Mindfulness a scuola: un alleato prezioso per il benessere degli adolescenti – di Gisella Mastrantoni
Didattica emotiva: coltivare il benessere e ridurre lo stress negli studenti con la
Mindfulness
In un’epoca di rapidi cambiamenti e crescenti complessità, i giovani di oggi si trovano ad
affrontare un panorama di sfide e sollecitazioni senza precedenti. Dalle pressioni scolastiche
all’attraversamento delle dinamiche sociali, fino all’esposizione costante sui social media e
all’incertezza sul futuro, lo stress e l’ansia sono diventati compagni fin troppo familiari per molti
studenti. In questo contesto, l’educazione tradizionale, focalizzata ancora in maniera privilegiata
sulle competenze cognitive, mostra i suoi limiti. È qui che la didattica emotiva emerge non come
un’opzione ma come una necessità incalzante, proponendo un approccio olistico
all’apprendimento che include attivamente, e non solo in via teorica, il riconoscimento e lo
sviluppo delle più varie competenze socio-emotive.
L’imperativo della didattica emotiva: perché oggi più che mai?
Il concetto di intelligenza emotiva, reso popolare da Daniel Goleman negli anni ’90, ha
rivoluzionato la nostra comprensione del successo educativo. Non sono solo il QI o le
competenze tecniche a determinare la traiettoria di vita di un individuo, ma anche la capacità di
comprendere e gestire le proprie emozioni e quelle altrui. Oggi, questo principio si traduce nell’esigenza di integrare l’Educazione socio-emotiva (SEL – Social and Emotional Learning) nel
curricolo scolastico.
L’impatto positivo della SEL è ampiamente documentato dalla ricerca scientifica. Una metaanalisi
storica del 2011 condotta in primo luogo da Durlak e pubblicata su Child Development, che
ha esaminato oltre 200 studi coinvolgendo più di 270.000 studenti, ha dimostrato risultati
sorprendenti: i partecipanti a programmi SEL hanno mostrato un miglioramento medio dell’11
percentile rispetto al profitto, una significativa riduzione dei problemi comportamentali (come
l’aggressività e l’irruenza), una diminuzione del disagio emotivo (ansia, depressione) e un
aumento dei cosiddetti comportamenti prosociali (empatia, collaborazione).
L’educazione socio-emotiva è dunque un’abilità di vita essenziale. Preparare i giovani a navigare
le complessità del nostro tempo richiede non solo nozioni e informazioni, ma anche la capacità
di governare le proprie emozioni, costruire relazioni positive e prendere decisioni responsabili. In
altre parole, la didattica emotiva costruisce le fondamenta per una resilienza psicologica e un
successo duraturo, ben oltre le mura scolastiche.
Lo stress negli adolescenti: un fenomeno diffuso
Gli anni dell’adolescenza coincidono con un periodo di profondi cambiamenti fisici, cognitivi,
sociali ed emotivi. La ricerca di identità, la pressione dei pari, le aspettative familiari e
scolastiche, e l’esposizione costante a stimoli esterni (spesso amplificati dai social media e dagli
altri strumenti di affermazione virtuale) possono generare livelli di stress e ansia elevatissimi.
Recenti indagini evidenziano una realtà preoccupante: una percentuale significativa di
adolescenti percepisce la scuola come una fonte primaria di ansia e tensione fisica ed emotiva.
Molti riportano sintomi corporei quali mal di testa e disturbi del sonno, difficoltà di
concentrazione, apatia o irritabilità. Il persistere di questi stati può non solo compromettere il
rendimento scolastico, ma anche aumentare il rischio di sviluppare problemi di salute mentale a
lungo termine. La sensazione di non essere all’altezza, la paura del giudizio e la difficoltà a
gestire i fallimenti possono portare a un circolo vizioso che insidia e compromette l’autostima e
la motivazione. Nello specifico, nel 2023, il Mind Health Report di Ipsos ha analizzato la salute mentale
e il benessere di 30.600 persone in 16 paesi, con l’obiettivo di identificare problemi e suggerire
soluzioni. L’indagine ha suddiviso la popolazione in quattro profili di benessere:
● Flourishing: massima soddisfazione in ambito sociale, emotivo e psicologico.
● Getting by: benessere in alcune aree, ma con una percezione generale meno intensa.
● Languishing: assenza di benessere positivo e sensazione di non essere al pieno delle proprie
capacità.
● Struggling: totale assenza di benessere, con disagio emotivo e compromissione psicosociale.
