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Dalla Sardegna alla Sicilia, da Israele alla Francia, l’ultimo weekend del Festival di Morgana. E i figli dei pupari raccolgono il testimone e lo proiettano nel futuro

A chi avesse ancora dubbi sul ruolo del Mare Nostrum come bacino fecondo e traboccante di storie, narratori, temi e incontri basterà tuffarsi nel ricco programma del weekend che chiude l’edizione 2021 del Festival di Morgana, non a caso dedicata al Teatro d’immagine del Mediterraneo.
Un abbraccio di racconti ed esperienze di isole-mondi come la Sicilia e la Sardegna, di realtà poliedriche come la Francia, la Spagna, Israele. E poi documentari, teatro-danza: impossibile scegliere a quale spettacolo assistere, o quasi.

Il weekend si apre domani, venerdì 19 novembre alle 17 al Museo delle Marionette con Orlando contro Agricane re dei Tartari, della Compagnia Brigliadoro, che per il Pasqualino cura gli spettacoli quotidiani. In scena una trama intricata in cui amori, magie e sortilegi, cavalieri, donne guerriere e magiche lasceranno il pubblico senza fiato fino all’ultima battuta.

Ancora al Museo, ma alle 18, entra in scena il teatro d’oggetti della compagnia israeliana The Train Theater con una fiaba che affronta con delicatezza poetica il tema della sopravvivenza delle specie e il ruolo fondamentale dei bambini: The Rain Bird, storia del meraviglioso enigmatico uccello della pioggia.
In replica sabato e domenica, sempre alle 18.

Teatro d’immagine per un’altra fiaba, stavolta dalla Francia, con Oktomara, della Compagnie Samoloet, alle 19 alla Chiesa di S. Mattia Apostolo dei Crociferi. Il pubblico verrà trasportato su un’isola insieme a una bambina alla ricerca di equilibrio, trasformazioni e fiducia in un incredibile percorso, realizzato in collaborazione con l’Institut Français Palermo.
In replica sabato alle 21.

La serata si chiuderà al Museo Pasqualino alle 21 con Marzia Gambardella, che dalla Francia porta un’opera molto amata di teatro d’immagine: OperettAlzheimer. Allegro ma non troppo. Un amoroso omaggio al tragicomico assolo a due mani che accompagna i vuoti di questa malattia. Un assolo, perché si è indicibilmente soli di fronte a chi non ti riconosce più. Tragicomico, perché, afferma l’autrice, “spesso (per fortuna) così è la vita”.

Il Festival di Morgana riprende sabato 20 novembre alle 17: la Compagnia Brigliadoro torna al Museo delle Marionette con Le avventure di Ruggiero d’Africa: una lotta tra Saraceni e Cristiani senza esclusione di colpi, che vedrà coinvolti angeli, maghi e diavoli e che segnerà la morte del buon paladino protagonista del racconto.

Il tema del dono come veicolo di fiducia, base per intessere relazioni umane fin dai tempi più antichi. E cos’è una fiaba se non un dono da scambiare, condividere, tramandare? Tra racconti di Grazia Deledda, fiabe dei Grimm e leggende popolari, risponde a questo quesito lo spettacolo di burattini della compagnia sarda Is Mascareddas, al Museo delle Marionette alle 19 con lo spettacolo Doni.

Domenica 21 novembre, la giornata conclusiva del Festiva di Morgana 202 si apre ancora con uno spettacolo della compagnia sarda Is Mascareddas: alle 11 al Museo delle Marionette andrà in scena A&C-Anima e Cuore. Uno straccio bagnato dimenticato sul proscenio e la preoccupazione segnata sul volto di un burattinaio: è questo il contesto in cui prende vita uno spettacolo di varietà in cui i burattini sono interpreti brillanti ma anche portavoce dei disagi quotidiani che tagli alla cultura e crisi economica hanno portato.

