Tradizionali, contemporanei, sperimentali: arriva il secondo weekend del Festival di Morgana
Si partirà domani, mercoledì 12 novembre: in questa seconda settimana, il Festival abbraccia le proprie radici più autentiche
Dopo la prorompente vitalità dell’Indonesia e della Cina, con gli spettacoli, le mostre e i workshop hanno incantato un pubblico di ogni età, numeroso ed entusiasta, eccoci arrivati al secondo e ultimo weekend del Festival di Morgana.
Un weekend che partirà già da domani, mercoledì 12 novembre e che abbraccerà la seconda anima del Festival, quella dei pupi e dei narratori siciliani da cui quest’avventura ha avuto inizio nel lontano 1975.
Spettacoli di tradizione ma anche sperimentali, che le grandi compagnie siciliane hanno interpretato da par loro, accentuando l’elemento magico, animando eroi antimafia oppure calando i pupi in un contesto di teatro internazionale.
E poi spazio alle narrazioni che sono vere e proprie riflessioni che uniscono passato e futuro: dal viaggio-migrazione universale alla ricerca di sé.
Non mancheranno gli incontri sui i libri e le riflessioni sui nuovi strumenti di comunicazione come il podcast, né gli spettacoli che hanno fatto la storia di un’epoca, né, ancora, il… “ritorno a casa” degli storici pupi siculo-americani della famiglia Manteo. Un weekend imperdibile, che farà ancora una volta della Kalsa un teatro-laboratorio di idee.
Ingresso fino ad esaurimento posti, con prenotazione obbligatoria esclusivamente per gli spettacoli che si svolgeranno presso il Museo delle marionette al costo di € 2, sul sito del Festival di Morgana: www.festivaldimorgana.it. La prenotazione garantisce l’ingresso all’evento ma è necessario presentarsi entro mezz’ora dall’inizio dello spettacolo.
Per gli spettacoli che avranno luogo presso l’Ex Chiesa di S. Mattia ai Crociferi e per tutti gli altri eventi, l’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.
Il programma del secondo weekend
La seconda settimana del Festival si aprirà domani, mercoledì 12 novembre al Museo alle 17, con i pupi siciliani della compagnia Brigliadoro, che rappresenterà Malagigi e la bocca dell’inferno.
Malagigi, mago difensore della cristianità, si troverà a convegno con il diavolo Nacalone nel bel mezzo dell’assedio di Parigi. Il diavolo gli predice lo scontro tra Orlando e Rinaldo, innamorati entrambi di Angelica. Con tempismo perfetto, il mago Malagigi riuscirà però a interrompere lo scontro e ricordare ai paladini il giuramento fatto all’imperatore Carlo Magno: combattere per la difesa del regno.
Spazio ai libri, invece, alle 18, al Museo, con la presentazione del volume A occhi aperti, Sogni letterari nel Rinascimento di Lavinia Spalanca (Carocci editore). Sogno e letteratura intrattengono, sin dall’antichità, un rapporto assai fecondo. Ad accomunarli è infatti l’attitudine al racconto, la vis metaforica e metamorfica, l’oscillazione fra ordinario e straordinario, razionale e irrazionale. Il volume ripercorre l’immaginario onirico rinascimentale e individua le potenzialità letterarie connesse al sogno a partire da alcuni testi indicativi.
Discuteranno con l’autrice Valeria Cammarata e Ambra Carta.
Giovedì 13 novembre, alle 16 al Museo, avrà luogo l’incontro VOCI DI LEGNO – Tradizione orale e nuove narrazioni digitali, in collaborazione con il Dottorato di Ricerca Mediascape. Ricerca e produzioni transculturali dell’Accademia di Belle Arti di Palermo.
L’incontro sarà un momento di confronto e riflessione sul ruolo del podcasting come strumento di valorizzazione dei musei, della cultura e del patrimonio immateriale.
Interverranno Elisa Bonacini, Rosaria Cascio, Ester Memeo, Alberto Nicolino e Rosario Perricone.
Si prosegue, ancora giovedì, ma alle 18 e a Palazzo Belmonte Riso con l’inaugurazione di Pupi Videodrome.
La mostrapresenta una selezione di opere, tra videoarte e installazioni etnografiche, che aprono alle trasmutazioni dell’Opera dei pupi nella contemporaneità, invitando ad assumere posizioni nuove da cui rileggere la complessa e sfuggente realtà che ci circonda. Posizionando le telecamere sulla testa delle marionette, la video installazione The Palace of Raw Dreams dell’artista britannica Judith Cowan fa adottare allo spettatore il punto di vista dei pupi sulla scena, provocando un capovolgimento di prospettiva. Le efferate conseguenze delle guerre di tutti i tempi diventano più esplicitamente manifeste nell’installazione etnografica Homo homini lupus,di Rosario Perricone e Virgil Scripcariu,che ricreano un paesaggio archeo-logico di corpi.
