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Teatro

“Tre pezzi (quasi) facili sull’amore. Il 27 agosto al Baluardo Velasco. Con Massimo Pastore e Giovanni Lamia

“Non so come definirlo. Uno spettacolo? Un Reading teatrale? Un momento di Teatro-canzone? Forse, semplicemente, una narrazione. Anzi, meglio: un tentativo di raccontare alcune “forme” che può assumere l’Amore. O il tentativo di amare, se preferite. E, soprattutto, il divino desiderio di essere amati”. Con queste parole l’attore e regista teatrale Massimo Pastore preannuncia l’evento che si svolgerà martedì 27 agosto alle ore 21 al Baluardo Velasco, nel corso del quale Giovanni Lamia canterà e suonerà. I pezzi sono tutti dello stesso Pastore, tranne uno, che è di Michele Perriera.

Con queste parole, Massimo Pastore, rivolge un invito ad andare ad assistere allo spettacolo:

《Che cosa rimane dopo un grande amore?
D’istinto, mi verrebbe da rispondere: “Il bene”.
Ecco, la questione potrebbe chiudersi così.
Provo a riassumere.
Gli amori finiscono.
Dopo un tempo più o meno lungo, magari.
Ma finiscono.
Come, perché, quando iniziano a finire?
Non ha importanza.
Quello che importa è che alla fine lasciano qualcosa, si trasformano, appunto.
Questo “qualcosa” dovrebbe essere il bene, il reciproco riconoscersi come “sostanze” della trasformazione.
“Ciò che perdiamo nel fuoco, lo troveremo nella cenere”, dice uno dei protagonisti di un vecchio film western.
È il bene che dovremmo trovare nelle ceneri di un amore?
Penso di sì.
L’amore brucia, si consuma, diventa cenere.
Ma guai a non riconoscere in quella cenere le tracce di ciò che l’ha prodotta.
Sarebbe come negare il principio di Lavoisier, no?.

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