Un appuntamento imperdibile, dal grande significato simbolico, quello che vedrà esibirsi la Compagnia Piccoli Pupari alle 16 al Museo delle Marionette nello spettacolo Il duello di Orlando e Rinaldo per amore della bella Angelica, con la regia di Enzo Mancuso. I giovani interpreti – Francesco e Martina Bumbello, Nino e Carmelo Mancuso, Antonio Pasqualino – sono gli eredi di pupari e studiosi delle famiglie in cui sono cresciuti a pane e arte. Un passaggio di testimone importante, una dichiarazione insieme di amore e di responsabilità che segna un’alleanza fra le generazioni.

Alle 17, ancora al Museo, sarà la volta del documentario-film Pupus, scritto e diretto da Miriam Cossu Sparagano Ferraye e prodotto dalla sede Sicilia del Centro Sperimentale di Scenografia.
Si narra della storia di una famiglia di pupari attraverso gli occhi di un bambino e del suo amore verso i compagni di gioco fatti di legno e armature. Ma anche del rapporto padre-figlio.

A chiudere questa edizione del Festival di Morgana, alle 19 alla Chiesa di S. Mattia Apostolo dei Crociferi, sarà la performance Le costellazioni del pupo (Primo studio) di Giuseppe Muscarello, che cura regia e coreografia. Un progetto di ricerca per la costruzione di un’indagine che andrà a coinvolgere diverse parti della creazione, inclusa l’opera coreografica e le differenti costellazioni artistiche che ne seguiranno. Un lavoro sul pupo che diventa occasione per esplorare, attraverso il movimento, quei racconti ancestrali che ogni individuo porta con sé.

Il Festival di Morgana 2021 è stato realizzato anche grazie al contributo delMinistero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo, Direzione generale Spettacolo dal Vivo, dell’Assessorato del Turismo dello Sport e dello Spettacolo, dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, del Comune di Palermo – Assessorato alla Culture, della Città Metropolitana di Palermo. E dell’Istituto Cervantes, dell’Ufficio culturale ambasciata di Israele in Italia, dell’Institut Français di Palermo e di Coop Alleanza 3.0.

Link programma, foto, immagini e schede: https://we.tl/t-yEfxGgGoEl

L’ingresso agli eventi sarà gratuito previa esibizione del green pass con prenotazione obbligatoria al sito www.festivaldimorgana.it. Sarà necessario presentarsi mezz’ora prima dall’inizio dello spettacolo. Le prenotazioni scadono mezz’ora prima degli eventi.

XLVI Festival di Morgana:

Teatro d’immagine del Mediterraneo

Il PROGRAMMA DAL 19 AL 21 NOVEMBRE

Venerdì 19 novembre

Museo delle marionette A. Pasqualino

ore 17.00

Opera dei pupi siciliani

Orlando contro Agricane re dei Tartari

Compagnia Brigliadoro (Italia)

Orlando si reca nel regno del Catai in cerca di Angelica. Strada facendo, s’accorge di un castello, e lì chiede ospitalità: vi incontra la maga Fellerina, dalla quale – al pari di altri cavalieri – subisce un incantesimo. La corte di Agricane è in subbuglio: l’imperatore, ammirati dei ritratti di Angelica, vuol prenderla in sposa, anche con la forza; invia un’ambasciata al re Galafro per chiederne la mano. 
La fanciulla, però, si rifiuta. Agricane, di conseguenza, dichiara guerra al Catai. Angelica, impaurita, va in cerca d’aiuto. Nella sua fuga, incontra Fiordeligi, dalla quale apprende che Orlando ed altri cavalieri sono prigionieri di un incantesimo della maga Fellerina. Fiordeligi svela ad Angelica il segreto per sciogliere l’incantesimo. Angelica si reca al castello, libera Orlando e gli altri cavalieri, e in cambio ottiene il loro aiuto per liberare il Catai dall’esercito di Agricane. Il valoroso Orlando giunge nel campo militare pagano, e al suono del suo corno di guerra, impugnando la sua durlindana, sfida a duello l’imperatore Agricane. Il confronto è lungo ed estenuante, ma i due cavalieri indomiti non danno alcun segno di resa. Orlando, battendosi, parla del suo Dio, confidando in una conversione del pagano Agricane. L’imperatore si mostra offeso dalle parole di Orlando, e la sua rabbia cresce; le sue forze, tuttavia, diminuiscono, finché Orlando non gli infligge un colpo mortale.
Agricane comprende che la sua fine è giunta, e chiede ad Orlando il Santo Battesimo. Il paladino non esita, prende la coppa dall’alcione del suo cavallo e lo battezza. Agricane, prima di esalare l’ultimo respiro, lo ringrazia e chiede perdono a Dio di tutte le sue malefatte.

