Quando succedono cose assurde, di fronte al mistero della sofferenza, di fronte al male che inutilmente si manifesta, ci fermiamo a riflettere… e si ferma il tempo intorno a noi, ed è come se fossimo catapultati in uno spazio sospeso costellato da mille perché irrisolvibili. Sono stata in ospedale non come paziente e ho visto i letti pieni di malati e… si è fermato il tempo. Ho sentito della donna che ha fatto morire di stenti la figlia di 18 mesi per seguire il compagno, che era ignaro dell’esistenza della piccola, e ho ascoltato il suo interrogatorio di fronte al giudice durante il quale affermava di non sapere che un biberon pieno non basta a sfamare una bimba di un anno e sei mesi. Parole assurde di chi sembra essere un automa e non più un essere umano, meno che meno una madre, perché è impossibile pensare, essendo dotati di senno, che una bambina di quella età possa sopravvivere da sola. La cosa incredibile è che l’avrebbe potuta lasciare alla madre o alla sorella e non lo ha fatto. Da questi eventi e da tanti altri ai quali assistiamo quotidianamente sono scaturiti i miei versi dal titolo #Esifermailtempo di cui ne condivido un assaggio sperando che anche chi leggerà si fermerà e rifletterà:
#Esifermailtempo
E si ferma il tempo
davanti un letto d’ospedale
in cui la sofferenza si fa carne
di un’anima martoriata che invoca
#saluteguarigione per se stessa
e per tutta l’umanità malata
E si ferma il tempo
di fronte a una bambina morta di stenti
per la #folliaraccapricciante di una madre
trasmutata incomprensibilmente
in un #gelidoautoma
da un milione di #motivisenzasenso







