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Sabato 26 ottobre: visita a Erice. Quarto appuntamento del progetto Itinerari di Comunità dell’ULEPE di Trapani

Dopo le visite guidate a Segesta ed a Trapani, ancora una visita inserita nel progetto “Itinerari di comunità”, promosso dall’Ufficio locale di esecuzione penale esterna (ULEPE) di Trapani, diretto da Rosanna Provenzano, in partenariato con il Comune di Trapani e la Fondazione Le Vie dei Tesori di Palermo. La visita questa volta riguarderà Erice sabato (26 ottobre) dalle 10 con partenza dall’Istituto San Domenico Blackett (piazza San Domenico), e condurrà per le vie del prezioso borgo medievale. L’intento è quello di far conoscere l’importanza del patrimonio storico artistico e culturale, e parlare così di tutela e valorizzazione agli e alle utenti dell’ULEPE, preparati della responsabile del progetto Itinerari di Comunità Catia Sardo, dalla psicoterapeuta Patrizia Nacci, e dalla guida turistica Roberta Di Rosa, che condurrà anche questa visita.

Nel precedente itinerario a Trapani, si è proposta una graduale immersione nel centro storico seguendo le tracce di popoli che lo hanno abitato nei secoli, celate tra elementi architettonici e toponomastica. Partendo da piazza ex mercato del pesce, sono state seguite le Mura di Tramontana, trasformate in un percorso panoramico sul mare. Raggiunta l’estrema punta occidentale della città, si ammirano le sentinelle sul mare, la Colombaia, la Torre di Ligny, il Lazzaretto ed il Villino Nasi. Tanta storia sedimentata in questi edifici maestosi: dalla presenza cartaginese agli attacchi pirateschi, dalle quarantene più conosciute della storia alla figura di un ministro che tanto si è speso per la sua città.

La vocazione mercantile di Trapani ha sempre attratto i popoli che già nel Medioevo convivevano pacificamente, approfittando della ricchezza che nasce dal confronto reciproco. Il cuore del racconto di oggi si lega proprio alla storia della comunità ebraica che da sempre ha avuto in questo lembo dell’isola, un forte radicamento sul territorio, da leggere anche nei documenti conservati all’Archivio di Stato. Tra vicoli e architetture dal sapore medievale, il quartiere della Giudecca rivela tracce di un popolo la cui storia di esodi e ritorni arriva fino ai giorni nostri. All’atelier Rosso Corallo gli utenti dell’ULEPE hanno potuto apprezzare l’arte di Platimiro Fiorenza: iscritto nella lista del patrimonio immateriale dell’UNESCO, con la famiglia ha accolto i visitatori con la sapienza e la profonda umiltà che lo contraddistinguono. 

Il progetto, che ha il patrocinio del Comune, e coinvolge il Distretto Socio Sanitario D50 di Trapani e l’ufficio di sorveglianza rappresentato dal coordinatore giudice Chiara Pesavento, che accompagna e sostiene la finalizzazione trattamentale dei percorsi d’inclusione sociale, persegue lo scopo di ricreare legami e favorire la vita comunitaria attraverso un percorso formativo di sensibilizzazione sulla legalità e allo spirito di comunità, rivolto sia agli utenti in carico dell’ULEPE, che alla comunità locale, con eventi, visite guidate ed escursioni nei territori del Trapanese.

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