ore 18.00

Teatro d’oggetti

Rain bird

The Train Theater (Israele)

“… in una foresta sempreverde viveva l’uccello più bello del mondo: l’Uccello della Pioggia. La gente veniva e si stabiliva lì; cantava e ballava in onore dell’uccello, ma …”

Cosa succede quando un piccolo villaggio diventa una grande città? Quando il canto e la storia dell’uccello vengono dimenticati?
E cosa succede quando un bambino crede che ci sia ancora posto per l’Uccello della Pioggia? In un linguaggio teatrale unico, che lega la tecnica dell’origami tradizionale con l’arte della narrazione, l’artista infonde vita alla carta e gli eroi a cui dà forma fanno vivere il racconto.

Chiesa di S. Mattia Apostolo dei Crociferi

ore 19.00

Teatro d’immagine

Oktomara

Compagnie Samoloet (Francia)

Sull’isola perduta vive una bambina, sola. Ossessionata dal suo passato, in cui si intrecciano ricordi felici, pesci magici che nuotano nel cielo e inquietanti figure nere, la bambina cerca il suo fragile e commovente equilibrio. La paura interiore la invade e diventa letteralmente mostruosa, trasformandola in una creatura strana – un polpo. A poco a poco imparerà a controllare i suoi otto tentacoli, la lingua dei polpi e a fidarsi del gabbiano: tutto questo sarà necessario per ritrovare la sua forma.
Lo spettacolo è stato realizzato in collaborazione con l’Institut Français Palermo.

ore 21.00

Museo delle marionette A. Pasqualino

Teatro d’immagine

OperettAlzheimer. Allegro ma non troppo

Marzia Gambardella (Francia)

OperettAlzheimer è un amoroso omaggio al tragicomico assolo a due mani che accompagna i vuoti di questa malattia. Un assolo, perché́ si è indicibilmente soli di fronte a chi non ti riconosce più. Tragicomico, perché́ spesso (per fortuna) così è la vita. A due mani, perché́ solo queste abbiamo e a volte non bastano! In scena marionetta e marionettista s’intrecciano, si mescolano seguendo la logica poetica dello spettacolo in cui la frontiera tra animato e inanimato si fa molto, molto sottile.
OperettAlzheimer è un Allegro ma non troppo, perché́ la Signora ha un bel carattere. Sebbene dimentichi continuamente tutto, confonda le cose, si confonda, si arrabbi e di nuovo si dimentichi, lei ha un bel carattere: canticchia, sorride… e fa la sua giornata: un’Ave Maria, un po’ di radio…

Sabato 20 novembre

Museo delle marionette A. Pasqualino

ore 17.00

Opera dei pupi siciliani

Le avventure di Ruggiero d’Africa

Compagnia Brigliadoro (Italia)

