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Mediascape​, al via il nuovo dottorato di ricerca sulle produzioni​ artistiche transcultural all’Accademia di Belle arti di Palermo. Il Museo delle Marionette è partner strategico

Domani, martedì 𝟏𝟎 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 alle 10, all’Accademia di Belle arti di Palermo – Palazzo Fernandez (aula Pf 11) – si svolgerà la lezione inaugurale del Dottorato di ricerca Mediascape: ricerca e produzioni artistiche transculturali, coordinato dal Prof. Rosario Perricone, direttore del Museo delle Marionette che è partner strategico del progetto.

Il Dottorato – che si focalizza sullo studio e la produzione di contenuti artistici e culturali nel contesto globale – è in forma associata tra le Accademie di Palermo, Carrara, Sassari, Verona e ha come partner privati la Fondazione Orestiadi di Gibellina, la Fondazione Ignazio Buttitta, il Museo Civico di Castelbuono e il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino.

Un percorso che si concentrerà sull’intersezione fra diversi sistemi di mediazione, delle poetiche e delle politiche, delle pratiche e dei discorsi che costituiscono i nostri mondi attraverso specifici media. La comprensione della diversità culturale richiede che si ponga attenzione alle forme della mediazione, ai processi attraverso cui una certa configurazione sociale produce e riproduce se stessa tramite una molteplicità di media, partecipando al mediascape globale.

Il dottorato di ricerca affronterà questi temi anche attraverso una riflessione su come i diversi “sud” del mondo non si limitino a consumare passivamente ciò che viene prodotto altrove, ma creino e producano nuove culture visuali.

Aprirà le attività la lezione inaugurale Collezionisti estremi. Oggetti, immagini, narrazioni e installazioni tra antropologia e arte, tenuta da Vincenzo Padiglione (Università La Sapienza, Roma). La lezione affronterà il tema dell’installazione etnografica come opera totale, lavoro tridimensionale che incorpora oggetti disparati (materiali scultorei, ready-made, video) e caratteristiche del luogo, in una rappresentazione di un imprevisto, temporaneo legame. Artefatto con la missione di evocare pensieri, ricordi e sensazioni, progettato per alterare la percezione dello spazio e ristrutturare l’esperienza sensoriale del visitatore, che è stimolato e considerato parte integrante dell’opera. In questo senso l’installazione etnografica è un tentativo di riflettere insieme, sulla poesia, sui nostri tic, sulla passione della raccolta come stile estremo di vita.

Vincenzo Padiglione, docente ordinario di antropologia culturale e museologia, ha contribuito alla nascita della rivista AM Antropologia Museale e ha lavorato all’intersezione tra arte e antropologia. Il suo approccio innovativo alla comunicazione visiva ha arricchito il panorama museale e antropologico, estendendo le pratiche di ricerca a nuove forme di narrazione artistica.

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