Tra arte contemporanea e scienza al via all’Orto botanico di Palermo la mostra di Donata Lazzarini
Sarà inaugurata venerdì 8 maggio 2026 alle ore 17:00 all’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Palermo la mostra di Donata Lazzarini dal titolo Il giorno in cui Woodii si svegliò femmina.
La mostra è realizzata nell’ambito del progetto Celibi. Storia di una migrazione botanica sostenuto dall’avviso pubblico PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e commissionato da Unipa Heritage Sistema Museale dell’Università degli Studi di Palermo.
Curato da Maria Rosa Sossai, il progetto nasce con l’intento di rendere visibili le conseguenze del depauperamento della biodiversità, attraverso i linguaggi dell’arte, della ricerca scientifica e dell’educazione, prendendo in esame l’estinzione dell’esemplare femminile di una particolare specie botanica appartenente alle cicadi: l’Encephalartos woodii.
La cicade fu scoperta nel 1895 nella foresta di Ngoye nel Kwazulu-Natal in Sud Africa dal botanico inglese John Medley Wood da cui deriva il nome scientifico della pianta E.woodii. Poiché furono rinvenuti soltanto esemplari maschi, lo sradicamento di questi individui ha determinato nel 1916 l’estinzione in natura della specie minacciandone l’esistenza e rendendola una delle più rare piante al mondo. Quelle stesse piante estratte allo stato selvatico sono state collocate in alcuni orti botanici e utilizzate per la produzione di ibridi, uno dei quali – denominato Encephalartos woodii × natalensis– è ospitato nell’Orto Botanico di Palermo e costituisce la specie più prossima all’originaria pianta sudafricana. Mentre, alcuni esemplari presenti in altri orti botanici sono stati trafugati per essere venduti ai collezionisti nel mercato illegale.
A partire da questo caso studio, il progetto si sviluppa come un dispositivo narrativo e visivo capace di intrecciare arte, scienza e filosofia, proponendo una riflessione critica sulle trasformazioni della biodiversità e sulle possibilità – reali e immaginarie – di riscriverne il destino.
Per l’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Palermo, il più ricco d’Italia e tra i primi in Europa con la sua eccellente collezione scientifica composta da oltre 12.000 specie di piante viventi su circa 10 ettari Donata Lazzarini realizza un intervento site specific che si sviluppa a partire dall’immaginazione della possibile esistenza dello strobilo femminile della pianta – l’infiorescenza che ne determina il sesso – attraverso la creazione di forme ibride ottenute dall’elaborazione digitale di illustrazioni botaniche e sculture antiche, realizzate tramite tecniche di modellazione e stampa 3D.
L’opera si compone di una serie di dieci sculture in ceramica e porcellana bianca, inserite in dialogo con la collezione dell’Herbarium custodita nelle teche storiche all’ingresso dell’Orto Botanico di Palermo. A queste si affianca un intervento sulle superfici vetrate della serra delle Cactacee: tre vetrofanie riproducono mappe che restituiscono gli esiti delle ricerche condotte durante le residenze artistiche e affrontano tre nuclei tematici principali: la ricostruzione storica della migrazione della pianta; la sterilità maschile e il tema del celibato, in dialogo con l’opera La sposa messa a nudo dai suoi stessi celibi di Marcel Duchamp; il cambio di sesso in botanica, sia attraverso pratiche di ibridazione sia tramite tecnologie di ingegneria genetica, attualmente oggetto di studio della ricerca scientifica.
Completa il progetto un manifesto -che rimanda ad approfondimenti tramite QR code- dedicato alla tema della de-estinzione botanica, o revivalismo della specie:, un processo che, grazie alle biotecnologie, mira a riportare in vita organismi estinti, nonostante l’ecosistema si sia ormai adattato alla loro assenza.