I saraceni si stanno preparando a invadere la Francia. L’imperatore Carlo Magno invia a Roma uno dei suoi paladini, Ruggiero, per avvisare il Papa. Sulla via del ritorno, il paladino fronteggia non poche peripezie: viene assalito da un drago e lo uccide, e poco dopo affronta un gigante per liberare la figlia del Duca Namo di Baviera, Elerina. Scesa la notte, i due cercano rifugio in un castello. Il proprietario, il pagano Pinamonte, li accoglie con grande cortesia, nascondendo le sue reali intenzioni. A cena, avvelena Ruggiero che, durante la notte, si sveglia in preda a terribili dolori. Pinamonte, udendo le sue grida, ordina di pugnalarlo fino a ucciderlo. Elerina riesce fortunatamente a fuggire mentre gli angeli portano in cielo l’anima buona di Ruggiero.
Durante il misfatto, il mago Malagigi, protettore di Ruggiero, coglie un segno di sventura: sotto i suoi occhi, il cibo si trasforma in pietra. Invoca allora il diavolo Nacalone, che gli rivela il triste destino di Ruggiero. Disperato per non essere riuscito a salvarlo, Malagigi vola sul dorso di Nacalone per vendicare la morte del suo amico. Elerina, nel frattempo, raggiunge la corte imperiale e racconta del tradimento di Pinamonte. Carlo Magno e i Paladini, inorriditi, partono subito per punire il nemico. In una battaglia che si svolge sotto le mura del castello di Pinamonte, i Paladini, guidati da Orlando e Rinaldo, fanno strage dei saraceni, e lo stesso Pinamonte viene ucciso. Malagigi, infine, dà fuoco al castello.

Museo delle marionette A. Pasqualino

ore 18.00

Teatro d’oggetti

Rain bird

The Train Theater (Israele)

Museo delle marionette A. Pasqualino

ore 19.00

Burattini

Doni

Is Mascareddas (Italia)

Che cos’è un dono? Secondo Marcel Mauss, antropologo e storico del secolo scorso, è un modo universale per creare relazioni umane, un veicolo di fiducia tra chi fa e chi riceve. Il dono, questo è certo, non ha una linea dritta ma circolare perché tutto torna, come nelle storie.
Un racconto di Grazia Deledda, una favola dei fratelli Grimm, una fiaba di ambientazione araba e due leggende della tradizione popolare raccontano il gesto del dono e la magia che lo accompagna. In un piccolo spazio scenico, un tavolo e un carillon ospitano e scandiscono le cinque storie narrate da Donatella Pau che anima pupazzi e oggetti: una vecchia signora riceve una visita inaspettata, un ragazzino scopre il dono della vita proprio nella sera di Natale, un calzolaio e la moglie hanno nella generosità la loro più grande ricchezza, un giovane innamorato non ha solo sentimento ma anche il dono dell’invenzione, una ragazza riceve dalla nonna il dono di saper creare qualcosa con le proprie mani. Le scenografie diventano così fin da subito parte essenziale dei racconti e quasi si avverte davvero il calore di una casa, l’aria pungente di un esterno ghiacciato dalla neve o il profumo del pane appena sfornato. Uno spettacolo sul dono che porta in sé una lettura sul significato del gesto: un’azione sociale che crea legami e unisce, che è libera nella scelta e nella restituzione e che, in definitiva, è un aspetto specifico di una cultura in relazione con gli altri.

Chiesa di S. Mattia Apostolo dei Crociferi

ore 21.00

Teatro d’immagine

Oktomara

Compagnie Samoloet (Francia)

Domenica 21 novembre

Museo delle marionette A. Pasqualino

ore 11.00

Burattini

A&C-Anima e Cuore

Is Mascareddas (Italia)

Uno straccio bagnato dimenticato sul proscenio e la preoccupazione segnata sul volto di un burattinaio: è questo il contesto in cui prende vita Anima e Cuore, uno spettacolo di varietà in cui i burattini sono interpreti di brillanti sketch da un lato, ma anche portavoce dei disagi quotidiani che tagli alla cultura e crisi economica hanno portato.
Un teatro che “cade a pezzi” ed un fosso aggiustato alla meno peggio in cui gli attori costantemente rischiano di cadere, un equilibrio precario metafora della loro condizione.
Anima e Cuore è un carosello di numeri che ha per denominatore comune la musica. Dalla tradizione popolare del tango argentino messo insieme a cena da Rodrigo e Marisol al belcanto italiano con Don Pasquale e Norina sulle musiche di Donizetti. Immancabile un omaggio alla Commedia dell’Arte italiana durante l’incontro tra Areste e la Morte sconfitta a colpi di bastone. Anima e Cuore sono gli ingredienti che un burattinaio deve trasferire nel corpo del burattino perché possa verificarsi il prodigio tutto peculiare del teatro di animazione, in cui un oggetto inanimato, agli occhi del pubblico, prende vita.
Nello spettacolo il pubblico diviene parte integrante ed interattiva, viene portato in scena il rigore e la raffinatezza di un lavoro scrupoloso nella tecnica e nella poetica, un lavoro rivolto a tutto il pubblico come nella più originale tradizione del teatro di animazione.

