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#Pensieriemozioni di Irene Catarella – #Esifermailtempo

Quando succedono cose assurde, di fronte al mistero della sofferenza, di fronte al male che inutilmente si manifesta, ci fermiamo a riflettere… e si ferma il tempo intorno a noi, ed è come se fossimo catapultati in uno spazio sospeso costellato da mille perché irrisolvibili. Sono stata in ospedale non come paziente e ho visto i letti pieni di malati e… si è fermato il tempo. Ho sentito della donna che ha fatto morire di stenti la figlia di 18 mesi per seguire il compagno, che era ignaro dell’esistenza della piccola, e ho ascoltato il suo interrogatorio di fronte al giudice durante il quale affermava di non sapere che un biberon pieno non basta a sfamare una bimba di un anno e sei mesi. Parole assurde di chi sembra essere un automa e non più un essere umano, meno che meno una madre, perché è impossibile pensare, essendo dotati di senno, che una bambina di quella età possa sopravvivere da sola. La cosa incredibile è che l’avrebbe potuta lasciare alla madre o alla sorella e non lo ha fatto. Da questi eventi e da tanti altri ai quali assistiamo quotidianamente sono scaturiti i miei versi dal titolo #Esifermailtempo di cui ne condivido un assaggio sperando che anche chi leggerà si fermerà e rifletterà:

#Esifermailtempo

E si ferma il tempo

davanti un letto d’ospedale

in cui la sofferenza si fa carne

di un’anima martoriata che invoca

#saluteguarigione per se stessa

e per tutta l’umanità malata

E si ferma il tempo

di fronte a una bambina morta di stenti

per la #folliaraccapricciante di una madre

trasmutata incomprensibilmente

in un #gelidoautoma

da un milione di #motivisenzasenso

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