ‘Avana’, il mandarancio e il limone Femminello comune ‘Zagara bianca’. Vi si trovano, inoltre, alberi di melograni, di mirti, di fico, pero, melo, sorbo, susino, albicocco, nespolo, kaki, cotogno, gelso bianco, gelso rosso e ficodindia. In definitiva, il Giardino si configura come un paesaggio policolturale che racchiude in sé tutti i caratteri propri delle tecnologie agrarie tradizionali, che qui sono sopravvissute al processo di modernizzazione dell’agricoltura che nell’ultimo cinquantennio ha rimodellato profondamente il paesaggio delle campagne siciliane. Un luogo da vivere immersi nel verde, per rigenerare corpo e mente, esplorando e godendo dei suoi eccezionali spazi aperti.








