Deve esserci una mano
invisibile che passa tra
le mura e poi dentro le
lenzuola. Non vista lei
arriva nel buio di notti
senza memoria.
A te
che ogni giorno chiedi
la mia porzione di verità
accartoccio parole come
palline e le metto in buca.

So che non mi credi.
Sorrido maliziosa.
La mia dizione sicula e il
tuo lessema castigliano.
Bello pensare che la vita
scalzi i copioni, mischi
le carte e il dolore svanisca,
bolla di sapone esplosa.
Al dito avrò il tuo anello e
ci sarà il lieto fine come
nelle storie che inventiamo.
Resto in bilico tra vertigini e
pasticche sparse sul tavolo.
Il vademecum dello strazio
quotidiano.
I cavi elettrici della fibro e il mio
lento passo. Se cadi nel vuoto
ti afferro. Sono brava nei carpiati.
Ho una palestra privata con
la tessera all- inclusive. La
mano batte pugni ovunque.
Affonda e assesta calci.
È il mio personal trainer
finché morte non ci separi.