Infine, il tema della futilità della guerra ritorna nella video installazione Pupidrama, degli artisti tedeschi Stefan Panhans & Andrea Winkler, realizzata in collaborazione con il Museo delle marionette e presentata in prima nazionale. L’opera affronta in modo originale e visionario i temi della crisi identitaria, della decostruzione dei miti e della ricerca di nuove possibilità di convivenza.
Il weekend entra nel vivo venerdì 14 novembre, al Museo Pasqualino: ecco in replica, alle 17, Malagigi e la bocca dell’inferno.
Alle 21.15, sempre al Museo, ecco uno spettacolo che ha fatto la storia: A Sicilia camina, di Ignazio Buttitta, della Compagnia Carlo Magno in coproduzione con la Fondazione Ignazio Buttitta e Museo delle marionette.
A Sicilia camina è uno spettacolo dalla lunga storia. Venne rappresentato in diverse piazze siciliane dalla fine degli anni Cinquanta alla metà dei Sessanta con la compagnia del Teatro mobile, il primo teatrino dei pupi impiantato su un camion ideato dal cavaliere Antonino Mancuso, che operava con il figlio Nino.
Per iniziativa del poeta Ignazio Buttitta – che scrisse il testo portando avanti una propaganda contro la Democrazia Cristiana – Antonino Mancuso metteva in scena con i pupi e il cantastorie Vito Santangelo, le vicende di Petru Fudduni e le guerre tra contadini e sindacalisti tra cui I pirati a Palermo, A mafia e Il treno del sole.
Per la cinquantesima edizione del Festival di Morgana, la Compagnia Carlo Magno di Enzo Mancuso ripropone questo antico copione di famiglia integrando lo spettacolo di marionette con la tecnica narrativa dei cantastorie.
All’Ex Chiesa di S. Mattia ai Crociferi, arriva tutta la potenza della narrazione.
Alle 18, in scena IO GUERRIN MESCHINO, di e con Alberto Nicolino, liberamente ispirato al testo di Gesualdo Bufalino.
Chi siamo, se non conosciamo da dove veniamo? Guerrin Meschino è la storia di un uomo senza radici, senza patria né genitori, che parte alla ricerca di un nome, di un padre, di un senso. Un viaggio lungo, iniziatico, che attraversa terre, prove, incantesimi e amori: ma soprattutto attraversa l’ignoto che ciascuno porta dentro di sé.
Alle 20, sempre ai Crociferi, un viaggio… Alla fine del mare, con lo spettacolodi Gigi Borruso, coproduzione tra il Museo delle marionette e l’Associazione Museo Sociale Danisinni.
Lo spettacolo prende le mosse da una delle opere più note dello scrittore simbolista francese Marcel Schwob, La Crociata dei bambini. La vicenda storica cui l’autore si ispira è ancora oggi dibattuta e confusa fra diverse narrazioni: nel maggio del 1212 un pastore dodicenne di nome Stefano, proveniente da un villaggio della Loira, si presentò al re di Francia, Filippo II, affermando che Gesù gli era apparso, ordinandogli di raccogliere fedeli per la crociata.
Nonostante l’avversione del re e dei teologi, il bambino iniziò a predicare davanti all’abbazia di Saint-Denis: diceva che i mari si sarebbero aperti davanti a loro come il Mar Rosso con Mosè, e che sarebbero così arrivati a piedi fino alla Terra Santa.
Al centro del viaggio è il Mar Mediterraneo, che nello spettacolo di Borruso spalanca una riflessione sul contemporaneo.
Sabato 15 novembre, alle 17 al Museo Pasqualino, ecco in scena Padre Pino Puglisi. Un prete contro la mafia, della Marionettistica popolare siciliana. Quella di Pino Puglisi, beatificato dalla Chiesa, è la storia di un prete di frontiera ucciso dalla mafia per aver adempiuto alla sua missione evangelica. In Sicilia, non si uccidono solo giudici e uomini delle forze dell’ordine, ma anche i ministri di Dio che hanno il coraggio di alzare la testa, di lottare per donare condizioni di vita migliori a bambini destinati a divenire manovalanza di mafia. Angelo Sicilia narra la semplicità e la forza di “3P”, la sua coraggiosa ribellione, incastonandola abilmente nelle difficoltà di un quartiere come Brancaccio descritto nella sua condizione di decadenza. Se da un lato viene palesata, in tutta la sua forza distruttiva, la cultura omertosa e la violenza, dall’altro la gioia dei bambini riesce a lenire questo crudo realismo.
