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Teatro

Luminarìa a Partanna, sul sagrato della Chiesa del Purgatorio. Domani alle ore 21.30

Luminarìa è una drammaturgia in lingua madre scritta da Giacomo Bonagiuso sulla scorta dei testi famosissimi dell’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. Dopo ‘Mobbidicchi’, che tanto successo ha avuto, Bonagiuso torna a strutturare il teatro sulla base della grande letteratura americana. Il suo testo è coraggiosamente controcorrente, e intreccia i personaggi che conosciamo anche grazie alle vulgate di Fernanda Pivano, in poesia, e di Fabrizio De Andrè, in musica. Ne viene fuori uno spettacolo grottesco e metafisico, con intagli Felliniani, e un leitmotiv costante che si muove lungo una dialettica tra “astabbanna” e “addabbanna”. Così la potenza della lingua siciliana arcaica, sapientemente miscelata al portico italiano, diventa un codice unico, a tratti musicale, in grado di trasferire le emozioni, lo sconcerto, il dolore e l’ilarità assoluta che la morte segna come paradosso. Uno spettacolo che fa sorridere ma amaramente anche riflettere. La regia di Bonagiuso muove in scena 18 non-attori (come ama definirli lui): persone che vengono non solo dal mondo dell’arte, e che sperimentano il gioco serissimo del teatro dopo un lungo training e un fruttuoso laboratorio di costruzione e montaggio drammaturgico. Lo spettacolo si avvale delle luci Primafila e del videomapping di Benito Frazzetta. Le musiche di scena sono di Francesco Less. Costumi e painting di Rosanna Scaturro. Foto di scena di Giacomo Moceri. In scena domani sul sagrato della Chiesa del Purgatorio, alle ore 21.30 nell’ambito di Artemusicultura 2022.

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