“Le stelle pregano”, lirica della Poeta Gabriella Vicari, recentemente premiata a Selinunte, incanta la giuria dell’alloro di Dante. Premiata a Ravenna, nella basilica di San Francesco, sabato 23 marzo, Gabriella Vicari è stata incoronata dall’alloro del Sommo Poeta, in occasione del concorso internazionale di Poesia indetto da Rinascimento poetico con la collaborazione del centro Dantesco O. F. M. Con. di Ravenna. È una storia di speranza e d’amore e di maestri di vita. “Il Sommo Poeta – racconta la Vicari – è stato un grande MAESTRO. Ogni sillaba di Dante è passata attraverso la mia vita. Ho sentito Dante, l’ho parlato, l’ho vissuto. E per me è stata un’esperienza vitale: una conversione. Voglio scambiare con voi questa opportunità di cambiamento”. Sabato alla premiazione Gabriella è stata accompagnata dalla maestra Carmela Ragusa, che trasferitasi in Romagna per ragioni familiari non ha esitato ad accettare l’invito della sua alunna, anno scolastico 78/79. La poesia di Gabriella Vicari canta il dolore della tragedia delle vittime del mar mediterraneo, così come Dante che cercò accoglienza, in una città o nell’altra. Sempre in povertà. Visse in condizioni tra le più estreme che possano capitare in una vita, comprendendo più a fondo il bene e il male che c’è negli esseri umani e nella storia. “Per salire, bisogna prima scendere. È necessario conoscere l’inferno per ritrovare la nostra umanità. Ma ciò che distingue dannati e redenti è una scelta: un cambiamento di rotta del cuore e delle coscienze. Chi non è più in grado di contemplare, l’umano, di vedere la bellezza che c’è attorno, e lo stupore, è vicino alla morte, quella vera. E invece c’è così tanto là fuori. Lo sguardo che prova stupore per tutto è quello di un bambino… che abbiamo il dovere di salvare da ogni male, con la speranza di tornare ad essere sognanti, desideranti, adoranti, anche dopo aver visto tanto. Questa è la vera rinascita. E la poesia tenta di condividerlo”.