I dati mostrano che l’Italia è il paese con la percentuale più bassa di popolazione in stato di pieno
benessere (Flourishing), con solo il 18% del campione. Lo stress è il disturbo mentale più diffuso a
livello globale e in Italia colpisce il 56% delle persone, un aumento rispetto all’anno precedente.
Inoltre, il 48% degli italiani si sente solo, il dato peggiore in Europa.
Le donne e i giovani sono i gruppi più vulnerabili ed esposti. Le donne riportano un benessere
mentale peggiore rispetto agli uomini, un divario dovuto in gran parte alla percepita disparità di
genere nella vita quotidiana. Gli adolescenti sono particolarmente a rischio e manifestano
incertezza sul futuro, solitudine, preoccupazione per l’immagine corporea.
Il 38% dei giovani ritiene inoltre che tecnologia e social media abbiano un impatto negativo sul
proprio benessere mentale.
La Mindfulness: un faro nella tempesta emotiva degli adolescenti
È in questo scenario che si inserisce la mindfulness, o consapevolezza, attenzione piena al
momento presente, in modo curioso e non giudicante (Kabat-Zinn, 1994). Si propone come uno
strumento estremamente efficace e versatile per la didattica emotiva, particolarmente adatto
agli adolescenti. Lontana da qualsiasi connotazione mistica o religiosa, la mindfulness è una
pratica scientificamente validata che consiste nel portare intenzionalmente l’attenzione al
momento presente, senza giudizio, osservando pensieri, emozioni e sensazioni fisiche così
come sorgono. L’obiettivo dell’integrazione della mindfulness a scuola non è formare meditatori,
ma dotare i ragazzi di una “cassetta degli attrezzi” per la mente, strumenti pratici per:
● Riconoscere le emozioni in tempo reale: imparare a identificare la rabbia, la tristezza, l’ansia
mentre si manifestano, prima che prendano il sopravvento. Questo permette di “sentirle” senza
esserne schiacciati.
● Gestire lo stress e le reazioni impulsive: sviluppare la capacità di fare una pausa tra uno stimolo
stressante e la propria reazione, scegliendo una risposta più consapevole anziché reagire
d’impulso. Ad esempio, prima di rispondere a una provocazione o di farsi prendere dal panico in
vista di un’interrogazione.
Educazione emotiva al tempo dell’AI
● Migliorare la concentrazione e l’attenzione: allenare la mente a focalizzarsi, riducendo le
distrazioni interne (pensieri ricorrenti) ed esterne. E’ questa un risorsa essenziale in un’era di
sovraccarico informativo.
● Aumentare l’empatia e le relazioni interpersonali: una maggiore consapevolezza delle proprie
emozioni spesso si traduce in una migliore comprensione e rispetto per le emozioni altrui,
favorendo relazioni più armoniose e riducendo il bullismo.
● Coltivare la resilienza: sviluppare la capacità di riprendersi dalle difficoltà, imparando dagli errori
e guardando alle sfide come opportunità di crescita.
La Mindfulness in azione
Numerosi studi hanno esplorato gli effetti della mindfulness sugli adolescenti in ambito
scolastico, confermando la sua efficacia. Una revisione sistematica in forma di meta-analisi del
2014, pubblicata su Frontiers in Psychology da Zenner, Herrnleben-Kurz e Walach, ha evidenziato
come i programmi di mindfulness implementati nelle scuole siano associati a miglioramenti
significativi nella regolazione emotiva, nella riduzione dello stress, dell’ansia e della depressione.
Alcuni studi hanno altresì indicato un impatto positivo sul rendimento e sul profitto,
probabilmente grazie al miglioramento della concentrazione e della gestione dell’ansia da
prestazione.
Come si traduce concretamente la mindfulness in un contesto scolastico? Non si tratta di lunghe
sessioni di meditazione, ma di brevi e mirate attività integrate nella routine quotidiana:
“Stop e respiro” (2-3 minuti): all’inizio o alla fine di una lezione, o prima di un’interrogazione, gli
studenti vengono guidati a fare una pausa, concentrandosi sul respiro per calmare la mente e il
corpo. Un semplice esercizio può essere “Inspira tranquillità, espira tensione”.
Scansione corporea rapida (5 minuti): invitare gli studenti a chiudere gli occhi (o a tenere lo
sguardo abbassato) e a portare l’attenzione alle diverse parti del corpo, notando le sensazioni
presenti senza giudizio per sviluppare la consapevolezza del proprio stato fisico e delle tensioni
accumulate.
