A Gibellina vecchia, nella chiesa di Santa Caterina, dal 2 maggio all’11 giugno: “Riflessi”, la mostra pittorica di Ettore de Conciliis che celebra la luce della natura
Le opere provengono dal Vittoriale degli Italiani sul Garda e dalla Torretta Pepoli di Erice, raccolte insieme nella suggestiva chiesa di Santa Caterina, che lambisce il Cretto di Burri, a Gibellina Vecchia, dove resteranno in esposizione fino ala prima decade di giugno di questo 2026, nell’amonito del programma di Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea. E sembra un segno del destino che proprio de Conciliis esponga a pochi metri dalla più grande opera di Land Art al mondo, lui che è autore dell’opera di Land Art siciliana che a Portella della Ginestra ricorda l’eccidio compiuto dagli uomini del bandito Giuliano nel 1947, e che oggi è tutelata dalla Soprintendenza competente. Per de Conciliis quelli erano gli anni dell’attivismo sociale. Un impegno che il nostro ha messo in campo in tutta Italia. Da nord a sud. Oggi il linguaggio pittorico dell’artista campano è mutato, si è evoluto fino a divenire intimo, sospeso e privo di rabbia. E di esseri umani. “Riflessi” è una proposta espressiva fatta di ambienti e paesaggi lirici, quasi confidenziali, che degradano nelle liquidità tanto care al maestro irpino. Totalmente scevra dell’elemento umano, la pittura di de Concilis trova protagonisti i colori, o meglio, gli umori dei colori, che qui giocano a mischiarsi, confondersi, fino, quasi, a farci perdere di vista il soggetto ritratto, per lasciarci, in cambio, un’emozione profonda, un senso di sospensione impagabile. Il giusto premio per noi visitatori, che, in assenza di ritratti umani, forse, della pittura di de Conciliis siamo i veri protagonisti. Voluta da Il Cigno Arte di Roma e inserita nelle celebrazioni dI “Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026”, dal 2 maggio all’11 giugno alla chiesa di Santa Caterina, a Gibellina vecchia, “Riflessi”, di Ettore de Conciliis.






