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A Palermo il nuovo spazio multidisciplinare “In via Cluverio, Officina”, creato da Josephine Flasseur

Apre in via Cluverio 7, a Palermo, il nuovo spazio multidisciplinare “In via Cluverio, Officina”, creato da Josephine Flasseur.
Un luogo di fusione e vivacità dei legami culturali tra Italia e Francia.
Un nuovo spazio culturale multidisciplinare, un luogo unico che rappresenta una nuova era di collaborazione culturale, dove i legami tra Italia e Francia si rafforzano attraverso l’arte e la creatività.

Il progetto nasce con l’idea di abolire i confini tra le discipline artistiche, creando un ambiente trasversale basato sulla condivisione e sulla vitalità. Qui gli artisti potranno sperimentare, collaborare e dare vita a nuove idee, in un contesto che celebra la diversità culturale e l’innovazione.

 Saranno i maestri Michele Canzoneri Giovanni Damiani, due artisti italiani che del  dialogo e del confronto con altre discipline hanno fatto la propria cifra stilistica, ad inaugurare con  la mostra “Sinopia”, i locali e l’attività della galleria. Immaginata dalla direttrice artistica (ed  artista a sua volta) Josephine Flasseur come luogo di incontro e dialogo tra artisti, “In via Cluverio,  Officina” si propone come spazio di creazione attraverso il quale promuovere l’intreccio tra differenti  ambiti espressivi, nonché promuovere i legami tra i due paesi, Italia e Francia.


«Aprire Officina con la mostra di Michele Canzoneri, artista italiano, che ammiro e che lavora cercando l’unione e l’incontro tra discipline, tecniche e materiali, ha un forte significato per il manifesto alla base del nostro progetto. La scelta di
 Giovanni Damiani che pensa e compone la musica come un architetto, eleva ancora di più il nostro posizionamento poetico…», dice Josephine Flasseur.

Dal 13 settembre al 24 ottobre, le opere dei due artisti conviveranno in via Cluverio 7, sede dell’officina/residenza.

SINOPIA è, tecnicamente, il disegno preparatorio usato in epoca medievale e rinascimentale per la realizzazione degli affreschi ed è anche il titolo scelto per la mostra dal pittore e scultore Michele Canzoneri (Palermo, 1944). Con tale titolo l’artista intende mettere in evidenza l’importanza della dimensione progettuale del suo lavoro, qui presentato attraverso una densa selezione di opere (circa una dozzina, tra opere su carta, pitture e sculture), nonché il complesso registro, tanto tecnico quanto estetico, nel quale si colloca il suo originale linguaggio artistico: un procedere tra la dimensione grafica, pittorica e plastica a partire dalla dimensione della ‘linea’ – come nella sinopia per l’appunto -, e sempre in bilico tra ideazione e progettualità da un lato, e realizzazione compiuta dall’altro.

La selezione delle opere, inoltre, permette di ripercorrere alcune tra le tappe più importanti della produzione artistica del Maestro, nel suo legame con la storia e con luoghi quali la Sicilia, grazie all’incontro a Cefalù con la figura di Re Ruggero e a Palermo con l’ignoto marinaio dei sotterranei del Palazzo dei Normanni, ma anche con altri luoghi del Mediterraneo, come il sito archeologico di Ebla, in Siria (III-II millennio A.C.).

  Due le opere musicali “in mostra” del compositore e musicologo Giovanni Damiani (Palermo, 1966).  Erede di una famiglia di ingegneri e architetti, Damiani considera “il suono come spazio da abitare,   che ci fa vedere e che ci tocca, con spazializzazioni elettroniche e naturali, con nuovi modi di   disporsi ad ascoltare.”

 I brani selezionati per lo spazio In via Cluverio entrano in sintonia con le opere di Canzoneri e il titolo della  mostra. Sono: In memoria di Giuseppe Ganduscio per nastro magnetico; e Invisibili-vivibili-rappresentazioni  di rapporti per supporto elettronico e proiezione su 8 altoparlanti che sarà realizzato in una versione inedita  su 4 altoparlanti.

 Il 24 ottobre, inoltre, è prevista l’esecuzione dal vivo di quello che Damiani definisce il “pezzo gemello”  dell’ultimo brano multicanale: Studia e Invoca di cui sarà proposto il terzo movimento – Glossario  dell’arcipelago – con interprete il flautista Alessandro Lo Giudice.

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