Il romanzo racconta con intensità e realismo un momento cruciale nella storia dei diritti civili italiani, attraverso lo sguardo e l’impegno di tre donne milanesi coinvolte nella battaglia referendaria sul divorzio del 1974.
“Non era previsto che avessimo un futuro, era invece previsto che lo sposassimo”. Nora Ephron, 1996
Donne fuori è un romanzo storico e sociale ambientato a Milano, nella primavera del ’74. Attraverso le vicende intrecciate di tre donne molto diverse tra loro, il libro offre uno sguardo profondo sulle dinamiche di genere, le discriminazioni e i mutamenti culturali di un’epoca segnata dalla grande mobilitazione per difendere la legge Fortuna-Baslini che aveva introdotto, solo quattro anni prima, il divorzio in Italia.
Le protagoniste sono Giulia Mandelli, impiegata presso l’Archivio Storico del Corriere della Sera con un breve matrimonio fallito alle spalle, Maria Grazia Perini, capo redattrice di una rivista di fumetti, esuberante e fieramente single e Angela Giussani, simbolo dell’emancipazione femminile già negli anni ’50, creatrice del celebre fumetto Diabolik.
Tre donne che decidono di unire le forze e impegnarsi nella campagna per il NO all’abrogazione della legge sul divorzio. Ognuna di loro incarna un volto diverso della resistenza femminile al patriarcato.
Giulia rappresenta il conflitto tra il peso di un’educazione cattolica rigida e le aspettative familiari di matrimonio e maternità e la sua personale voglia di riscatto e autonomia. La sua storia è segnata da relazioni tradizionali insoddisfacenti e dal tentativo estenuante di inserirsi nel mondo lavorativo e sociale. Maria Grazia è una donna moderna e anticonformista, che vive con orgoglio la sua indipendenza, mentre Angela personifica la concretezza e la forza di chi, con Diabolik, ha rotto gli schemi maschili nel mondo dell’editoria.
Sul fondale di un’Italia ancora profondamente patriarcale, che guarda con sospetto ogni forma di emancipazione, le tre donne danno vita a un “dossier” a sostegno della campagna referendaria, raccogliendo testimonianze di discriminazione ma anche esempi di figure femminili storiche che hanno lottato per la propria affermazione: da Marie Curie a Camille Claudel, da Rosa Genoni a Elena Di Porto.
Le storie di queste donne si intrecciano alle vicende quotidiane delle protagoniste, dando voce alle difficoltà di affermare la propria libertà in una società ancora ostile al cambiamento. Il romanzo esplora temi chiave come la marginalizzazione femminile in ambito familiare, lavorativo e culturale, il doppio standard morale, la scarsa rappresentanza delle donne nella sfera pubblica e politica.
La narrazione restituisce con precisione l’atmosfera della Milano di quegli anni, attraverso ambienti vivi e realistici — bar, redazioni, strade, manifesti — che riflettono un Paese spaccato tra modernità
e tradizione. Da un lato, volantini e propaganda conservatrice che evocano “derive morali”; dall’altro, la lotta per i diritti civili e per una nuova idea di libertà personale.
Donne fuori non è solo la cronaca di una battaglia referendaria: è una riflessione profonda, mai retorica, sulla condizione femminile, le ingiustizie sistemiche e le resistenze di un’Italia in trasformazione. Un romanzo che mescola realtà e finzione, personaggi simbolici e figure storiche, per raccontare il lungo cammino dell’emancipazione femminile.
Dal libro emerge una presa di coscienza collettiva, ma anche la consapevolezza, oggi più che mai attuale, che la battaglia per i diritti delle donne è ancora aperta. Ogni conquista è frutto di coraggio, impegno e sfide quotidiane.
Il romanzo è arricchito da una selezione di immagini d’epoca, che restituiscono l’atmosfera di una Milano sospesa tra tradizione e cambiamento.
(DONNE FUORI – Raffaele Mangano / Gianni Bono – IF edizioni – 192 pagine – Euro 18)







