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“Le ali della nobiltà” al Parco Villa Filippina: una mostra di pittura, scultura e artigianato, sfilate e balli con costumi d’epoca

Sabato 7 e domenica 8 maggio arriva a Villa Filippina (piazza San Francesco di Paola 18) la seconda edizione della mostra collettiva di pittura, scultura e artigianato “Le ali della nobiltà”, a cura dello storico e critico d’arte Mauri Lucchese, nata da un’idea e organizzata dall’associazione CreArt Eventi APS di Cinzia Macaluso.

Una rassegna ispirata al gusto e all’eleganza della nobiltà siciliana nel periodo ottocentesco arricchita dalle sfilate e dai balli con abiti d’epoca della compagnia Bella Epoque (7 maggio ore 17.00) e dal corteo storico e dai balli celtici dell’associazione T.E.M.A (8 maggio ore 17.00).

In mostra durante le due giornate (sabato dalle 9.00 alle 20.00 mentre domenica a partire dalle 10.00) le creazioni pittoriche e le opere artigianali di gioielleria e legno, tessitura e abbigliamento di tanti artisti locali. Spazio al vintage, ai laboratori creativi per bambini e a degustazioni di prodotti tipici.

“Gli artisti in mostra nella storica Villa Filippina si cimenteranno nel far rivivere un tempo ormai lontano fatto di moda e arte pur rimanendo ancorati ai ricordi che sono parte della nostra cultura e storia”spiega Mauri Lucchese.

“Un evento originale per ripercorrere un momento storico caratterizzato da fatti e misfatti realizzato grazie alla sinergia con un grande esperto d’arte quale il maestro Lucchese. In un momento storico come quello che stiamo vivendo ci prepariamo ad una ripartenza valorizzando il talento e le peculiarità dei tanti artisti e degli artigiani locali che hanno resistito in questo periodo di pandemia”dichiara Cinzia Macaluso, presidente di CreArt Eventi, che da anni lavora per valorizzare l’artigianato locale attraverso mostre, fiere ed eventi.

Ingresso libero. L’iniziativa si svolgerà durante l’ultimo week end del “Camden market” a Villa Filippina prima dell’inizio della stagione estiva che sarà inaugurata da Una marina di libri. Per informazioni telefonare al 339 1150759. Saranno rispettate le normative anti Covid 19 vigenti.

VILLA FILIPPINA

Caratterizzata da un vasto spazio quadrangolare recintato per tre lati da portici lunghi 140 metri, su cui corre una terrazza praticabile. Ideata come luogo di svago per i congregati e i giovani dell’oratorio, la struttura – adibita prevalentemente dai Padri Filippini a scuola, oratorio, teatro, arena estiva e campo di calcio – cela al suo interno un autentico scrigno di tesori. A partire dagli affreschi sulla vita di Cristo realizzati nel XVIII secolo da Vito D’Anna e Antonio Manno: sei dipinti (“L’ultima cena”, “La lavanda dei piedi”, “L’ultima Pasqua”, “Il tributo di Cesare”, “Gesù e Zaccheo”, “Potete bere il calice che io sto per bere”) che decorano uno dei porticati della villa, interessati da un intervento di restauro ad opera della Soprintendenza ai Beni culturali ed ambientali di Palermo. Il terreno su cui sorge la villa, come testimoniato da un atto risalente al 6 gennaio 1737 fu ceduto dal convento dei Fatebenefratelli a tal Giuseppe Romano. Seguirono altri proprietari. Ma è nel 1755 che venne concesso da Giuseppe Vallone appartenente alla congregazione di San Filippo Neri a Don Angelo Serio, anch’egli della stessa congregazione, per la costruzione di una villa nominata “Filippina”, secondo il volere del Santo Istituto di San Filippo Neri. Da un atto notarile redatto invece il 16 luglio 1755 dal notaio Onofrio Sardofontana, in presenza di Don Angelo Serio e di Padre Modica, si evince l’avvio dei lavori di costruzione. Attualmente non si conosce l’autore del progetto di Villa Filippina. Alla tesi sostenuta dalla critica, che vede come autore un certo architetto Giacomo D’Aragona, allora architetto di fiducia della Congregazione dei Padri Filippini, si affianca una seconda ipotesi che vede un certo Salvatore Ferrigno, a quel tempo architetto del Senato della Città.

Nella prima metà del Novecento nel giardino della villa furono costruiti un cinematografo e un piccolo teatro. Attivi sin da subito conobbero il loro splendore solo nel Secondo Dopoguerra.

Villa Filippina vanta uno dei primi giardini storici cittadini impreziosito dal chiostro e dalla fontana con statue di santi realizzata in pietra di Billemi, opera di Gioacchino Vitagliano. Al suo interno si trova la chiesetta di San Filippo Neri che si distingue per tre affreschi che riproducono alcune scene della vita del santo (S. Filippo bambino con i bambini nel darsi al gioco; S. Filippo che ristora i pellegrini durante la visita alle sette chiese; S. Filippo che va in estasi durante la celebrazione della SS. Eucarestia dinanzi l’immagine della Madonna della Vallicella).

Un salto di qualità avvenne nei primi anni Ottanta quando cinema e arena, conosciuti col nome “Aaron” furono presi in gestione dalla cooperativa Nuovo Cinema: questa, che già dirigeva l’unico cinema d’essai di Palermo, si occupò di restaurare le due strutture e propose una ricca programmazione estiva di film. Tuttavia, due anni dopo il restauro, il cinema chiuse definitivamente mentre l’arena continuò la sperimentazione cinematografica. Alla fine degli anni Ottanta la gestione dell’arena passò nelle mani del Teatro Biondo che ne fece un teatro estivo. Per una stagione l’arena di Villa Filippina ospitò la rassegna diretta da Mimmo Cuticchio “La macchina dei sogni”. Tra gli anni Ottanta e Novanta l’attività cinematografica e teatrale dell’arena di Villa Filippina fu davvero intensa ed ebbe tra i suoi più assidui frequentatori anche il magistrato Giovanni Falcone.

L’immagine allegata è un dipinto dell’artista Carmen Frisina.

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