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Arte

“Sardegna, Novecento di confine – Arte tra le due guerre”: la mostra verrà inaugurata al Padiglione Tavolara a Sassari il 5 marzo

Promossa dalla Fondazione di Sardegna, e dal Comune di Sassari, attraverso la piattaforma ArS – Arte condivisa in Sardegna, verrà inaugurata giovedì 5 marzo alle ore 18, al Padiglione Tavolara, la mostra dal titolo “SARDEGNA NOVECENTO DI CONFINE – ARTE TRA LE DUE GUERRE”, che rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 28 giugno e si potrà visitare dal martedì al sabato dalle 10:00 alle 19:30, con ingresso libero.

Il progetto espositivo, curato dalla direttrice della Pinacoteca Nazionale di Sassari, Maria Paola Dettori, esplora gli aspetti della produzione isolana più direttamente legati al contesto della storia dell’arte italiana del Novecento. In un periodo segnato dal ritorno a generi tradizionali come il ritratto, la natura morta, il paesaggio e la figura umana, anche i pittori e gli scultori sardi parteciparono al dibattito nazionale, confrontandosi con i temi e i linguaggi che attraversavano la ricerca artistica in tutta Italia.

————————————————————————————————————————————————————Alla fine della prima guerra mondiale l’Italia vive una situazione di grande incertezza economica e sociale: una diffusa povertà porta a scioperi e agitazioni, cui il governo risponde con la repressione, alimentata dalla crescente richiesta di ordine e controllo.

A questo clima non è estraneo il sorgere della contemporanea necessità, in campo artistico, di ripensare l’arte nazionale e di tornare alle radici: pur partendo da riflessioni e spunti differenti, concordemente gli artisti e i critici più avveduti si avviano ad accantonare le avanguardie che avevano preceduto il conflitto, per promuovere l’individuazione di un punto fermo, un ‘ritorno all’ordine’ dopo il trauma della guerra.

In questo contesto si riscoprono temi e generi tradizionali: il ritratto, la natura morta, il paesaggio, insieme alla figura umana, intesa, soprattutto, almeno agli inizi, come corpo femminile, donna come madre generatrice, ma anche divinità arcaica, imperscrutabile, o ancora ninfa dei boschi. Sono le città di Roma e Milano a guidare la svolta e a dettare la linea alla ricerca: che dal 1922 troverà nel regime un interlocutore non prescrittivo, ma certamente interessato.

Ai tempi nuovi sono chiamati ad adeguarsi e a rispondere anche gli artisti sardi, che, seppur in alcuni casi con difficoltà, risponderanno alla sfida con una produzione di opere meno nota rispetto a quelle a tema identitario e regionalista, ma certamente di qualità. La mostra ne presenta una selezione.

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