La Mohicani Edizioni pubblica “A Strega du mare”, opera teatrale della giornalista e insegnante Chiara Putaggio, tra mito della Sirenetta e Battaglia delle Egadi
L’opera “A strega du mare” (scritta dalla docente e giornalista marsalese Chiara Putaggio e pubblicata dalla casa editrice Mohicani Edizioni) è una trasposizione della “Sirenetta” di Andersen ambientata a Lilybeo, al tempo della Battaglia delle Egadi dove la piccola creatura “nata dal mare” chiede di cambiare natura non già per amore di un uomo, quanto piuttosto per l’esigenza di dare uno scopo alto alla sua vita, la cui eternità diventa vana se non è finalizzata al raggiungimento della giustizia.
L’opera risente inoltre degli “echi” omerici al punto che il nome della “piccola figlia dei flutti sereni” è Ligea e sua sorella si chiama Partenope.
L’opera teatrale “A strega du mare” sfugge alla definizione classica di commedia, pur non mancando di scene comiche, né di spazi di ironia. Essa è piuttosto un’apologia dell’inquietudine e un anelito alla giustizia ambita, eseguita e compiuta.
Il mito della sirenetta prende vita nel mare tra Marsala, anticamente nota col nome latino “Lilybeo” (che significa: terra che guarda la Libia), Favignana e Levanzo, ossia Phorbanthia l’erbosa.
“A Satrega du mare” presenta una sirenetta che nelle fattezze ripercorre l’opera di Andersen, eppure nei nomi e nei luoghi presenta riferimenti classici. Una sorta di macchina del tempo che attraverso più stili va avanti e indietro lungo un filo di sapienza che si muove dalla bocca della strega ai versi della Sibilla la quale prevede, oltre alla fine della “Punica Fama”, datata il 10 marzo 241 a. C., persino la morte del Sovrintendente dei Beni Culturali della Regione Sicilia, Sebastiano Tusa, avvenuta anch’essa il 10 marzo, seppure nel tempo venturo (2019).
Nella sua Prefazione, il giornalista Giulio Francese (figlio dell’eroico cronista giudiziario del Giornale di Sicilia assassinato nel 1979) scrive:
“Il mare delle Egadi fa da scenario alla narrazione, la trama è
impreziosita da figure prese dal mito, anche queste rivedute e
corrette: la Sibilla, fimmina santa che interpreta il volere degli dei
e predice il futuro; Scilla e Cariddi, non più mostri marini ma
imprenditrici della bellezza, figure che danno brio al racconto,
quasi farsesche. Quindi la “Strega du mare”, in una versione assai
diversa da quella di Andersen e della Disney, co-protagonista
della storia, non proprio la cattiva di turno, semmai una sorta di
alter ego della sirenetta…Infine, unico uomo, Amilcare Barca, il
leggendario condottiero cartaginese sconfitto dai romani nella
prima guerra punica”.
CHIARA PUTAGGIO è giornalista (per anni corrispondente di cronaca giudiziaria e nera per il Giornale di Sicilia) e docente (insegna Italiano, Storia e Geografia nelle scuole medie).
E’ autrice di fiabe (come “La Maga Chip”) e di testi teatrali: “Medea la strània”, “Cassandra la vuci sula”, “Dioniso”, “Un sorso è l’amore”, “Ed Io l’amavo” (opera selezionata al Fringe Festival e al centro della quale c’è l’operato e la missione del sindacalista marsalese Vito Pipitone, ucciso dalla mafia nel 1947).







