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Libri

“Diario di Quarantena”, di Alessandra Fazio

Alla mia famiglia,

ai miei nonni,

a chi non c’è più, ma vive nel mio cuore.

Agli amori impossibili, folli e veri,

a quelli che durano per sempre.

A chi ha il coraggio e la forza di rialzarsi.

A chi non ha più un sogno in cui credere,

ma continua a sperare.

Comincia così, con questa dedica, “Diario di quarantena”, il libro di Alessandra Fazio, avvocato, mazarese, che racconta quanto si è verificato, travolgendo dal 2020 la vita di tutti noi. Questa la nota introduttiva del libro:

“31 Gennaio 2020: un gruppo di turisti francesi si reca al pronto soccorso di Roma accusando sintomi influenzali acuti. Sottoposti ad accertamenti, essi vengono immediatamente ricoverati poiché rilevata la presenza di un virus sconosciuto: SARS-Cov-2, semplicemente chiamato COVID-19, che provoca un’infezione polmonare, a volte gravissima ed irreversibile. La nascita del virus è ricondotta allo Stato della Cina, precisamente alla città di Wuhan, in cui si sono manifestati i primi contagi. Sono diverse le ipotesi sulla genesi di tale infezione: alcuni sostengono si sia trattato di un incidente avvenuto all’interno di un laboratorio, altri ritengono che la causa sia da ricondurre ai pipistrelli, soprattutto alla specie Rhinolopuhs Sinicus, poiché in precedenza ritenuti portatori d’infezioni e contagi; teorie ancora oggi smentite. Lo Stato italiano ha, da subito, adottato le misure necessarie per contrastarne la diffusione e nel giro di pochissimi giorni sono stati sospesi tutti i voli internazionali mentre veniva dichiarato lo Stato di emergenza, nell’attesa di riuscire ad individuare il “paziente uno”.

Tale scoperta è avvenuta il 20 febbraio: si tratta di un uomo di 38 anni residente a Codogno. Sono stati individuati,

inoltre, una quindicina di casi e nel lodigiano si è parlato, sin da subito, di vero e proprio focolaio.

Un’emergenza gravissima, tale da essere definita dall’OMS ‘Pandemia’. Sì, una pandemia! Come quelle che si vedono nei film e che non si vedevano nella storia mondiale dal primo dopoguerra, quando la famigerata ‘influenza spagnola’ colpì il mondo provocando un numero indefinito di morti. Il mondo intero è stato travolto, improvvisamente, da un vortice di paura inarrestabile, da un senso di impotenza, ansia e dolore. L’intera popolazione mondiale è stata attaccata da un nemico invisibile, eppure potenzialmente letale; un virus potente in grado di colpire chiunque, senza pietà. I mesi di marzo e aprile hanno fatto da palcoscenico al susseguirsi di decreti presidenziali, restrizioni personali, ricoveri nei reparti di terapia intensiva e decessi.

Il Covid-19 si è diffuso con una rapidità tale da indurre a ritenere necessarie misure restrittive e urgenti idonee a contrastarne la diffusione; misure spesso incomprese e talvolta inefficaci, eppure in quel momento le uniche possibili.

I contagi sono notevolmente aumentati e nel giro di pochissimi giorni il numero dei ricoveri e dei decessi è

divenuto ingestibile. L’unico modo per provare a contrastare la diffusione del virus è stato quello di chiudere tutto: attività, spostamenti, frontiere. L’Italia e tutti gli altri Stati hanno dichiarato il lockdown totale. Il mondo intero si è fermato e con esso la vita di ciascuno di noi.

A me, a voi,

alla nostra rinascita e a tutto ciò che sarà”.

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