Appena pubblicato per Ex Libris Edizioni il libro scritto a quattro mani da Bia Cusumano e Fabio Gabrielli
E’ stato appena pubblicato per Ex Libris Edizioni di Carlo Guidotti, il libro scritto a quattro mani da Bia Cusumano e Fabio Gabrielli. Fabio Gabrielli già Preside della Facoltà di Scienze Umane e professore ordinario di Antropologia filosofica presso la Ludes University di Lugano, attualmente insegna filosofia della relazione presso la School of Management dell’Università Lum, campus di Milano. E’ direttore scientifico di Thauma – Collaba di Scienze Umane della casa editrice Led-Edizioni Universitarie di Milano. Ha dedicato ampio spazio allo studio dei modelli di coscienza e alle psicopatologie dell’uomo. Bia Cusumano, insegna letteratura italiana e latina alla Scuola Superiore di Castelvetrano. È ideatrice e direttore culturale del PalmosaFest, primo Festival di Arte e Letteratura della città di Castelvetrano. Ha pubblicato diverse sillogi poetiche e testi in prosa tra cui ‘Trame Tradite’, per Navarra Editore. Questo ultimo libro sulla poetessa polacca è il secondo lavoro realizzato assieme dal filosofo dalla poetessa e scrittrice. Si tratta di una delicata e profonda indagine sulla letteratura poetica e sulla vita stessa tracciata dagli autori traendo ispirazione dalla poesia di Wislawa Szymborska, Nobel per la letteratura nel 1996. Quattro incontri virtuali con la scrittura e il pensiero della Szymborska che saranno, di pagina in pagina, da incontro a incontro, una continua ricerca dell’essere tra citazioni letterarie, informazioni, voci, stimoli ma anche sensazioni, esperienze, verità e vita.
《Ascoltare la parola poetica, custodire, riorientare la parola poetica, come ogni altra parola, segno, linguaggio, significa non farne una proprietà, semmai restituirla come un nuovo seme. Piantare un seme è cosa seria, occorre “occuparsene seriamente” , esso non deve farsi parola trattenuta ma esperienza, cioè uscire dal campo protetto del nostro io per farsi contaminazione, disseminazione, mondo. È così che il seme piantato dalla parola poetica di Szymborska, e il seme piantato dal lettore nell’accogliere quella parola e ridirla, non hanno mai una destinazione determinata, conclusa, compiuta, semmai continui riorientamenti, rotte impensate, circonvoluzioni, perdite e nuove possibilità. Nei quattro incontri con la poetessa polacca intendiamo così ospitare i suoi versi alla luce della nostra radicale alterità, che è distanza
innumerabile dalla sua alterità ma anche prossimità nel segno dell’unicità di ogni altro》.
Dall’ “Apertura”.
La copertina è stata realizza a dall’artista marsalese Aurelio Sarzana.







