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“Il Viaggio degli agrumi in Italia”. Percorsi e curiosità di cultivar regionali con una parte sulla cura degli agrumi in vaso. La presentazione domenica a Palermo

Dopo sei lunghi anni di lavoro alla ricerca di varietà autoctone regionali sparse nella Penisola si è finalmente giunti alla pubblicazione del Volume: “IL VIAGGIO DEGLI AGRUMI IN ITALIA” Percorsi e curiosità di cultivar regionali con una parte sulla cura degli agrumi in vaso.

Da anni il vivaio si occupa a Pescia della coltivazione di agrumi a scopo ornamentale rifacendosi ad una tradizione tutta Toscana che ebbe il suo culmine nel Rinascimento quando i “pomi d’oro” ornavano come statue i giardini delle ville nobiliari.

Seguendo l’imperante moda del collezionismo, le piante, vere e proprie essenze vive coltivate in vasi di terracotta, rapivano lo sguardo degli ospiti e suscitavano l’interesse di botanici e studiosi dando origine ad una vera e propria “citromania” tra i ceti più abbienti dell’epoca.

È proprio su quest’onda collezionistica che Paola Fanucci ha voluto indagare più a fondo sulle origini di molte varietà autoctone regionali scoprendo un patrimonio di biodiversità citrina unico, con ecotipi giunti fino a noi talvolta grazie alla semplice cura di singoli appassionati. Il Volume, un vero e proprio viaggio attraverso tradizioni, cultura e economia locale pone l’accento sull’importanza della coltivazione agrumicola nelle diverse zone affrontando anche i temi delle protezioni invernali, dei singolari metodi di raccolta e confezionamento e dei rispettivi mercati. Una sezione viene dedicata inoltre alla cura in vaso con innovativi suggerimenti tecnici sulla lotta antiparassitaria frutto di una pluridecennale esperienza vivaistica.   

Il libro edito da Olschki è disponibile anche in lingua tedesca. 

“Quante volte vi è capitato, osservando una vecchia fotografia, di percepire un sapore aspro o un profumo di zagara? Vi siete mai chiesti perché, assaggiando le scorze d’arancia, vi appaia nella mente il volto di una persona? Avete fatto caso a quanto limoni, cedri e arance contribuiscano al “colore” dei ricordi? Nell’istante esatto in cui aprirete questo libro, capirete. Nella vita di ognuno gli agrumi hanno impresso una traccia silenziosa ma indelebile: un gusto, un’esperienza tattile, persino la spiacevole sensazione di uno schizzo negli occhi mentre si sbuccia un mandarino. Potrete non accorgervene, ma in questi attimi si racchiude la memoria di una vita intera, poiché dietro un frutto si celano non solo pratiche e saperi tramandati da generazioni, ma anche il nostro passato: sfogliando queste pagine, rivivrete quella calda estate in Campania, dorata dai limoni e dal Sole del Tirreno; oppure scoprirete che quell’odore frizzante, così intenso nelle notti di un fine maggio ligure, altro non era che la fragranza dei fiori d’arancio, trasportata dai venti primaverili. Questo è un viaggio fra gli agrumeti d’Italia, le loro storie e curiosità locali: una mappa per capire quanto la presenza degli agrumi sia multiforme e radicata nella nostra cultura, dalle grandi piantagioni ai vasetti sui nostri davanzali”.

La presentazione del libro all’Orto Botanico di Palermo, nell’ambito della Zagara d’Autunno, domenica 26 ottobre, alle ore 11:30 nella sala del Gymnasium, si aprirà con i saluti del Direttore dell’Orto, il prof. Rosario Schicchi, e della Presidente Regionale FAI Sicilia, arch. Sabrina Milone. Quindi, partirà il dialogo con i due autori, Paola Fanucci ed Alberto Tintori, curato da Paolo Inglese, Docente di Coltivazioni Arboree del Dipartimento di Agraria dell’Università di Palermo, che ci condurrà in questo viaggio con gli agrumi che attraversa tutta la penisola fino ad arrivare in Sicilia, dove Giuseppe Lo Pilato, Curatore paesaggista del Giardino della Kolymbethra, racconterà l’incredibile storia dell’Arancio Sanguinello ‘Ncannalatri, un ecotipo locale presente solo in questo antico giardino salvato dall’abbandono 25 anni fa ad opera del FAI- Fondo per l’Ambiente Italiano, ed una delle sedici antiche varietà di agrumi conservate all’Orto botanico nel Campo collezione dedicato alla Kolymbethra, dove si concluderà l’iniziativa.

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