Museo delle marionette A. Pasqualino

ore 16.00

Opera dei pupi siciliani

Il duello di Orlando e Rinaldo per amore della bella Angelica

Compagnia Piccoli Pupari: Francesco e Martina Bumbello, Nino e Carmelo Mancuso, Antonio Pasqualino (Italia).
Regia di Enzo Mancuso
Mentre Carlo Magno sta informando i Paladini che Orlando si è sottratto ai suoi doveri per cercare la principessa Angelica, un messaggero riferisce che l’esercito di Rodomonte, re di Algeri, ha appena messo sotto assedio la città di Parigi. Carlo Magno allora organizza le azioni di difesa affidando il comando dell’esercito al principe Rinaldo. Cristiani e saraceni si scontrano in battaglia: Rodomonte viene messo in fuga da Rinaldo che lo insegue per ucciderlo.
Nel frattempo, Orlando, in cerca di Angelica, affronta numerose peripezie e riesce a salvarla dalle grinfie di un gigante. I due, rimasti soli, si scambiano parole d’amore ma l’arrivo di Rinaldo rompe l’idillio: innamorato anch’egli della principessa, tenta di abbracciarla ma la strada gli viene sbarrata dal cugino. Dopo tre giorni di combattimento, il mago Malagigi, informato della disputa che mette a repentaglio la vita dei suoi prodi cugini, escogita un piano per porre fine al duello e ricondurre Orlando e Rinaldo al proprio dovere…

Museo delle marionette A. Pasqualino

ore 17.00

Proiezione documentario-film

Pupus

Scritto e diretto da Miriam Cossu Sparagano Ferraye

Prodotto dalla sede Sicilia del Centro Sperimentale di Scenografia

In un piccolo teatro c’è un bambino che non si stanca mai di giocare coi pupi. Immagina storie che recita a bassa voce, immerso nel silenzio di una platea popolata dalla sua fantasia.
Borgo Vecchio, Palermo: siamo nel grande universo dell’Opera dei Pupi della tradizione siciliana, nel piccolo teatro-laboratorio della famiglia Mancuso. Carmelo, figlio puparo, abita questo luogo denso di fantasia e immaginazione. Gioca recitando i versi che già tante volte ha ascoltato durante gli spettacoli: cercando di imitare la voce e il tono adulto del padre, anima i pupi con arcana destrezza. I suoi occhi brillano in quel mondo di favole e marionette, un mondo in cui i pezzi grezzi di legno prendono corpo per narrare, come in un eterno ritorno, le storie cavalleresche d’amore e di guerra. È così che un piccolo uomo alle prime armi di un grande sapere si fa strada verso il proprio avvenire.
Pupus è un documentario di osservazione che indaga la relazione padre-figlio durante il processo di trasmissione di un’arte. Un sapere antico che prende le mosse dal gioco solitario grazie al bisogno infantile di vivere in un mondo fantastico per raggiungere una dimensione professionale. La vita quotidiana in un ritratto di famiglia dove l’universo simbolico-culturale si fa strada verso un futuro universale ancora incerto.
Un rapporto, quello con i protagonisti della storia, nato da un anno di confronti e dal nascere della fiducia reciproca in un contatto che non si è arrestato neanche nei periodi di quarantena.

