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Castelvetrano: al «PalmosaFest» appuntamento con Giuseppe Lupo; il 17 gennaio si presenta «Storia d’amore e macchine da scrivere»

Terzo appuntamento, sabato 17 gennaio, con il
«PalmosaFest», la rassegna di arte e letteratura di cui è direttore artistico Bia
Cusumano e la cui direzione culturale è affidata alla giornalista Jana
Cardinale. All’ex convento dei minimi, a partire dalle 18, lo scrittore
Giuseppe Lupo presenterà il romanzo «Storia d’amore e macchine da
scrivere», edito da Marsilio.
Con l’autore dialogherà Jana Cardinale. Letture di Antonella Giotti e
Alberto Polizzi. Parte musicale delle cantanti Enza Ienna e Maria Etiopia,
accompagnate dai musicisti Franco Giacomarro e Vito Giammarinaro.
La rassegna ospiterà inoltre una performance dell’artista Fabio Hira.
Ad organizzare la manifestazione (che fa parte della Rete dei festival letterari
del trapanese) sono congiuntamente l’associazione «Palmosa-Kore» e il
Comune di Castelvetrano, che sostiene la rassegna grazie al finanziamento
del Centro per il libro e la lettura (un ramo del Ministero della Cultura),
ottenuto nell’ambito del bando «Città che legge». Il progetto vincitore,
«Trame narrative», è stato coordinato dalla Soprintendenza ai Beni culturali
di Trapani.
Il festival è inoltre abilitato per il percorso di formazione «scuola-lavoro»
rivolto agli studenti del triennio in virtù della convenzione sottoscritta tra
l’associazione «Palmosa-Kore» e il Polo liceale «Cipolla-Gentile-Pantaleo»
guidato dalla dirigente Giulia Flavio.
Questa quarta edizione, il cui tema-conduttore è «Tra i nodi del dolore, la
luce delle parole», è dedicata a Dea Mastronardi, la giovane lucana che nel
2024, a soli 15 anni, vittima del disagio adolescenziale, si tolse la vita.
Il libro
Salante Fossi, inviato del «Modern times», si trova a Skagen durante il
solstizio d’estate, per festeggiare il compleanno del Vecchio Cibernetico e,
molto probabilmente, la sua vittoria al Nobel. Il Vecchio Cibernetico ha quasi
cent’anni, è nato in Ungheria, è fuggito da Budapest con una donna mentre i
carri armati sovietici invadevano la città, ha vissuto e studiato in tutta Europa
e, da qualche anno, si è stabilito in Portogallo. Va in giro con la custodia di
una Olivetti Lettera 22 per ricordarsi che, dopo anni passati sulle macchine da
scrivere e sulle macchine calcolatrici, su vocabolari in ogni lingua, ha
inventato Qwerty. Qwerty è la rivoluzione…
Una favola cibernetica avvincente e tenera, scritta con una lingua ilare e
trasognata. Una storia d’amore, anzi due.
Chi è Giuseppe Lupo
Nato ad Atella, in Basilicata, nel 1963, vive in Lombardia, dove insegna letteratura
italiana contemporanea all’Università Cattolica di Milano e Brescia. Ha pubblicato i
romanzi «L’americano di Celenne» (2000), «Ballo ad Agropinto» (2004), «La
carovana Zanardelli» (2008), «L’ultima sposa di Palmira» (2011), «Viaggiatori di
nuvole» (2013), «L’albero di stanze» (2015), «Gli anni del nostro incanto» (2017),
«Breve storia del mio silenzio» (2019), «Il pioppo del Sempione» (2021), «Tabacco
clan» (2022). Per le sue opere narrative ha ottenuto svariati premi letterari
(Mondello, Vittorini, Dessì, Viareggio, Selezione Campiello). È inoltre autore di
numerosi saggi e collabora alle pagine culturali del «Sole 24 ore».

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