Si prosegue alle 18.30, ancora al Museo, con la presentazione. I pupi tornano dall’America. Presentazione della donazione dei pupi della famiglia Manteo.
Dopo l’importante donazione dei pupi di Nino Amico, un altro significativo regalo arricchisce la collezione di stile catanese del Museo Pasqualino. Figli e nipoti di Agrippino Manteo hanno voluto infatti donare al Museo otto pupi e una testa provenienti dallo storico mestiere del loro capostipite. Agrippino Manteo, nato a Grammichele (Catania), fu allievo di Giuseppe Crimi e portò l’Opira catanese in America, prima in Argentina e poi a New York. Gli splendidi pupi dei Manteo si vedono in una scena de Il Padrino parte II di Francis Ford Coppola.
All’evento parteciperanno Rosario Perricone, Jo Ann Cavallo e la famiglia Manteo in collegamento on line, e Alessandro Napoli.
Alle 21.15, appuntamento con lo spettacolo Riccardo III della Compagnia Arte Pupi Fratelli Napoli. Personaggio complesso per la resa di tutte le sue sfumature già per un attore in carne e ossa, Riccardo III darà in scena… filo da torcere in egual misura a ‘u parraturi, che gli darà la voce, e a ‘u manianti, che gli regalerà i movimenti.
Come Gano di Magonza, anche il duca shakespeariano smania per impadronirsi del trono e, per ottenerlo, non ha ritegno alcuno ad accumulare delitti su delitti, per i quali si serve con sadica gioia di assassini e sicari, né esita a circuire e sposare la vedova di un suo nemico, Lady Anna Warwick.
All’Ex Chiesa di S. Mattia ai Crociferi, tornano le repliche degli spettacoli Alla fine del mare, alle 18, e IO GUERRIN MESCHINO, alle 20.
Il Festival di Morgana saluterà il suo pubblico, dandogli appuntamento all’anno prossimo, al Museo delle marionette domenica 16 novembre tre appuntamenti.
Alle 11, ecco lo spettacolo di opera dei pupi Storia di Rosario Livatino. Un giudice per bene, della Marionettistica popolare siciliana. Lo spettacolo narra la storia del giudice Rosario Livatino ucciso dalla stidda agrigentina nel 1990, a soli 38 anni. Giovanissimo magistrato, fu sostituto procuratore ad Agrigento in un periodo buio e difficile della storia siciliana, riportando alla luce le trame ed il malaffare di una provincia con due mafie: cosa nostra e la stidda. Il percorso di fede e giustizia ha accompagnato Livatino fino alla morte. Lo spettacolo affronta i vari aspetti della difficile vita professionale del giudice, la sua profonda fede e la sua incorruttibilità.
Alle 17 andrà in replica lo spettacolo A Sicilia camina, di Ignazio Buttitta, della Compagnia di Carlo Magno.
Alle 21.15, gran finale con la replica di Riccardo III, della Compagnia Arte Pupi Fratelli Napoli.
Il Festival di Morgana è realizzato con il contributo di Il Festival è stato organizzato con il contributo di: Ministero della cultura della Repubblica dell’Indonesia, Ministero delle cultura della Repubblica italiana – Direzione Generale Spettacolo, Comune di Palermo, Assessorato alla cultura, Ufficio della Cultura, Radio, Televisione, Turismo e Sport della Città di Wenzhou; Dipartimento della Comunicazione del Comitato Municipale di Wenzhou; Ufficio della Cultura, Radio, Televisione, Turismo e Sport di Rui’an; Associazione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale di Rui’an, Sanggar Matur Nuwun; Çanka Mahameru (Indonesia), Instituto Cervantes Palermo; Accademia di Belle arti di Palermo – Dottorato di ricerca Mediascape: ricerca e produzione artistiche transculturali.
In collaborazione con: Istituto Italiano di Cultura di Giacarta; Ufficio Protezione del Patrimonio Culturale Immateriale della città di Rui’an, insieme all’Associazione Nuova Generazione Italo-Cinese (ANGI), Fondazione Giorgio Cini Venezia- Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati, Palazzo Belmonte Riso – Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo, Associazione Museo Sociale Danisinni, Fondazione Ignazio Buttitta, Associazione culturale e teatrale Carlo Magno, Cattedra di Letterature ispano-americane dell’Università degli Studi di Palermo.






