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L’essenza di un cold case italiano. Il libro di Davide Pulici sul mostro di Firenze

Nella vastissima letteratura sui delitti del mostro di Firenze mancava una modalità di lettura, un approccio, forse uno speculum mentale, e in senso traslato, un dispositivo interpretativo, che allargasse la visione al mood in cui la parabola criminale – che attraversò l’Italia per oltre un decennio – è stata, come dire, restituita, percepita attraverso i prodotti della creatività artistica: film, serie televisive, graphic novel, fumetti etc. Senza trascurare, ovviamente, i dati della cronaca fino alle sue estensioni giudiziarie.
A fare da apripista, in questo inedito cimento, non poteva che essere un saggista come Davide Pulici, meticoloso spigolatore delle visioni filmiche e, allo stesso tempo, rigoroso e imparziale scandaglio nel mare magnum di questa vicenda.
Il risultato, davvero vertiginoso, caratterizzato da una vis saggistica comparativa, è contenuto nel nuovo libro dal titolo esplicativo “Nei meandri del mostro di Firenze” (Nocturno Libri)- Si tratta di un volume, ispirato all’autore – come si legge in premessa – da un’expertise a lui richiesto con lo scopo di identificare alcuni volti provenienti da istantanee scattate a uno schermo televisivo. Un movente misterioso che lasciamo al lettore il piacere di svelare nel corso della lettura. Se l’intro è arcano, il dispiegarsi dei temi, dei riferimenti e delle vicende è, a dir poco, vertiginoso e comprende, in una escalation di cronache minuziosamente riportate, tutti gli anfratti in cui il mostro (ma sarebbe meglio dire il mostruoso, nella sua potenza epifanica) si è mimetizzato: da qui un percorso che parte dall’analisi dei testi classici sul mostro (i libri di Michele Giuttari, del giornalista Mario Spezi e del romanziere Diego Cugia), testi attorno a quali navigano altri scritti non tutti di seria attendibilità, per arrivare al cinema con i Film di Cesare Ferrario, Camillo Teti e Gianni Siragusa, ormai classici e di vecchia datazione, a cui fanno seguito altre opere più recenti, alcune delle quali (vedi Lettera H di Dario Germani) declinano il mostro attraverso uno sguardo inedito e in forma di soggettiva psicologica. E ancora il mostro come si è declinato nella fiction, nelle interviste di giornalisti e scrittori famosi (tra Vespa e Lucarelli), nelle docufiction, nei programmi televisivi,nelle tante immagini che transitano nel mondo fantastico di internet, dei blog, spesso divagazioni fantasiose sul tema. senza alcun aggancio alla realtà. Suggestiva la parte relativa ai fotoracconti sexy (i moventi di carta), ai fumetti neri della fine del decennio sessanta-settanta, in cui si potrebbe ipotizzare di spunti ed estri non solo per il cinema ma anche per la fantasia malata di un serial-killer. Nel saggio di Pulici sfilano giovani apolli biondi, possibili mandanti del mostro ( vedi il famoso Francesco Narducci, trovato poi annegato nel Trasimeno) e altri personaggi di diversa estrazione sociale. Una serie di figure che orbitavano attorno ai famosi “compagni di merende” (Pacciani e soci), il cui ruolo non è mai stato messo a fuoco. In quest’opera totale di Davide Pulici, il quale ha puntigliosamente letto tutti gli atti relativi a questo “cold case” italiano, trovano posto l’ermetica misteriosa delle voci notturne Avatiane, suggestioni Argentiane, approfondimenti, solo apparentemente divaganti, su sincronicità esoteriche, criptici rinvii a quell’oltre che è sempre – apparentemente – dietro l’angolo. Un vero e proprio “Caos Primordiale”, come da titolo dell’immagine di copertina, in cui solo un super saggista come Pulici ci poteva condurre, tracciando per noi un percorso assolutamente nuovo, che ci introduce in un’ombra della notte solitaria, di Virginiana memoria, in cui non si vuole ritornare fino a quando non si aggancia la sostanza prima della realtà che ha generato i fatti.
Saggio imperdibile, quindi, che procede oltre il mero concetto di comunicazione, per approdare ad una forma superiore di analisi in cui rigore e cronaca, curiosità ed escussione di temi paralleli, compone un corpo unico metanarrativo. Circumnavigando i meandri del mostro di Firenze, ci ritroviamo in un “oltre”, in un territorio sconosciuto in cui è magnifico perdersi.

Fabio Bagnasco

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