Si terrà il 23 novembre 2026 dalle ore 10,00 alle ore 12,30, all’Auditorium dell’I.I.S.S. “Calogero Amato Vetrano” di Sciacca, la conferenza divulgativa che mira alla valorizzazione del patrimonio arboreo, della biodiversità e della cultura del verde in Sicilia.
L’evento è stato ideato e organizzato da Alberto Crapanzano presidente dell’APS Nuvola Bianca di Favara, ed è stato promosso e finanziato dall’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana della Regione Siciliana, con il patrocinio del Comune di Sciacca e del LCC di Agrigento.
Durante la conferenza interverranno la dott.ssa Nellina Librici D.S. dell’I.I.S.S. “Calogero Amato Vetrano” di Sciacca, il dott. Fabio Termine Sindaco di Sciacca, il dott. Giuseppe Pendolino Presidente del L.C.C. Di Agrigento, il dott. Francesco Paolo Scarpinato Ass.re dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana della Regione Siciliana, la dott.ssa Gabriella Caramazza APS Nuvola Bianca di Favara, Francesco Ferrini prof. ord. di arboricoltura e coltivazioni arboree dell’Università di Firenze.
Il futuro del verde urbano comincia in vivaio.
È questo il messaggio al centro della conferenza “Alberi per il Futuro – Il ruolo dei vivai per le sfide del cambiamento climatico”, che Francesco Ferrini, professore dell’Università di Firenze, lancerà a Sciacca il 23 novembre.
In un contesto segnato da caldo intenso, siccità e fenomeni meteorologici estremi, piantare alberi richiede scelte sempre più consapevoli. La riuscita di un intervento dipende dalla qualità delle piante, dalla loro capacità di adattarsi al luogo e dalle cure che riceveranno nel tempo. La conferenza proporrà una riflessione su come trasformare gli obiettivi di forestazione urbana in un patrimonio verde capace di crescere, durare e offrire benefici alla collettività.
Dai numeri alla qualità: quali alberi per le città di domani?
Gli annunci di nuove piantagioni pongono domande concrete all’intera filiera: quali specie produrre? Con quali caratteristiche? In quanto tempo? E come garantire qualità e sicurezza fitosanitaria quando la domanda aumenta rapidamente?
La produzione di un albero richiede anni di lavoro, investimenti e programmazione. Per questo il settore vivaistico deve essere coinvolto fin dalle prime fasi della pianificazione del verde, attraverso un dialogo stabile con amministrazioni pubbliche, progettisti, ricercatori e professionisti della gestione. Le scelte produttive di oggi contribuiranno a determinare il paesaggio e la qualità ambientale delle città nei prossimi decenni.
Il vivaismo funzionale: coltivare piante, produrre benefici
Uno dei temi centrali dell’incontro sarà il “vivaismo funzionale”: un approccio che affianca al valore ornamentale delle piante la loro capacità di svolgere funzioni ambientali. Ombreggiamento, regolazione del microclima, gestione dell’acqua e sostegno alla biodiversità diventano così criteri da considerare nella selezione e nella coltivazione.
La scelta dovrà tenere conto delle condizioni reali del sito: suolo, disponibilità idrica, spazio per le radici, infrastrutture e possibilità di manutenzione. Nessuna specie rappresenta una soluzione universale. Anche le potenzialità di un albero di contribuire al benessere urbano dipendono dalla sua capacità di vivere e svilupparsi nel luogo in cui viene piantato.
Diversità e conoscenza per un verde più resiliente
La conferenza affronterà, inoltre, il valore della diversità delle specie e della variabilità genetica, elementi importanti per ridurre la vulnerabilità del patrimonio arboreo a parassiti e stress ambientali. La ricerca di piante adatte al clima futuro dovrà accompagnarsi alla tutela della biodiversità locale e alla valutazione del rischio di invasività delle specie introdotte.
Particolare attenzione sarà dedicata alle condizioni mediterranee, nelle quali la tolleranza al caldo e alla siccità deve essere valutata insieme alle esigenze ecologiche delle piante e alle caratteristiche dei luoghi.
L’incontro, ad ingresso libero, offrirà spunti ad amministratori, vivaisti, progettisti, agronomi, forestali, tecnici del verde e cittadini interessati al futuro delle città.
Al centro, una responsabilità condivisa: collegare produzione, progettazione, messa a dimora e gestione per costruire infrastrutture verdi efficienti e durature.
Il futuro degli alberi si prepara oggi, a partire dalle radici.







