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Ieri a Partanna l’inaugurazione della Mostra “Punti di luce”, sulle donne della Shoa

“Punti di luce” 2-16 marzo 2022

E’ questo il nome della mostra inaugurata a Partanna ieri pomeriggio all’ex Monastero delle Benedettine, organizzata dalla Fidapa, sezioni gemellate di Partanna e Marsala, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale. Si tratta dell’evento di esordio di un calendario predisposto per la Giornata Internazionale della Donna, e dedicato a una mostra di foto di donne nella Shoa. 

La mostra sarà aperta e si potrà visitare dal 3 all’8 marzo tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 20: saranno gli alunni delle scuole che la illustreranno ai visitatori in un percorso di alternanza scuola-lavoro. Sono intervenuti all’inaugurazione il sindaco, Nicolò Catania, la presidente della Fidapa di Partanna, Anna Maria Varvaro, l’assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione Noemi Maggio e la presidente del Distretto Sicilia della Fidapa, Carmela Lo Bue. 

La mostra “Punti di Luce – Essere una donna nella Shoa” è realizzata da Yad Vashem e presentata dall’Associazione Figli della Shoa, attività finanziata grazie al contributo 8×1000 dell’UCEI, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. 

“Un’iniziativa importante, che coinvolge le scuole – ha detto il sindaco Catania – e che racconta le donne attraverso l’arte, in un periodo storico che non va dimenticato, e che oggi torna drammaticamente attuale”. 

Si tratta di 30 pannelli fotografici che raccontano l’universo femminile, come questo sia stato travolto dalla tragedia della Shoah e come la donna abbia saputo reagire con forza e resilienza alle avversità della vita nei campi di concentramento. 

“Una mostra che ci pone degli interrogativi non solo sul passato ma anche sul presente – dice Annamaria Varvaro –  non si può, infatti, non fare riferimento alla guerra che é scoppiata in questi giorni, a quello che il popolo ucraino sta vivendo e subendo da giorni. Per questo, per fare memoria, abbiamo pensato in questo progetto di coinvolgere gli studenti, affinché diventino loro stessi portatori di memoria”.

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