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Curatolo Arini celebra 150 anni di storia: il 4 luglio grande evento tra musica, vino e nuovi progetti

La storica azienda vinicola Curatolo Arini celebra quest’anno un traguardo straordinario: 150 anni di storia, tradizione familiare e visione per il futuro. Fondata nel 1875 a Marsala da Vito Curatolo, da 150 anni l’azienda porta con orgoglio anche il cognome della madre, Arini, come segno di riconoscenza e rispetto per le proprie origini familiari. Venerdì 4 luglio, il baglio dell’azienda ha ospitato una serata celebrativa aperta a partner, stampa e cariche istituzionali, con un programma intrecciato tra arte, musica e novità. Ad aprire la serata un canto lirico con la voce del soprano Cristina Napoli accompagnata dalla
pianista Diana Buscemi, seguito da un concerto jazz sotto le stelle insieme a Joe Santoro &
Friends. Una celebrazione non solo come tributo alla longevità aziendale, ma soprattutto all’identità
profonda che la famiglia Curatolo ha saputo custodire di carattere enologico e umano, dalla
prima alla quinta generazione. Un’azienda da sempre presente nei mercati internazionali e che da 150 anni è portavoce del Marsala nel mondo. Al centro di questa lunga storia, una donna, protagonista silenziosa ma fondamentale. Rosa Favuzza, moglie del fondatore, alla morte del marito scelse di perseguirne le volontà gestendo l’impresa dal 1896 sino il 1913: un fatto eccezionale per l’epoca, la cui guida ha lasciato un segno duraturo rafforzando i rapporti esteri nel DNA familiare. “Questo anniversario non è solo una celebrazione, ma un atto di riconoscenza – afferma Alexandra Curatolo, quinta generazione della famiglia responsabile marketing e comunicazione dal 2012 –. Riconoscenza verso chi ci ha preceduti, verso chi ha lavorato con noi con dedizione e nei confronti di chi ha creduto nella nostra visione. In particolare, desidero onorare le donne della nostra storia, da Rosa Favuzza fino ad oggi. In un tempo in cui alla figura femminile era concesso poco spazio, sono andate avanti con coraggio”.
La visione internazionale negli anni ’90 vede affiancarsi un’idea innovativa del tutto territoriale.
Nasce così il progetto “Le Contrade”, un desiderio pionieristico di selezione di territori per la
produzione di vini da tavola che si è congiunto alla produzione degli storici Marsala. Un piano
di valorizzazione di luoghi e di uve autoctone della provincia di Trapani per raccontare
l’autenticità e la qualità della Sicilia occidentale. Durante l’evento è stato inoltre presentato il progetto di un primo piccolo ’Urban Vineyard: un vigneto che sarà piantato ai piedi dell’azienda. Pensato come uno spazio multifunzionale, sarà aperto ai visitatori, alle scuole, divenendo un potenziale punto di riferimento dal valore ecologico, paesaggistico, turistico e sociale. Un “simbolo” di rinascita per il territorio, un incontro tra la viticoltura e la città: un vigneto che inoltre, darà vita ad un futuro vino icona della tradizione marsalese. “Festeggiare 150 anni significa anche saper leggere il presente con responsabilità – aggiunge Riccardo Curatolo, direttore dell’azienda –. Il nostro compito è fare in modo che la tradizione diventi leva per innovare. È il segno concreto di un’azienda che continua a evolversi con coerenza e passione”. Curatolo Arini continua così a rappresentare un esempio concreto di continuità familiare,
attenzione al territorio e rispetto per le persone. Una storia scritta con le mani e la voce di
molti, uomini e donne, che hanno fatto del vino, e continueranno a fare, un’eredità viva.

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