Albero della resilienza: attività in cui gli studenti disegnano un albero, scrivendo sulle radici le
loro fonti di forza e supporto (famiglia, amici, passioni, hobby) e sui rami le sfide che stanno
affrontando. Saranno così aiutati a visualizzare e rafforzare la propria capacità di superare le
difficoltà.
Ascolto consapevole: durante una discussione di gruppo, si chiede agli studenti di ascoltare
l’altro con piena attenzione, senza interrompere o formulare una risposta, ma semplicemente
accogliendo le parole al fine di migliorare le capacità comunicative ed empatiche.
Barometro delle emozioni: creare un semplice e funzionale strumento visivo in classe (un
cartellone, una ruota, un diario) a mezzo del quale gli studenti possono indicare come si sentono
in quel momento. Questa attività normalizza l’espressione delle emozioni e crea uno spazio
sicuro per la condivisione.
Programmi specifici come il MiC (Mindfulness in Classrooms), o adattamenti dei più noti MBSR
(Mindfulness-Based Stress Reduction) e MBCT (Mindfulness-Based Cognitive Therapy) per i contesti
educativi, stanno dimostrando di poter offrire ai giovani strategie concrete per affrontare lo
stress scolastico e personale.
Come afferma il prof. Jon Kabat-Zinn, pioniere della mindfulness in Occidente, occorre pensare
alla consapevolezza semplicemente come all’arte di vivere presenti a se stessi. La mindfulness
può essere una palestra per la mente. Se praticata con costanza, può aiutare i giovani a navigare
le sfide della vita con chiarezza, calma e resilienza.
Educazione alle emozioni: un percorso complementare
Accanto alla mindfulness, sono sempre più diffusi progetti di educazione alle emozioni affidati a
esperti competenti. Questi percorsi aiutano studenti, genitori e insegnanti a riconoscere,
condividere e gestire le emozioni più difficili, migliorando comunicazione e relazioni, analizzando
i problemi e individuando soluzioni comuni. Un esempio concreto è quello dell’Istituto Superiore
G.B. Ferrigno–V. Accardi di Castelvetrano (TP): lo scorso anno scolastico, gli alunni delle classi
quarte e le loro famiglie hanno partecipato a un percorso promosso dal Comune di
Castelvetrano, coordinato da un docente referente e affidato a personale esperto. L’iniziativa,
sviluppata nell’assetto costruttivo del circle time, ha riscosso grande successo, creando momenti
autentici di confronto tra pari e tra adolescenti e adulti.
Verso un futuro di benessere e consapevolezza
Integrare la didattica emotiva e la mindfulness nel percorso scolastico non significa aggiungere
un carico extra a un programma già denso, ma piuttosto fornire le competenze trasversali che
rendono l’apprendimento più efficace e significativo. Si tratta di formare non solo menti brillanti,
ma anche individui equilibrati, capaci di gestire le proprie sfide emotive, di relazionarsi in modo
costruttivo e di contribuire attivamente al benessere collettivo.
La scuola ha la responsabilità di preparare i giovani non solo al mondo del lavoro, ma alla vita
stessa. Dotare le nuove generazioni di strumenti per la regolazione emotiva e la consapevolezza
è un investimento prezioso per il loro futuro, per la loro salute mentale e per la costruzione di
una società più empatica, resiliente e prospera. È tempo di riconoscere pienamente che il cuore
e la mente non sono entità separate, ma pilastri interconnessi del successo umano.
Bibliografia, sitografia e riferimenti
Goleman D., “Intelligenza emotiva” (1995)
Durlak J. A., Weissberg, R. P., Dymnicki, A. B., Taylor,
R. D., Schellinger, K. B., “The Impact of Enhancing
Students’ Social and Emotional Learning: A Meta-
Analysis of School-Based Universal Interventions”,
Child Development, 82 (1), 405-432 (2011)
https://www.rapportodiritti.it/salute-mentale
Zenner C., Herrnleben-Kurz S., Walach H.,
“Mindfulness-based interventions in schools—a
systematic review and meta-analysis”, Frontiers in
Psychology (2014)
Zinn J. K., “Vivere momento per momento” (1990)
Fonte: BRICKS – Rivista online per la scuola per promuovere l’innovazione nella didattica- ISSN: 2239-6187 https://share.google/TPR4ZOtUYlac3x1z9
Bricks, la rivista online dedicata all’uso del digitale nella scuola (primaria, secondaria inferiore e secondaria superiore) – http://www.rivistabricks.it/ – edita in collaborazione da AICA e SIe-L., ha l’obiettivo di mettere in condivisione concrete esperienze di innovazione didattica con uso del digitale.






