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In Sicilia un polo d’eccellenza per la cura del linfedema: la cerimonia di consegna degli attestati a 13 medici

In Sicilia un polo di eccellenza per la cura del linfedema e per la formazione di specialisti nel settore flebolinfologico. Si è svolta a Palermo, presso la Sala Gialla dell’Assemblea Regionale Siciliana, alla presenza del rettore dell’Università degli Studi di Palermo Massimo Midiri, la consegna degli attestati di partecipazione al Corso Universitario di Perfezionamento Post Lauream in “Flebologia e linfologia: Emodinamica, Diagnostica e Terapie Integrate” patrocinato dalla Società italiana di Flebologia, partner la Libera Accademia di Medicina Biologica.

Il corso della durata di 140 ore ha preso il via nell’anno accademico 2019/2020 e a causa del Covid le lezioni si sono svolte in modalità telematica. Una situazione che non ha però scoraggiato i 13 allievi medici che hanno preso parte al corso e che poche ore fa hanno concluso questo importante percorso.

Un percorso di studi assolutamente innovativo in Sicilia: si tratta infatti del primo corso universitario di Perfezionamento in Flebolinfologia ideato nel sud Italia. Lo dimostra la presenza tra gli allievi di quattro medici provenienti da altre regioni d’Italia. “Per il trattamento corretto delle malattie varicose e delle problematiche veno-linfatiche occorrono figure mediche ben formate e professionalizzate – ha spiegato il dottore Edmondo Palmeri, specialista in chirurgia vascolare, flebologo ed esperto in medicina complementare – Per questo motivo abbiamo puntato sulla formazione del medico flebologo, tramite l’approvazione di un corso di perfezionamento post-laurea presso l’Università degli Studi di Palermo. – La flebologia è stata per molto tempo, nell’ambito della chirurgia vascolare, una branca trascurata e per molto tempo c’è stata una grande confusione nell’approcciarsi in maniera scientifica a questo tipo di malattie. Oggi finalmente si conclude questo lungo percorso, non privo di ostacoli causati dalla pandemia, a cui abbiamo dedicato tutti i nostri sforzi in questi ultimi mesi”. Il corso, la cui sede è il Dipartimento di Discipline Chirurgiche, Oncologiche e Stomatologiche dell’Università degli Studi di Palermo, è stato diretto dal professore Giorgio Romano.

“Il percorso è iniziato nel 2019 con l’istituzione di una Commissione ordinistica per la Flebologia a Palermo, il cui compito è quello di valutare i percorsi formativi dei medici flebologi, regolamentare il settore e attribuire l’adeguata collocazione alla figura in questione – continua Palmeri – Da segnalare inoltre l’istituzione della Commissione anche presso l’Ordine dei Medici di Messina, il cui regolamento è ancora in corso di approvazione”.

Durante la cerimonia è stato presentato alla stampa il nuovo Centro di Riferimento Regionale Malattie Rare per il Linfedema individuato presso l’Unità Semplice Dipartimentale di Flebolinfologia, diretto dal dott. Mario Bellisi presso il Policlinico Paolo Giaccone di Palermo. Il centro ha ottenuto il riconoscimento sulla base dell’elevato numero di casi trattati e dell’attività realizzata nel corso degli anni. La struttura è, infatti, oggi l’unica realtà nella Sicilia centro occidentale impegnata ad occuparsi di medicazioni avanzate in caso di ulcere trofiche degli arti inferiori e in particolare di linfedema.

“Da gennaio 20220 l’Unità operativa di Flebolinfologia del Policlinico di Palermo ha ottenuto il riconoscimento di Centro di Riferimento Regionale Malattie Rare per il Linfedema grazie alla mole di utenza rappresentata dai pazienti con linfedema arrivati da varie regioni d’Italia. Questo ci inorgoglisce molto – spiega il dott. Mario Bellisi – I pazienti con linfedema sono fragili ed emarginati, hanno difficoltà sociali e necessitano di uno sforzo pluridisciplinare che gli dia la possibilità di ritrovare benessere. Grazie al fatto che abbiamo messo in atto nuove metodiche di trattamento della malattia, siamo stati contattati da pazienti di altre regioni d’Italia che, con il servizio sanitario regionali, possono prenotare una visita nel nostro ambulatorio e ricevere un’assistenza a 360 gradi”.

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