La mostra è seguita sabato 9 e domenica 10 maggio dai laboratori educativi sempre all’Orto Botanico di Palermo dal titolo Seminudi, condotti da Caterina Strafalaci, co-fondatrice del progetto Radici. Piccolo Museo della Natura
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Donata Lazzarini è artista e docente di Scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano; si occupa delle relazioni tra ambiente e paesaggio attraverso pratiche artistiche diversificate. L’attenzione e lo studio degli elementi botanici vengono condotti utilizzando scultura, fotografia e disegno. Ha presentato il suo lavoro in contesti nazionali e internazionali tra cui: Quadriennale di Roma, Museo Civico di Castelbuono Palermo, Museo della Permanente Milano, Accademia di San Luca di Roma, Fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia , Galleria Internazionale Cà Pesaro Venezia, Galleria Civica di Modena, Biblioteca Braidense a Milano, Premio Suzzara, Mantova, GAM Verona Palazzo Forti, GAM Verona Palazzo della Ragione, Artericambi Gallery Verona, Cicognani Galerie Kohl, Cavenaghi Arte Milano, Adiacenze Bologna, Careof Milano. Co-founder di fuoriregistro, Boîte edizioni.
Maria Rosa Sossai è curatrice e ricercatrice nel campo delle pratiche partecipative che prevedono il coinvolgimento della cittadinanza. Cura progetti legati alle politiche del territorio in ambito educativo e di tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e della biodiversità. È responsabile scientifica del Dipartimento Progetti Partecipativi Museo Civico di Castelbuono (PA). Ha curato il progetto Ecosistemi Connessi. Museo e comunità Post-Varietali del duo artistico Aterraterra, vincitore del PAC2024, presso il Museo Civico di Castelbuono. Ha curato mostre e progetti in musei, fondazioni, gallerie in Italia e all’estero. È autrice di numerose pubblicazioni, tra le quali Anna e Giorgio Fasol. Una vita da collezionisti, Dario Cimorelli editore, Milano, 2024; Vivere insieme l’arte come azione educativa, Torri del vento, Palermo, Film d’artista, percorsi e confronti tra arte e cinema, Silvana Editoriale, 2009.
L’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Palermo risale agli ultimi decenni del ‘700. All’architetto Léon Dufourny si deve ‘impostazione del primo nucleo del giardino e gli edifici monumentali, tra cui il Gymnasium e i due padiglioni laterali, il Tepidarium e il Calidarium, ingentilite con elementi decorativi realizzati da vari artisti, tra i quali il pittore G. Velasco, gli scultori G. Ferriolo, V. Tuccio. L’Orto Botanico è costituito da collezioni, ordinate e identificate scientificamente, secondo criteri estetici e paesaggistici. L’Orto Botanico può essere suddiviso in diversi settori: il Sistema di Linneo, il Sistema di Engler, il Cycadetum, il Palmetum, il Giardino dei Semplici. Oggi l’Orto Botanico di Palermo è il più ricco d’Italia e tra i primi in Europa. Al suo interno, oltre a un’eccellente collezione scientifica composta da più di 6000 piante, a partire dal 2017 hanno trovato spazio opere d’arte contemporanea. Nel 2018, l’Orto Botanico è stato fonte di ispirazione primaria per ilprogetto curatoriale internazionale di Manifesta ospitando la sezione “Garden of Flows” de “Il Giardino Planetario” e “Coltivare la coesistenza” nell’ambito della Biennale d’arte itinerante. Dal 2019 ospita l’opera “Spektro Completo/Iridescenza” del duo Fallen Fruit; dal 2020 l’opera “Genius Panormi” di Domenico Pellegrino è installata all’interno della Serra Tropicale. Fra le acquisizioni recenti: le fotografie di Alessandro Sala, grazie al PAC 2021 e due opere di Francesco Diluca, “Mangrovia”(2024) e “Micelio” (2024).
Informazioni:
L’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Palermo si trova in Via Lincoln, 2 – 90133 Palermo (PA) ed è parte del Sistema Museale dell’Università degli Studi di Palermo.
È aperto tutto l’anno, tutti i giorni, ad eccezione del 1° gennaio e del 25 dicembre.
Gli orari variano di mese in mese e sono consultabili sul sito web https://www.ortobotanico.unipa.it/index.html
L’ultimo ingresso è consentito circa un’ora prima della chiusura.
Per informazioni aggiornate è possibile contattare la biglietteria al numero
+39 091 23891236 o scrivere a ortobotanico@unipa.it