Museo delle marionette A. Pasqualino

ore 18.00

Teatro d’oggetti

Rain bird

The Train Theater (Israele)

Chiesa di S. Mattia Apostolo dei Crociferi

ore 19.00

Performance

Le costellazioni del pupo (Primo studio)

coreografia e regia di Giuseppe Muscarello (Italia)

Le costellazioni del pupo è un progetto di ricerca per la costruzione di un’indagine che andrà a coinvolgere diverse parti della creazione, inclusa l’opera coreografica e le differenti costellazioni artistiche che ne seguiranno. 
In questo caso non si cerca solamente il richiamo o la trasposizione di somiglianze pupare, che rappresentano comunque un punto di partenza imprescindibile, piuttosto si vuole indagare la dimensione drammaturgica di un movimento che ritrova nei pupi le sue connotazioni processuali e ontologiche. Questo lavoro sul pupo racchiude la possibilità di esplorare profondamente, attraverso il movimento, racconti ancestrali che ogni individuo porta con sé, ma anche aspetti spirituali connessi alla dimensione dell’antropomorfismo. Un corpo che segue una partitura coreografica frammentata che si espande, formando linee di confine disarticolate e policentriche, che rimandano ad antichi retaggi popolari. Un’indagine sul gesto del pupo ma anche una domanda sul suo contenuto emotivo. Il tentativo di rendere accessibile antropologicamente il binomio uomo/pupo. 
Tale connessione trova le sue radici nella capacità della tradizione pupara di catturare e coinvolgere chi guarda in una dimensione sinestetica peculiare, alimentando la partecipazione del pubblico in un ciclo sensoriale ed emotivo che viaggia dalla scena alla platea in maniera continua.

Durante il Festival si svolgerà il laboratorio stage sul teatro di figura

con Marzia Gambardella (Francia)

SS. Euno e Giuliano

SAB 20 – DOM 21 Nov. ore 10-13; 14 -17

Dialogo con l’inerte

Laboratorio-stage

Il seminario propone di esplorare le possibilità drammaturgiche che nascono dal rapporto tra attore-manipolatore e materiale.
Il dialogo con l’inanimato è un continuo gioco di specchi e rimandi: alla stimolazione del manipolatore corrisponde una risposta del materiale che diventa domanda per il manipolatore, e così via in una “mise en abîme” in cui i confini tra manipolatore e manipolato si perdono, o, meglio, si fondono in un continuo dialogo.
Bussole di questa esplorazione saranno gli strumenti della Compagnia Philippe Genty. Incontreremo il materiale mettendoci al servizio della sua dinamica, ascoltando la sua essenza, scoprendone qualità poetiche e possibilità metaforiche. Lasceremo che la dinamica evocativa del materiale possa guidare l’incontro con le nostre risorse intime, la nostra memoria, i ricordi, i nostri paesaggi interiori.
Scopriremo il materiale come partner, prolungamento, eco del nostro inconscio. Ci lasceremo guidare in questo dialogo avendo cura di articolare il nostro rapporto col materiale tra dissociazione e contaminazione per scoprire differenti possibilità di scrittura scenica.

La marionetta è uno strumento drammaturgico molto potente, il suo luogo è nel confine tra concreto e astratto, tra animato e inanimato, tra vita e non-vita. Con la sua sola presenza, la marionetta ci racconta di questo luogo, ne diventa testimonianza. La sua figura è perturbante, ambigua: con il suo semplice esserci, la marionetta evoca quel confine, lo rende concreto ai nostri occhi, portandoci nel luogo dove gli opposti convivono. Nel mio lavoro marionetta e marionettista si intrecciano, si accavallano, si mescolano e confluiscono in quel confine, rendendo visibile in modo immediato ciò che è molto complesso, forse impossibile, spiegare a parole”.

Compagnie e artisti Teatro d’immagine dall’Europa:

Francesco Impellizzeri (Italia), Gaetano Costa (Italia), Marionettistica dei Fratelli Napoli (Italia), Cengiz Özek Shadow Theatre (Turchia), Babel crew (Italia), El Retablo (Spagna), Habiba Jendoubi Domia Productions (Tunisia), Gaspare Nasuto (Italia), Compagnia Brigliadoro (Italia), Compagnia Argento (Italia), David Espinosa (Spagna), Compagnia Famiglia Mancuso (Palermo), The Train Theater (Israele), Compagnie Samoloet (Francia), Marzia Gambardella (Francia), Is Mascareddas (Italia), Giuseppe Muscarello (Italia)

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